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Xylella fastidiosa, dalla scoperta a oggi. Lo stato dell’arte della ricerca

Un'intervista per ripercorrere le tappe fondamentali del contagio

Video intervista a Daniele Cornara che, all’Università di Bari ha studiato l’interazione tra il batterio, l’insetto vettore, gli olivi e l’ambiente. Crediti immagine: Pixabay

AMBIENTE – La questione Xylella fastidiosa è ancora aperta e, a oggi, non esiste una cura per debellare il batterio che sta flagellando gli olivi di Puglia. Abbiamo ricostruito gli eventi che riguardano la diffusione della malattia con Daniele Cornara, dottore di ricerca in Protezione delle Colture dell’Università di Bari. Cornara ha studiato il comportamento di Xylella fastidiosa con Alexander Purcell, professore emerito alla University of California-Berkeley per il Dipartimento di Scienze, Politiche e Gestione Ambientali e massimo conoscitore del batterio.

Grazie al giovane ricercatore abbiamo percorso le tappe fondamentali del contagio, dalla scoperta nell’areale di Gallipoli fino ai nostri giorni, andando ad esaminare lo stato dell’arte della ricerca e le prossime mosse da attuare per comprendere al meglio quello che Purcell definisce il “poligono della malattia”, ovvero l’interazione tra batterio, insetto vettore, pianta e ambiente. Per ulteriori dettagli, guardate la video-intervista.

Leggi anche: Studi pugliesi sulla Xylella fastidiosa: buoni risultati sui sintomi ma il batterio resta

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagini del video: Daniele Cornara; Teresa Filanti; Regione Puglia; Regione Toscana; California agriculture online

Milly Barba
Comunicatrice scientifica, social media manager e speaker radiofonica. Curo la rubrica #SenzaBarriere dedicata al tema disabilità.

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