La terra continua a tremare, registrate più di 470 repliche

Il bilancio delle vittime sale a 247, più di 5000 le persone impiegate in soccorsi e assistenza tra polizia, vigili del fuoco, forze armate e associazioni

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Eventi sismici localizzati dalle ore 03:36 alle ore 08.00 italiane del 25 agosto tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. La stella bianca è il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 03.36 del 24 agosto. Crediti foto INGV terremoti

CRONACA – L’ultimo bilancio ufficiale, rilasciato dalla Protezione Civile, porta a 247 le vittime accertate del terremoto che ieri ha devastato il centro Italia, una delle aree a più elevata sismicità dell’intera penisola già colpita dal terremoto di Colfiorito (1997) e l’Aquila (2009). Si tratta di una zona geologicamente molto attiva, con numerose faglie attive. Lo sciame non si è ancora interrotto, ieri la terra ha continuato a tremare per tutto il giorno e gli eventi sismici sono tutt’ora in corso: più di 470 le scosse di assestamento secondo l’aggiornamento dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, rilasciato alle 8:00 del 25 agosto.

La scossa peggiore, di magnitudo 6.0, è quella che ha svegliato il centro Italia alle 03:36 della mattina del 24 agosto, distruggendo Amatrice. A seguire una sequenza sismica tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, l’Aquila, Teramo. “Siamo in piena sequenza, ora sono state registrate numerose repliche e continueranno per molti giorni”, ha commentato subito alla stampa Alessandro Amato, dirigente di ricerca INGV. “Il terremoto di questa notte ha caratteristiche geologiche simili a quelle del sisma che colpì Colfiorito e L’Aquila, anche se non ha avuto sciame sismico precedente come avvenne in Abruzzo”. Sono 85 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0,  8 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello avvenuto nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.4 alle 04:33 (qui la mappa sismica).

“Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche sismiche sicuramente numerose, però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale”, ha aggiunto il collega Andrea Tertulliani, direttore della sezione sismologia e tettonofisica INGV, “stiamo parlando di un’area ad altissimo rischio”. La prima violentissima scossa della notte del 24 agosto ha avuto epicentro tra i 5 e i 7 chilometri sottoterra nei pressi di Accumoli, un paese in provincia di Rieti tra Norcia e Amatrice. Il punto di faglia ha avuto estensione di 25-30 chilometri, ha confermato la direttrice INGV Daniela Pantosti.

Alle 19:30 del 24 agosto il bilancio ufficiale del disastro era di 120 morti, drammaticamente aumentato a 247 la mattina del 25 agosto, dopo un’altra notte di ricerche da parte della Protezione Civile. In base alle dichiarazioni del sindaco Sergio Pirozzi sarebbero almeno 190 i morti nella sola cittadina di Amatrice. Le sue parole disperate di ieri, “Amatrice non c’è più”, sono diventate il drammatico simbolo della devastazione del terremoto. La cittadina è stata  rasa al suolo, da un sisma che i sismologi non esitano a paragonare a quello “gemello” che la distrusse nel 1639 durante una serie di terremoti che hanno interessato l’area (1639, 1646, 1703).

“Quella che stiamo osservando in questi momenti nell’Italia centrale è una sequenza del tutto normale, attesa sulla base dell’alta pericolosità sismica della zona appenninica”, ha detto Tertulliani intervistato da Wired Italia, “[…] eccezionale è che le case continuino a crollare malgrado la conoscenza del rischio”.

Sono 50 i milioni di euro stanziati dal Governo per l’emergenza, come ha annunciato in un’intervista il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini. Una stima del danno effettivo è ancora difficile da fare, ha detto Nencini, soprattutto perché “ci sono ancora 54 frazioni isolate nel Comune di Amatrice”.

È in atto il Piano nazionale per il supporto trasfusionale coordinato dal Centro Nazionale Sangue del Ministero della Salute insieme a Regioni e Associazioni donatori. Dopo l’urgente richiesta di donazioni a Rieti di ieri, il Centro Nazionale Sangue tranquillizza: il direttore del centro, Giancarlo Maria Liumbruno, ha assicurato in un’intervista a Rainews (in diretta dalle zone colpite) che grazie al meccanismo di compensazione nazionale le scorte di sangue attuali sono già in grado di far fronte alla situazione. La Protezione Civile e l’Avis hanno confermato che non c’è nessuna emergenza sangue in corso e che la strategia migliore è programmare le donazioni.

Le operazioni di soccorso tra le macerie sono tutt’ora in corso, mentre i superstiti ricevono assistenza e vengono aperte le prime tendopoli. Circa 400 i feriti tra Arquata, Accumoli, Amatrice e dintorni, 264 quelli già ricoverati negli ospedali ma il numero sembra destinato a crescere, come conferma Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile. Si scava senza sosta tra le macerie dell’hotel Roma di Amatrice, dove i soccorsi hanno individuato altri superstiti. Il numero di dispersi non è quantificabile perché “manca una lista di partenza”, ha spiegato Curcio in conferenza stampa, “visto che in alcuni dei comuni devastati c’erano molti turisti e molte persone di passaggio”.

A Rieti sono già stati allestiti due centri per accogliere gli sfollati di Amatrice e Accumoli, presso l’area Nubich dell’aeroporto Ciuffelli e presso la caserma Verdirosi. In questo momento a prestare soccorso e assistenza nei luoghi colpiti sono più di 5400 persone, 1000 le unità di polizia, 1060 vigili del fuoco, 400 appartenenti alle forze armate e oltre 3000 tra personale di associazioni, organizzazioni e volontari giunti a dare una mano.

INFORMAZIONI UTILI

Abbiamo creato un pinned-post sulla nostra pagina Facebook con informazioni, numeri utili e aggiornamenti. Potete trovarlo qui.

Sono attivi i numeri del contact center della Protezione Civile 800 840 840 e Sala Operativa Protezione Civile Lazio 803 555. La Protezione Civile Marche ha attivato un numero verde: 840001111

La Protezione civile ha attivato il numero 45500 (fisso e mobile via sms) per le donazioni.

È inoltre possibile fare una donazione alla Croce Rossa attraverso l’IBAN: IT40F0623003204000030631681, con causale “Terremoto Centro Italia”. La Croce Rossa ha anche attivato il numero telefonico 06-5510 dedicato al servizio donazioni oltre all’indirizzo email aiuti@cri.it.

@Eleonoraseeing

Leggi anche: A 40 anni dal terremoto, il Friuli ricorda con una mostra

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Informazioni su Eleonora Degano ()
Giornalista pubblicista, traduttrice e science writer. Collaboro con varie realtà come National Geographic Italia, OggiScienza, IN3D dove scrivo di benessere animale, etologia, cognizione animale e mi occupo di copywriting scientifico. Nel 2016 ho vinto il Premio Giornalistico Tomassetti - Premio Speciale in Virologia e nel 2017 il premio giornalistico "Il diabete sui media" promosso dalla Società Italiana di Diabetologia

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