Una coperta da 11 kg e 3,4 milioni di dollari

Da un settimana fioriscono sui media promozioni per una trapunta sonnifera che riduce "scientificamente" l'ansia e lo stress. Ma anche no.

IL PARCO DELLE BUFALE – Da una settimana un articolo dell’Huffington Post sta rimbalzando da una testata all’altra con poche varianti:

Questa coperta (da 11 kg) aiuterà anche i più ansiosi a dormire sonni tranquilli

Ansia, stress e preoccupazioni giornaliere non sono gli alleati migliori per favorire il sonno: per chi è stufo di contare le pecore e vuole provare il piacere di addormentarsi beatamente, su Kickstarter è disponibile una possibile soluzione. Si tratta di una coperta “pesante”, di circa 11 chili, pensata apposta per abbracciare chi la usa e farlo sentire protetto. “Gravity Blanket” (questo il nome) ha già totalizzato, sulla pagina di raccolta fondi, più di due milioni e quattrocentomila dollari, a fronte dei 21mila richiesti.

Così scriveva Ilaria Betti l’8 maggio, sei giorni dopo erano superati i 3,4 milioni.

[…]  La sua particolarità è quella di raggiungere il 10% del nostro peso (se ne possono scegliere tre diversi tipi, ndr): in questo modo, “aiuta a rilassare il sistema nervoso, simulando la sensazione di essere stretti o abbracciati”. “Da una parte aumentano i livelli di serotonina e melatonina – si legge ancora nella pagina – mentre si abbassano quelli di cortisolo, migliorando l’umore e favorendo un riposante sonno allo stesso tempo”.

Un 10% approssimativo: pesano 6,804, 9,072 e 11,340 kg. Quanto ai livelli di serotonina, melatonina e cortisolo, variano allo stesso modo in assenza di Gravity, mentre è dubbio che migliori l’umore e il sonno sentirsi stretti o abbracciati da una trapunta quando, per esempio, la temperatura supera i 25 °C. La collega ricopia con fiducia il dépliant per investitori:

La sua efficacia è supportata anche da teorie scientifiche: i ricercatori della University of Gothenburg, in Svezia, hanno notato, ad esempio, che “quando i partecipanti allo studio utilizzavano una coperta pesante per dormire, avevano solitamente un sonno più calmo, con una diminuzione anche dei movimenti notturni”. Secondo quanto riportato, la coperta ha consentito loro di dormire in maniera più ‘sicura’ e confortevole.

Il link di “teorie” rimanda al “tocco profondo”, una pratica usata da decenni (nota 1) in psichiatria. Il link dell’università di Göteborg allude invece a un articolo di Håkan Olausson e colleghi uscito su una rivista predona. In uno studio finanziato da un’azienda sanitaria dell’Ohio, trovano un minuscolo beneficio per 22 insonni:

Oggettivamente, l’impatto era più pronunciato quando i partecipanti riferivano di aver avuto un’esperienza positiva con la coperta pesante e se assumevano sonniferi.

Con una tecnica statistica detta anche “metodo Di Bella“, gli autori escludono le misure oggettive fatte sui 5 volontari usciti dall’esperimento prima della sua conclusione.

Fino alla settimana scorsa, la coperta era più terapeutica. Agli investitori potenziali, John Fiorentino scriveva:

La scienza dietro Gravity rivela che si può usare per curare una varietà di malattie, comprese insonnia, disturbo post-traumatico da stress, turba ossessiva-compulsiva, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, nonché stress circostanziale e ansia prolungata.

Ma Kickstarter vieta raccolte di fondi per “qualunque dispositivo affermi di curare, trattare o prevenire una malattia o una condizione”. Ha quindi fatto cancellare il paragrafo all’inventore e potenziale milionario.

È rimasta la “scienza”. Consiste in altri due studi che compaiono spesso nelle réclame della concorrenza, forse perché ignorano anch’essi i concetti di doppio cieco, gruppo di controllo e significatività statistica.

Nel primo 75 pazienti psichiatrici “acuti” ma anche no, sotto sedativi ma anche no, stavano in una “stanza sensoriale” già familiare ma anche no, per 30 minuti ma anche 20 o 90. Avevano a disposizione una coperta pesante, un libro o una rivista, della musica, un profumo, una sedia a dondolo, un pallone. Hanno scelto 29 volte la coperta, 28 la musica, 27 la lettura, 5 il profumo e 5 il pallone, e riferito lo stesso calo di ansia – entro un ampio margine d’errore al quale gli autori alludono con somma discrezione – quando usavano la coperta da sola, in combinazione con altro o per niente.

Il secondo esperimento ha il vantaggio di essere privo delle variabili che impediscono di distinguere “l’impatto” di sonniferi e altri fattori da quello della coperta. Trenta volontari in ottima salute, quasi tutti studenti, stavano per 5 minuti sotto una coperta da 13.6 kg. e 5 minuti senza: 10 erano meno ansiosi sotto, 4 meno ansiosi senza, e 16 non mostravano alcuna differenza.

Gli autori ammettono che i sensori per misurare la pressione, il polso arterioso, l’ossimetria e la conduttività della pelle cadevano spesso durante ogni sessione, nonostante fosse già troppo breve. Si limitano pertanto a dedurne che

i dati non indicano che l’uso di una coperta da 13,6 kg sia insicuro.

Per cinque minuti.

*

Nota: John Fiorentino rimanda a questo saggio di Temple Grandin sulla “macchina degli abbracci” che aveva inventato per se stessa. Proprio lei raccomandava di usarla 5 minuti per volta e poco più.

Leggi anche: Un white paper per la Casa Bianca cerca firme eccellenti

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