Libri accessibili: il progetto “10 in leggibilità”

Caratteri tipografici, colore, font e spaziatura: le 10 regole di base per scrivere e pubblicare libri accessibili a tutti

“Abbiamo individuato dieci regole ben precise che, se applicate durante la realizzazione di un libro, possono appianare gli scogli dell’illeggibilità”: massimo Evangelisti ci racconta il progetto “10 in leggibilità”. Crediti immagine: Personal Creations, Flickr

SENZA BARRIERE – Leggere un libro: un’azione in apparenza semplice che, tuttavia, risulta ancora proibitiva per molte persone. Chi è affetto da deficit visivi o ha un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) incontra molte difficoltà d’accesso rispetto alla comunicazione scritta. Il libro cartaceo, dunque, può costituire una vera e propria barriera. Consapevoli di questi limiti, anche le case editrici, negli ultimi anni, si sono adoperate per rendere la cultura libraria fruibile da tutti. Così, grazie a piattaforme preposte alla lettura dei volumi tramite sintesi vocale, alla produzione di audiolibri e all’elaborazione di versioni in pdf aperte (leggibili dai non vedenti tramite barra Braille e software compensativi), si è cercato di abbattere quei muri che limitano l’accesso alla conoscenza.

Zanichelli editore, da sempre attenta alla questione accessibilità, oltre a i supporti multimediali già citati, per prima in Italia, ha realizzato un vero e proprio studio per individuare regole grafiche che rendano la lettura accessibile a tutti. Ne abbiamo parlato con Massimo Evangelisti, responsabile editoriale, che ha curato il progetto “10 in leggibilità”. “I libri, per molte persone, costituiscono delle vere e proprie barriere architettoniche: perché possano essere letti occorre eliminare gli ostacoli che li caratterizzano”, spiega Evangelisti, raccontando come è nato il progetto di ricerca condotto dalla casa editrice bolognese. “In collaborazione con lo studio grafico ChiaLab e con l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Urbino, abbiamo individuato dieci regole ben precise che, se applicate durante la realizzazione di un libro, possono appianare gli scogli dell’illeggibilità. Le prime tre norme riguardano l’impaginazione: occorre che le illustrazioni, le fotografie e  i testi siano disposti nella pagina in modo da rendere chiaro e lineare il percorso di lettura. A questo proposito, le immagini dovranno essere relative e vicine al testo di riferimento”, chiarisce l’editore. Quarta, quinta e sesta regola, invece, sono relative alla composizione del testo.

“Fin da subito abbiamo pensato che fosse necessario evitare ciò che in gergo è definito crowding, ovvero l’affollamento delle parole: ogni riga dovrà contenere al massimo 80 battute. Se si supera questa lunghezza, quando il lettore andrà a capo con lo sguardo, rischierà di saltare alcune parole.” Un altro punto  fondamentale riguarda l’interlinea, ovvero la distanza tra due righe consecutive, che deve aumentare in relazione alla misura del carattere scelto per il testo. Anche la presenza del rientro di capoverso, poi, è significativa: consente di scandire il testo e di comprendere nell’immediato l’inizio di una nuova parte di discorso. Le norme numero sette e otto sono inerenti all’uso del colore, che gioca un ruolo importante in fatto di visibilità. “Scegliere un “fondino” (sfondo) dal colore troppo scuro o acceso può pregiudicare la lettura del testo. Anche la sovrapposizione di una didascalia a un’immagine può pregiudicarne la lettura. Il testo, confondendosi con la figura, diverrà quasi invisibile”, chiarisce Evangelisti, ponendo il focus sull’ultimo tema: l’uso dei caratteri tipografici. “Nei vari paragrafi, i caratteri tipografici devono avere lettere ben distinte tra loro, in modo da poter essere subito identificate. In particolare, la i maiuscola e la l minuscola, la b e la d, o ancora, la p e la q devono essere ben distinte per consentire la lettura da parte di persone con Dsa.”

A tutto questo occorre aggiungere anche la ricerca di un font adeguato, come ricorda l’editore: “Abbiamo effettuato un’indagine tra lettori comuni e persone con disturbi dell’apprendimento. È emerso che il Time New Romans, per esempio, sia uno dei caratteri più leggibili. A fare la differenza, tuttavia, non è il disegno del carattere ma la spaziatura tra parole e lettere, che consente di fatto maggiore fruibilità.” I libri realizzati seguendo le “10 regole di leggibilità”, poi, sono sottoposti al vaglio dell’ISIA di Urbino che ne verifica la validità. E il sistema adottato da Zanichelli editore pare proprio funzionare. “Sono già due anni che realizziamo libri scolastici per scuole medie e superiori seguendo questi criteri. Con l’avvento di libri simili alle riviste per impaginazione e sempre meno fruibili, scegliere un sistema che garantisse accessibilità a tutti è stato un atto dovuto. Continueremo a studiare per migliorare le 10 regole, al fine di consentire a tutti libero accesso alla comunicazione scritta.”

Leggi anche: Robotica e disabilità: gli studi vincenti dell’università di Siena

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