SALUTE

Cancro: le previsioni per il 2018 (e buone notizie)

Dalle analisi dei tassi di mortalità per tumore in 28 paesi dell’UE, uno studio ha prodotto previsioni verosimili per l'anno in corso

In generale in Europa i ricercatori prevedono che i tassi di mortalità diminuiranno dello 10,3% negli uomini e del 5% nelle donne rispetto a 6 anni fa. Crediti immagine: Pixabay

SALUTE – Una prima buona notizia: stando a quanto riporta uno studio pubblicato su Annals of Oncology, anche quest’anno i tassi di mortalità per tumore continueranno a diminuire rispetto al 2012, anche in Italia, in particolare per quanto riguarda il tumore del colon retto, il secondo tumore più diffuso fra la popolazione e il primo per mortalità nei die sessi combinati.

A fare eccezione invece sono il tumore del pancreas, la cui mortalità rimane invariata e il tumore al polmone nelle donne, che tende addirittura ad aumentare, complice il fumo. Gli ultimi dati epidemiologici in merito parlano di un aumento delle fumatrici di mezza età – che avevano iniziato a fumare negli anni ’70 – mentre cala la percentuale di fumatori uomini. Nel complesso comunque, si stima che nel 2018 si eviteranno 275 mila morti fra gli uomini e 117 mila fra le donne nell’Unione Europea (consideriamo però che i tassi di mortalità fra le donne sono molto minori rispetto a quelli fra gli uomini per tutti i tumori).

Lo studio, condotto da un team internazionale a cui ha partecipato anche un gruppo di studiosi dell’Università di Milano, è riuscito non solo a studiare i trend degli anni appena trascorsi, ma a produrre delle previsioni, sulla base di questi dati, circa come andranno le cose verosimilmente nel 2018. Il team ha analizzato i tassi di mortalità per tumore in 28 paesi dell’Unione Europea, utilizzando i database forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in particolare per i sei paesi europei più popolosi – Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito – considerando i tumori nel loro insieme e singolarmente per i principali: stomaco, intestino, pancreas, polmone, seno, utero (compresa la cervice), ovaio, prostata, vescica e leucemie, suddivisi a loro volta per uomini e donne coinvolti.

“Questi risultati davvero positivi per il cancro del colon retto rappresentano una conferma molto importante per noi perché ci fanno capire che gli screening di popolazione per il colon retto e comunque la sua diagnosi precoce sono un’arma efficace; questo unitamente alla disponibilità di eseguire una colonscopia in caso di sintomi precoci, che ha migliorato la diagnosi precoce in tutta Europa” spiega a OggiScienza Carlo La Vecchia, dell’Università Statale di Milano, fra gli autori dello studio.

Si stima che il tumore del colon-retto causerà nel 2018 177.400 morti nell’UE (98.000 negli uomini e 79.400 nelle donne), il secondo più alto numero di morti stimate dopo il tumore del polmone. “Sebbene il numero assoluto di morti sia più alto rispetto al 2012, in ragione dell’aumento della popolazione anziana – prosegue La Vecchia – rispetto al 2012, i tassi standardizzati per età diminuiranno per gli uomini del 6.7%, raggiungendo un tasso predetto di 15.8 ogni 100.000 uomini e per le donne del 7.5%, raggiungendo un tasso di 9.2 ogni 100.000 donne.

In generale in Europa i ricercatori prevedono che il numero di morti per tutti i tumori nel 2018 sarà circa 1,4 milioni, 100 mila in più al 2012, aumento dovuto all’invecchiamento della popolazione. I tassi di mortalità invece diminuiranno dello 10,3% negli uomini e del 5% nelle donne rispetto a 6 anni fa, arrivando a tassi di mortalità standardizzati per età per il 2018 di 130 ogni 100.000 uomini e 84 ogni 100.000 donne.

Un risultato importante si osserva negli uomini per il cancro del polmone, che aveva nel 2012 un tasso di mortalità di 37,26 decessi per per 100 mila persone, e che scenderà a 32,43 nel 2018.

Scende sia per gli uomini che per le donne anche la mortalità per cancro allo stomaco. “Il cancro allo stomaco è un punto debole però in Italia – continua La Vecchia – dove abbiamo il doppio dei decessi per questo tumore rispetto a Francia e Regno Unito. Questo perché oggi si ammalano le persone vissute nel secondo dopo guerra, dove era massiccia la presenza dell’helicobacter nelle acque, che come sappiamo è un fattore che favorisce lo sviluppo del tumore.

Per le donne la buona notizia è che continua a diminuire la mortalità per tumore della mammella e per i tumori di ovaio e utero, sia grazie alla diagnosi precoce, che ai progressi terapeutici. Ma se miglioriamo da una parte, peggioriamo dall’altra: nelle donne è in pericoloso aumento il tumore al polmone, che è diventato il primo tumore anche nelle donne in Europa, “sorpassando” per tassi di mortalità i tumori femminili. “In Italia i tumori al polmone nelle donne sono aumentati dell’8%, anche se di meno rispetto alla media europea. Questo perché in questi anni stanno iniziando ad ammalarsi le donne che hanno iniziato a fumare negli anni Settanta – conclude La Vecchia – e questo spiega l’aumento di incidenza di tumori oggi, rispetto alle donne che si ammalavano vent’anni fa.”

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Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

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