Un’estate nel Lazio, tra musei e natura

Continuiamo a muoverci lungo la penisola e arriviamo nel Lazio, dove anche l'estate 2017 si prospetta interessante per il "turismo scientifico"

Palme nane sulla costa del Promontorio all’interno del Parco Nazionale del Circeo, nel Lazio. Fotografia di Marco Buonocore

COSTUME E SOCIETÀ – Se vivete nel Lazio, oppure è la vostra meta estiva per le agognate vacanze, non pensate solo al Colosseo, ai Fori Imperiali e alle località balneari. In regione le opportunità per riempire la giornata non mancano mai, anche quando si parla di scienza, che si tratti di scoprire il territorio con una bella camminata o di concedersi un rilassante pomeriggio nella frescura di un museo. Ecco alcune proposte, anche al di fuori delle “rotte” tradizionali:

Natura e dintorni

Astroincontri (Rocca di Papa): tutti i venerdì di luglio, agosto e settembre, i telescopi dell’Osservatorio astronomico “Franco Fuligni” e gli esperti astrofili e astronomi dell’Associazione Tuscolana di Astronomia vi accompagneranno in una serie di incontri alla scoperta del cielo, con serate a tema e passeggiate (rigorosamente con il naso all’insù) nel cuore del Parco dei Castelli Romani. per info

Bat Night a Villa Borghese (Roma): Il 30 luglio si prospetta una data interessante per gli appassionati di chirotteri, grazie a una visita notturna nel parco di una delle più belle ville romane. Accompagnati da un esperto, potrete imparare come si raccolgono i dati, come si osservano i pipistrelli sul campo, come si riconoscono le diverse specie e si catalogano gli esemplari incontrati. Pronti a scoprire cos’è un bat detector? per info

Parco Nazionale del Circeo (Circeo): una delle aree protette più antiche della penisola, istituita nel 1934 e che prende il nome dall’omonimo promontorio, il Monte Circeo. Il parco ospita diversi biomi, dalla duna litoranea abitata da coleotteri, cicindele, scarabei stercorari e gabbiani fino alle zone umide – quanto rimane delle Paludi Pontine, che tra primavera e autunno ospitano più di 250 specie di uccelli – e alla foresta di querce, lecci e pini, la “foresta di Circe” che con oltre 3000 ettari nel 1977 è stata dichiarata “Riserva della Biosfera”, nell’ambito del programma M.A.B. (Uomo e biosfera) patrocinato dall’Unesco. il sito web

Grotte di Falvaterra e Rio Obaco (Falvaterra Castro dei Volsci, Frosinone): scoperte nel luglio del 1964 dal primo speleosub italiano, Lamberto Ferri Ricchi, queste grotte sono visitabili da pochi anni – con percorso accessibile anche per le persone disabili – e offrono oggi un percorso turistico di circa 250 metri, oltre a due diversi percorsi per speleoturismo e canyoning in grotta attiva. Come si legge sul sito, “Oltre alle rapide e alle cascate della parte attiva della grotta sarà possibile ammirare, nella parte fossile, le classiche bianche concrezioni con stalattiti, stalagmiti, colonne, spaghetti, meduse e tanti altri curiosi drappeggi formati dal carbonato di calcio sotto forma di cristalli di calcite”. Nel 2007 le grotte sono diventate Monumento Naturale della Regione Lazio. il sito web

Grotte dell’Arco (Bellegra): la grotta è una cavità carsica sui Monti Ernici ed è uno dei sei siti oggi noti nella regione Lazio con manifestazioni di arte rupestre pre-protostorica. Nel 1999 sono state infatti rinvenuti due gruppi di pitture rupestri, un gruppo di figure rosse ed uno di figure nere, insieme a resti paleontologici. Anche qui più percorsi, quello turistico (circa 300 metri di passerella illuminata) e quello speleologico, circa un chilometro di camminata all’interno del letto del torrente. il sito web

Musei

Museo di Storia della Medicina, Università La Sapienza (Roma): tre piani di esposizione che ci accompagnano attraverso la storia della scienza medica. Nel seminterrato la spezieria e la bottega dell’alchimista, poi la medicina delle antiche civiltà del bacino del Mediterraneo e medievali, poi ancora il passaggio dalla medicina sperimentale alle recenti sfide della biomedicina, della medicina genomica e delle relative applicazioni tecnologiche. il sito web

Museo del fiume (Nazzano): un museo dedicato alla storia e alla vita del Tevere, probabilmente il più famoso fiume laziale, dagli aspetti geologici fino alla biodiversità che ospitano le sue acque e il territorio che attraversa. Attraverso una collezione di esemplari delle specie che lo abitano, la ricostruzione degli habitat e un percorso intero che permette ai visitatori di passare all’interno di una grotta, il museo racconta il Tevere sotto ogni suo aspetto, compreso quello dell’impatto umano: gli effetti dell’antropizzazione, tra tutti l’inquinamento delle acque del fiume e degli ambienti che “nutrono”. il sito web

Museo Geopaleontologico “Ardito Desio” (Rocca di Cave): L’area di Rocca di Cave, spiegano gli esperti, riveste una notevole importanza paleogeografica, in quanto rappresenta il lembo più occidentale di Cretacico Superiore (tra circa 100 milioni e 70 milioni di anni fa) in facies laziale-abruzzese. Nel periodo Cenomaniano e nel Cretaceo Superiore quest’area costituiva il margine occidentale della piattaforma carbonatica, con scogliere fossili che ospitavano bivalvi, gasteropodi, esacoralli, poriferi ed echinidi. Nelle sale del museo, dedicato interamente al territorio, è possibile toccare con mano rocce e fossili e – su prenotazione – accedere a un visita guidata. il sito web

Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria (Ospedale Santo Spirito in Sassia, Roma): un museo poco noto rispetto agli altri poli di Roma, ma di grande interesse per gli appassionati di medicina, chirurgia e farmacologia, che documenta l’evoluzione di queste discipline dalla magia fino alla moderna scienza. Quando fu fondato, negli anni ’30 del secolo scorso, la sua funzione era soprattutto didattica: serviva agli studenti per dissezionare i cadaveri e visionare modellini e preparazioni per comprendere il corpo umano. Oggi ospita le collezioni storiche e numerose aggiunte nel corso dei decenni, con un’ampia documentazione sugli strumenti e le conoscenze del passato ma anche sulle malattie che più affliggevano la società. Gli oggetti esposti vanno dalla Roma imperiale a oggi, e a chiudere l’esposizione ci sono le ricostruzioni di una farmacia e un laboratorio antichi, oltre a una ricca biblioteca. il sito web

@Eleonoraseeing

Leggi anche: A spasso con la scienza in Friuli Venezia Giulia

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Informazioni su Eleonora Degano ()
Giornalista pubblicista, traduttrice e science writer. Collabora con varie realtà come National Geographic Italia, OggiScienza, IN3D dove scrive soprattutto di etologia e cognizione animale e si occupa di copywriting scientifico. Nel 2016 ha vinto il Premio Giornalistico Riccardo Tomassetti - Premio Speciale in Virologia e nel 2017 il premio giornalistico "SID- Diabete Ricerca" promosso dalla Società Italiana di Diabetologia

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