IL PARCO DELLE BUFALE

Alessandro Strumia, oppresso da una maggioranza iniqua

Professore in Italia, ricercatore in Svizzera e in Estonia, il fisico si proclama vittima di una discriminazione contro gli uomini.

IL PARCO DELLE BUFALE – Di domenica il CERN è chiuso, eppure il 30 settembre ha emesso un comunicato stampa. Considera estremamente offensiva la presentazione fatta da uno scienziato al seminario su High Energy Theory and Gender. L’aveva quindi tolta dal proprio archivio perché “il Codice di Condotta non tollera né attacchi né insulti personali”.

Il comunicato omette pudicamente di nominare la vittima della censura: Alessandro Strumia, 48enne professore associato al Dipartimento di fisica dell’università di Pisa, ricercatore all’Istituto nazionale di fisica chimica e biochimica, in Estonia, all’INFN e al CERN di Ginevra con un finanziamento di 1,5 milioni di euro dello European Research Council.

L’indomani, un secondo comunicato annuncia la sua sospensione “da ogni attività al CERN, in attesa di un’indagine sull’evento della settimana scorsa” voluta anche dal presidente dello European Research Council. Dal canto suo, il rettore dell’università di Pisa prende visione delle slide e annuncia di aver aperto un procedimento etico nei confronti del ricercatore e docente.

Quotidiani, blog, Facebook e Twitter pullulano di commenti troppo offensivi per essere ripetuti qui, contro l’eroe che si era sacrificato per dire la verità, tutta e nient’altro che, sebbene molti colleghi l’avessero avvisato: “non parlare, è pericoloso”.

Solo gli uomini eccellono in fisica

Quel venerdì aveva chiesto di parlare al seminario di un suo lavoro di bibliometria (nota 1). Gli serviva per dimostrare a un pubblico al 90% femminile che soltanto gli uomini eccellono nella fisica. Per via del testosterone, hanno un quoziente di intelligenza strettamente correlato al proprio indice di citazioni.

Con la sua “teoria conservatrice”, Strumia riesce a prevederlo accuratamente. Armate di teoria incapace di riuscirci, le fisiche teoriche impediscono a un’eccellenza come la sua di trovare lavoro, sopratutto al CERN dove sono addirittura una su 22.

Nelle materie scientifiche, infatti, prevale ormai l’odiosa teoria del “Marxismo (culturale)” come usano dire i suprematisti bianchi americani che non riescono a trovare una fidanzata:

La vignetta di @antifemcomics, sospeso da Twitter per violazione di un altro codice di condotta

Il temerario Strumia ha perorato la causa degli oppressi con statistiche smentite, un’errata citazione della Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne (2), idee insolite sulle neuroscienze cognitive e sopratutto con i case studies della slide 15:

La sua aritmetica è un tantino selettiva. All’INFN la commissione di concorso era composta da due donne e da tre uomini. Tuttavia su cinque posti di direttore di ricerca, soltanto quattro sono andati a uomini: la meritocrazia è stata calpestata (3). Come tutti sanno, per coordinare l’attività di un gruppo servono competenze misurate in numero di citazioni. Al CERN la situazione è ancora più scandalosa: sia la direttrice generale che la nuova presidente del consiglio sono donne.

Da domenica l’eroico portavoce della resistenza ai soprusi viene stritolato dai social, dai media e dai centri di ricerca, tutti in mano a femministi invasati. Fra le tante falsità dette dalle virago che al CERN stavano per mangiarlo crudo intinto nella moutarde della mensa (quella “forte de Dijon”), una sosteneva perfino che l’ambiente della fisica fosse il più sessista dopo l’esercito, riferisce The Guardian. Secondo Strumia, “Un’assurdità totale”.

Giornalisti e scienziati dovrebbero vergognarsi di irridere così un perseguitato per motivi anatomici. La giovane, forse “conservatrice” o forse mossa dall’istinto materno, voleva consolarlo citando il rapporto delle Accademie americane delle scienze secondo il quale l’ambiente accademico arriva secondo per quantità di molestie sessuali.

Note

  1.  Strumia e Riccardo Torre del CERN e dell’INFN, usano l’algoritmo PageRank per “misurare l’impatto della ricerca” in fisica teorica, attribuendo un punteggio maggiore alle citazioni fatte da autori che si citano a vicenda quando sono i più citati. Questa circolarità conserva felicemente lo status quo, da qui il nome di “teoria conservativa“. Inoltre evita di tener conto delle distorsioni (bias) nel database InSpire, aggravate da un algoritmo progettato per un altro scopo. Per esempio le autrici sono un’esigua minoranza; circa il 40% dei nomi non sono identificati come maschili o femminili; Nicola Cabibbo è una signora ecc.
  2. Strumia scrive: “la discriminazione contro gli uomini ‘non sarà considerata discriminazione’ (Convenzione di Istanbul, article 4). Cliccare per credere”. Nell’originale a pagina 8, c’è scritto: “Misure speciali che siano necessarie per prevenire e proteggere le donne dalla violenza di genere non saranno considerate discriminazione”.
  3. Nando Ferroni, presidente dell’INFN e leader italiano del Marxismo (culturale) si è subito schierato contro le verità strumiane: “Non condivido nulla di quello che ha detto e tra l’altro offende anche una commissione di concorso del nostro istituto”.

Leggi anche Le donne e la carriera scientifica

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