La Quarta Rivoluzione Industriale: sintesi di un cambiamento strutturale

Big data e internet of things: perché l'industria non potrà fare a meno di rinnovarsi

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L’Industria 4.0 sarà probabilmente caratterizzata da un alto grado di automazione e interconnessione. Crediti immagine: Christoph Roser, Wikimedia Commons

TECNOLOGIA – Industria e nuove tecnologie: un rapporto complesso, delicato, che si regge su equilibri spesso instabili. Questo perché innovare nell’industria equivale, in molti casi, a spezzare uno status quo e una organizzazione consolidata che nel passato sembra aver funzionato sempre nel modo migliore, garantendo crescita dei profitti e fatturato. L’innovazione, specialmente in un tempo in cui tecnologie rivoluzionarie stanno penetrando sempre più la vita quotidiana, viene quindi vista spesso con diffidenza dai vertici aziendali, anche di realtà di grandi dimensioni e con una solida tradizione. D’altro canto se si resta al palo nella corsa all’innovazione si rischia di restare indietro in un mercato che evolve con ritmi sempre più serrati e nelle direzioni più varie.

Il cambiamento a cui ci accingiamo ad assistere ha una portata epocale, al punto da essersi guadagnato il significativo appellativo di Quarta Rivoluzione Industriale, che vedrà la nascita di modelli, strategie e paradigmi nuovi: la cosiddetta Industria 4.0. Pur non esistendo una definizione comunemente accettata, Industria 4.0 viene generalmente considerata come un processo che culminerà in una nuova concezione dell’industria, dallo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, alla ricerca e innovazione, fino alla validazione e alla produzione, con il minimo comune denominatore costituito da un alto grado di automazione e interconnessione. Quali sono le direttrici principali di questo fenomeno?

La prima è relativa alla gestione e all’archiviazione di grandi quantità di dati disponibili in rete (big data) in maniera liberamente fruibile (open), e acquisiti da oggetti dotati della capacità di interagire tra di loro grazie ad una rete, la cosiddetta internet of things: telecomandi, elettrodomestici, automobili. Questi oggetti, opportunamente dotati di sensori, potranno essere interconnessi a una rete così come oggi siamo abituati a fare con smartphone o computer.

Che farsene di questa enorme mole di dati? Qui interviene la seconda direttrice, costituita dai cosiddetti analytics, ossia il complesso delle tecniche e degli algoritmi necessari per estrarre dai dati delle informazioni utili e, in ultima analisi, ricavarne un valore. A questo proposito, lo sviluppo di tecniche di intelligenza artificiale può giocare un ruolo fondamentale: il machine learning, ossia l’apprendimento automatico delle macchine, attualmente ben poco diffuso a livello industriale, dovrebbe subire una vera e propria esplosione nei prossimi mesi e anni.

Non a caso, secondo Fortune, io 2017 sarà l’anno della intelligenza artificiale;  lo stesso New York Times ha dedicato uno speciale al “Grande risveglio dell’IA”, esaminando alcuni casi particolarmente rilevanti, come l’applicazione di tecniche di apprendimento automatico al miglioramento della qualità del servizio di traduzione di Alphabet, Google Translator.

Tornando ai nuovi modelli industriali, quali sono le altre direttrici? Una è probabilmente il potenziamento della interazione tra esseri umani e macchine, dal consolidamento delle interfacce avanzate come il touch screen e i comandi vocali, fino allo sviluppo di sistemi di realtà aumentata per l’ottimizzazione degli spazi di lavoro e dei processi produttivi.

Infine, l’ultimo pilastro è costituito dal cosiddetto additive manufacturing, costituito da stampa 3D, utilizzo di robotica avanzata, e interazioni tra automi,  tramite cui grandi colossi del settore industriale, come General Electric, sta già puntando a realizzare sofisticate parti di sistemi complessi, come gli aerei a propulsione.

E l’Italia? Come si sta attrezzando il nostro Paese per affrontare rischi e opportunità della nuova rivoluzione industriale? Tanto per iniziare, nel piano già approvato dal Senato per Industria 4.0 è previsto lo stanziamento di 2,6 miliardi di euro, in aggiunta a 10 miliardi aggiuntivi di investimenti privati e altri 11,3 di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione: questi temi così cruciali saranno, peraltro, oggetto di discussione nel corso di Industry 4.0 – 360° Summit, che si terrà presso la Camera dei deputati il prossimo 25 gennaio, e che prevederà una serie di aggiornamenti, approfondimenti e tavole rotonde con la partecipazione di istituzioni pubbliche e di esperti nel settore privato.

L’Industria 4.0 è anche uno dei principali focus primari di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione, e di Confindustria ANIE (Associazione Nazionale Industrie Elettroniche) che, in partnership con Messe Frankfurt, organizzano annualmente uno degli eventi più rilevanti nell’ambito fieristico internazionale, SPS IPC Drives: centinaia di espositori, decine di migliaia di visitatori, un’occasione unica per conoscere tutte le principali novità in campo tecnologico e industriale, con un focus molto spinto su Industria 4.0. Potrebbe essere un’occasione per scoprire come partecipare, da professionista, ricercatore o semplice appassionato a questo processo di portata così vasta da coinvolgere davvero tutti.

Leggi anche: Il progetto Sunrise: l’internet delle cose sottomarino diventa realtà

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Gianpiero Negri ()
Appassionato di scienza, tecnologia, in particolare meccatronica, robotica, intelligenza artificiale e matematica applicata, letteratura, cinema e divulgazione scientifica.

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