Una tegola spostata basta a rilevare la materia oscura

Due teorici indiani hanno concepito un "semplice" esperimento per vedere ad occhi nudi superstringhe e/o gravitoni non barionici

L’esperimento XenonT1 dell’INFN sotto il Gran Sasso, un assurdo sperpero di denaro secondo un articolo uscito nel 2009 su “Nature and Science”.

IL PARCO DELLE BUFALE – Sotto il Gran Sasso, con i costosi rilevatori Dama/Libra, Darkside50, Xenon T1 o Cresst, i fisici dell’INFN tentano invano di catturare le interazioni con l’argon, lo xeno o un cristallo di tungsteno di particelle che compongono la materia oscura, la quale sommata a un’energia altrettanto oscura forma il 95% dell’universo.

Preoccupata all’idea che finisca tutto a tarallucci e neutrini superluminali, la custode del Parco ha eseguito una ricerca bibliografica sul tema, anche per difendere la credibilità della “scienza mainstream” che alcuni ritengono più bugiarda di Donald Trump.

Ha scoperto così che nel 2009, in cambio di 90 dollari M. Sivasubramanian del Dipartimento di matematica al Dr. Mahalingam College of Engineering and Technology di Pollachi nel Tamil Nadu, e S. Kalimuthu di Pollachi tout court hanno pubblicato su Nature and Science l’articolo che pone fine all’annosa querelle sull’esistenza o meno di una materia non barionica.

Ne suggerisce umilmente la lettura, circa 5 minuti seguiti da ore di riflessione a Rita Bernabei, Elena Aprile, Gabriella Sartorelli, Federica Petricca, Cristian Galbiati, colleghi e dottorandi, in particolare e non in esclusiva.

I due autori hanno accertato per vie ignote che la materia oscura è composta non da WIMP (Weakly Interacting Massive Particles) bensì da superstringhe e/o gravitoni, e hanno concepito un metodo molto più economico di tutti gli altri per rilevarla:

Scegliete una comoda stanza buia con il tetto fatto di tegole. Fate un buco artificiale spostando leggermente una tegola. Se la stanza buia si affaccia a nord, il momento giusto per l’esperimento è fra le 8 e le 9 del mattino o fra le 4 e le 5 del pomeriggio, quando c’è luce solare. In particolare il sole deve essere visibile e brillante ad occhio nudo.

Scegliete il momento ideale e chiudete le porte e le finestre della suddetta stanza. Quando i raggi del sole si muovono dall’alto verso il basso nella stanza buia, sul percorso della luce si possono vedere facilmente una quantità innumerevole di minuscole particelle. Per questa osservazione non sono richiesti strumenti/apparecchi sofisticati.

Conclusione. Queste particelle molto brillanti che si vedono ad occhi nudi possono essere materia oscura o polveri. Futuri studi ne decideranno.

Giunti a questo punto, ringraziano il Dr. Mahalingham, fondatore e all’epoca presidente del College per il “magnanime supporto finanziario durante la preparazione del lavoro” ed elencano 35 articoli per lo più in tema.

Durante la sua ricerca, la custode ha pure scoperto che l’anno dopo su Computers and Mathematics with Applications, gli autori hanno dimostrato che Elsevier – un editore strozzino ma non predone – pubblica un articolo privo di “contenuto scientifico” (e di ogni altro, in effetti…) e lo riconosce, a differenza dell’Indian Journal of Science and Technology.

Leggi anche: Agli arresti (ma approvati da clinicaltrials.gov) i truffatori di Seven to Stand

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

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