Scienza a teatro. La stagione 2017/18 del CSS Teatro stabile dell’innovazione FVG

Gli spettacoli della nuova stagione porteranno gli spettatori a riflettere sul tema delle identità e sul modo in cui la scienza e la tecnologia possono modificare la nostra esistenza pubblica e privata.

CULTURA – È stata da poco presentata la nuova stagione del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia. “Forgot Password?” è il titolo della stagione 2017/2018, un nome che racchiude il tema che fa da filo conduttore tra i vari spettacoli che andranno in scena: le identità complesse, l’incontro tra intelligenza artificiale, identità biologica, avatar e alias digitali. Oggi l’idea di identità si espande e le sue forme univoche lasciano lo spazio a una moltitudine di possibilità, direzioni e dimensioni. È in questo contesto che emergono stili di vita nuovi, professioni inedite, rinnovate forme di partecipazione alla vita pubblica. Il mondo appare con tante chiavi di accesso, una collezione di password.

Grazie a questa chiave di lettura della complessità in cui siamo immersi, la stagione teatrale 2017/2018 rinnova il rapporto tra scienza e teatro, un legame già di per sé molto stretto secondo Alberto Bevilacqua, presidente del CSS Teatro stabile.

“Il teatro sopravvive ai cambiamenti sociali e tecnologici grazie alla sua natura onnivora. Esso trova la sua ragion d’essere nella contemporaneità e per questo motivo chi si occupa di teatro contemporaneo non può non relazionarsi alla scienza. Il teatro assorbe scienza e tecnologia non solo per farne un uso esclusivamente tecnico. Gli esempi in questo senso si sprecano. Il teatro contemporaneo, soprattutto tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del ventesimo secolo, ha assorbito scienza e tecnica al punto da utilizzarle come elemento drammaturgico e non come mero strumento di scena. È il caso di Krypton, una compagnia di teatro e ricerca che per prima utilizzò i laser come espediente drammaturgico. Oppure, in anni più recenti, sono stati molti i casi in cui i social network sono diventati un espediente drammaturgico utilizzato durante lo spettacolo per condizionare lo svolgimento dell’azione drammatica in scena”.

A inaugurare la stagione il 16 novembre è il celebre Copenaghen, in scena dopo diciotto anni dalla prima versione italiana prodotta dal CSS di Udine. Il dramma storico-scientifico sulla ricerca atomica del commediografo britannico Michael Frayn ha debuttato a inizio novembre a Roma e si presenta con un eccezionale riallestimento per inscenare la tragica disputa etica e scientifica tra Niels Bohr e Werner Heisenberg all’alba dell’era atomica.

“Nel caso di Copenaghen il teatro diviene strumento per approfondire un tema delicato. Lo spettacolo consente allo spettatore di diventare partecipante. Il dramma che vivono i due scienziati coinvolge lo spettatore attraverso l’immedesimazione e lo obbliga ad assumersi le stesse responsabilità etiche”, spiega Bevilacqua, “Per questo motivo lo spettacolo sarà accompagnato da un articolato progetto su ‘scienza ed etica’ con approfondimenti, visioni, laboratori e incontri pubblici, anche rivolti al mondo della scuola e dell’università, come nel caso del convegno ‘Etica atomica, due nobel, la fisica in guerra, la scienza a teatro’ alla Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio di Trieste”.

Dal 22 novembre, in vari teatri della regione, andrà in scena “L’universo è un materasso e le stelle un lenzuolo”, un racconto sulla storia del tempo, dal mito alla meccanica quantistica, raccontata da Crono, il tempo in persona. A febbraio, invece, al Teatro San Giorgio di Udine andrà in scena la pièce “La domanda della regina”, commedia che si ispira alla celebre domanda rivolta dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra agli esperti di finanza mondiale in occasione di una conferenza alla London School of Economics. Elisabetta domandò “Come mai nessuno si è accorto di tutto ciò?” a proposito del crollo della Lehman Brothers avvenuto nel 2008 che aveva fatto perdere alla nazione ben 18 milioni di sterline. Sul palco, il mondo dell’economia verrà rapportato alle teorie di Darwin, di Reinhard Selten e di Kenneth Rogoff.

Tra dubbi morali, etica, intelligenze artificiali e avatar, nelle intenzioni del CSS Teatro stabile del Friuli Venezia Giulia il teatro diventa il luogo ideale dove mettere da parte le proprie, molteplici, identità e in cui, per assurdo, la massima finzione (lo spettacolo) rappresenta l’analisi più reale e concreta di un fenomeno o di un avvenimento. Ci troviamo, quindi, davanti a una versione nuova del famoso paradosso del palcoscenico?

“Attraverso il teatro si ha la possibilità di cercare di superare i confini, andando oltre allo specifico. La forza del teatro è quella di universalizzare ciò che nello specifico viene messo in scena”, conclude Bevilacqua, “Nel corso della stagione verranno ricostruite problematiche etiche e universali tra scienza e etica, scienza e politica, scienza ed economia. Il tutto per ribadire ancora una volta come il teatro sia luogo d’incontro e come sul palco ancora oggi si sintetizzino nuove riflessioni portate da nuovi temi d’attualità”.

@gianlucaliva

Leggi anche: Torna in scena Copenaghen

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Informazioni su Gianluca Liva ()
Giornalista scientifico freelance - TW: @livagianluca

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