sabato, 28 Marzo, 2020
ATTUALITÀCRONACA

La terra continua a tremare, registrate più di 470 repliche

Il bilancio delle vittime sale a 247, più di 5000 le persone impiegate in soccorsi e assistenza tra polizia, vigili del fuoco, forze armate e associazioni

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Eventi sismici localizzati dalle ore 03:36 alle ore 08.00 italiane del 25 agosto tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo. La stella bianca è il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 03.36 del 24 agosto. Crediti foto INGV terremoti

CRONACA – L’ultimo bilancio ufficiale, rilasciato dalla Protezione Civile, porta a 247 le vittime accertate del terremoto che ieri ha devastato il centro Italia, una delle aree a più elevata sismicità dell’intera penisola già colpita dal terremoto di Colfiorito (1997) e l’Aquila (2009). Si tratta di una zona geologicamente molto attiva, con numerose faglie attive. Lo sciame non si è ancora interrotto, ieri la terra ha continuato a tremare per tutto il giorno e gli eventi sismici sono tutt’ora in corso: più di 470 le scosse di assestamento secondo l’aggiornamento dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, rilasciato alle 8:00 del 25 agosto.

La scossa peggiore, di magnitudo 6.0, è quella che ha svegliato il centro Italia alle 03:36 della mattina del 24 agosto, distruggendo Amatrice. A seguire una sequenza sismica tra le province di Rieti, Perugia, Ascoli Piceno, l’Aquila, Teramo. “Siamo in piena sequenza, ora sono state registrate numerose repliche e continueranno per molti giorni”, ha commentato subito alla stampa Alessandro Amato, dirigente di ricerca INGV. “Il terremoto di questa notte ha caratteristiche geologiche simili a quelle del sisma che colpì Colfiorito e L’Aquila, anche se non ha avuto sciame sismico precedente come avvenne in Abruzzo”. Sono 85 gli eventi sismici localizzati di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0,  8 i terremoti localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello avvenuto nella zona di Norcia (PG) con magnitudo 5.4 alle 04:33 (qui la mappa sismica).

“Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche sismiche sicuramente numerose, però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale”, ha aggiunto il collega Andrea Tertulliani, direttore della sezione sismologia e tettonofisica INGV, “stiamo parlando di un’area ad altissimo rischio”. La prima violentissima scossa della notte del 24 agosto ha avuto epicentro tra i 5 e i 7 chilometri sottoterra nei pressi di Accumoli, un paese in provincia di Rieti tra Norcia e Amatrice. Il punto di faglia ha avuto estensione di 25-30 chilometri, ha confermato la direttrice INGV Daniela Pantosti.

Alle 19:30 del 24 agosto il bilancio ufficiale del disastro era di 120 morti, drammaticamente aumentato a 247 la mattina del 25 agosto, dopo un’altra notte di ricerche da parte della Protezione Civile. In base alle dichiarazioni del sindaco Sergio Pirozzi sarebbero almeno 190 i morti nella sola cittadina di Amatrice. Le sue parole disperate di ieri, “Amatrice non c’è più”, sono diventate il drammatico simbolo della devastazione del terremoto. La cittadina è stata  rasa al suolo, da un sisma che i sismologi non esitano a paragonare a quello “gemello” che la distrusse nel 1639 durante una serie di terremoti che hanno interessato l’area (1639, 1646, 1703).

“Quella che stiamo osservando in questi momenti nell’Italia centrale è una sequenza del tutto normale, attesa sulla base dell’alta pericolosità sismica della zona appenninica”, ha detto Tertulliani intervistato da Wired Italia, “[…] eccezionale è che le case continuino a crollare malgrado la conoscenza del rischio”.

Sono 50 i milioni di euro stanziati dal Governo per l’emergenza, come ha annunciato in un’intervista il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini. Una stima del danno effettivo è ancora difficile da fare, ha detto Nencini, soprattutto perché “ci sono ancora 54 frazioni isolate nel Comune di Amatrice”.

È in atto il Piano nazionale per il supporto trasfusionale coordinato dal Centro Nazionale Sangue del Ministero della Salute insieme a Regioni e Associazioni donatori. Dopo l’urgente richiesta di donazioni a Rieti di ieri, il Centro Nazionale Sangue tranquillizza: il direttore del centro, Giancarlo Maria Liumbruno, ha assicurato in un’intervista a Rainews (in diretta dalle zone colpite) che grazie al meccanismo di compensazione nazionale le scorte di sangue attuali sono già in grado di far fronte alla situazione. La Protezione Civile e l’Avis hanno confermato che non c’è nessuna emergenza sangue in corso e che la strategia migliore è programmare le donazioni.

Le operazioni di soccorso tra le macerie sono tutt’ora in corso, mentre i superstiti ricevono assistenza e vengono aperte le prime tendopoli. Circa 400 i feriti tra Arquata, Accumoli, Amatrice e dintorni, 264 quelli già ricoverati negli ospedali ma il numero sembra destinato a crescere, come conferma Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile. Si scava senza sosta tra le macerie dell’hotel Roma di Amatrice, dove i soccorsi hanno individuato altri superstiti. Il numero di dispersi non è quantificabile perché “manca una lista di partenza”, ha spiegato Curcio in conferenza stampa, “visto che in alcuni dei comuni devastati c’erano molti turisti e molte persone di passaggio”.

A Rieti sono già stati allestiti due centri per accogliere gli sfollati di Amatrice e Accumoli, presso l’area Nubich dell’aeroporto Ciuffelli e presso la caserma Verdirosi. In questo momento a prestare soccorso e assistenza nei luoghi colpiti sono più di 5400 persone, 1000 le unità di polizia, 1060 vigili del fuoco, 400 appartenenti alle forze armate e oltre 3000 tra personale di associazioni, organizzazioni e volontari giunti a dare una mano.

INFORMAZIONI UTILI

Abbiamo creato un pinned-post sulla nostra pagina Facebook con informazioni, numeri utili e aggiornamenti. Potete trovarlo qui.

Sono attivi i numeri del contact center della Protezione Civile 800 840 840 e Sala Operativa Protezione Civile Lazio 803 555. La Protezione Civile Marche ha attivato un numero verde: 840001111

La Protezione civile ha attivato il numero 45500 (fisso e mobile via sms) per le donazioni.

È inoltre possibile fare una donazione alla Croce Rossa attraverso l’IBAN: IT40F0623003204000030631681, con causale “Terremoto Centro Italia”. La Croce Rossa ha anche attivato il numero telefonico 06-5510 dedicato al servizio donazioni oltre all’indirizzo email aiuti@cri.it.

@Eleonoraseeing

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Eleonora Degano

Eleonora Degano

Editor, traduttrice e giornalista freelance
Biologa di formazione, oggi lavoro nella comunicazione della scienza occupandomi soprattutto di due macro-temi: autismo e animali. Faccio parte della redazione di OggiScienza e traduco per National Geographic e l'agenzia LEAP | Loveurope and Partners di Londra. Nel 2013 ho conseguito il master in Giornalismo Scientifico Digitale alla SISSA di Trieste, attualmente sono iscritta al master in Disturbi dello spettro autistico presso l'Università Niccolò Cusano. Nel 2017 è uscito per Mondadori il mio libro Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie.

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