SCOPERTE

I neuroni che decidono cosa mangiamo

Come decidiamo il da farsi quando ci troviamo davanti a un menù al ristorante o apriamo il frigorifero?

SCOPERTE – I neuroscienziati, che hanno svolto gli esperimenti sui topi, hanno localizzato per la prima volta una intensa attività neurale in un’area del cervello che in passato era stata trascurata. “Abbiamo individuato una regione che influenza in modo importante la nostra percezione del cibo” – ha dichiarato David Ottenheimer, primo autore dello studio.

“Il livello di attività cerebrale osservato supera di molto le nostre aspettative”. La scoperta è stata descritta sulle pagine della rivista Nature Communications.

Il team di ricercatori aveva come obiettivo quello di identificare cosa e quanto decidiamo di mangiare quando siamo davanti a molte possibilità. È una situazione che affrontiamo tutti i giorni, quando ci troviamo davanti a un menù al ristorante oppure quando apriamo il frigorifero. Quando scorriamo lungo un buffet, ad esempio, e dobbiamo scegliere tra due alimenti come pasta o pizza, il nostro cervello deve decidere rapidamente qual è l’opzione più soddisfacente. Anche se possiamo scegliere entrambi, mangeremo più rapidamente e con bocconi più grandi il cibo che preferiamo.

Nell’esperimento i ricercatori hanno somministrato a un gruppo di topi due diversi tipi di bevande zuccherate e hanno osservato come questi preferissero la bevanda che conteneva saccarosio a quella che conteneva maltodestrina. Gli animali, inoltre, bevevano più velocemente la bevanda al saccarosio. Dopo alcuni giorni, i ricercatori hanno somministrato uno solo dei due drink e hanno osservato l’attività cerebrale nel momento in cui i topi capivano quale delle due bevande avevano ricevuto.

L’esperimento era in grado di evidenziare i neuroni che erano stati eccitati dal consumo di saccarosio e che avevano registrato una delusione per aver ricevuto la maltodestrina. I neuroni attivati si trovano in una regione detta pallido ventrale, un’area situata nel nucleo striato e associata da tempo ai meccanismi di percezione del piacere e di ricompensa, ma la cui funzione era ritenuta secondaria. Finora, si pensava che il ruolo principale fosse svolto dal nucleus accumbens.

In una seconda fase dell’esperimento, i topi hanno ricevuto due tipi di bevande: una bevanda contenente maltodestrina oppure acqua. In questa situazione, quando ricevevano maltrodestrina, i neuroni del pallido ventrale si attivavano come se i topi avessero ricevuto saccarosio. L’osservazione suggerisce come l’area cerebrale coinvolta sia in grado di prendere decisioni dipendenti dalla situazione del momento, calibrando la scelta in base all’opzione migliore disponibile.

Lo step successivo sarà quello di chiarire il significato di questo meccanismo di segnalazione cerebrale. Serve per rinforzare atteggiamenti precedenti e fare in modo che si ripetano ancora? Oppure guida le decisioni future e le orienta verso una determinata ricompensa alimentare? La comprensione di questi meccanismi potrebbe, in futuro, essere sfruttata per indirizzare lo sviluppo di terapie che incoraggino una alimentazione sana.

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Francesca Camilli
Comunicatrice della scienza. Produco contenuti e oggetti multimediali per università, enti di ricerca, case editrici e testate giornalistiche. Collaboro con l’agenzia di comunicazione formicablu e con il magazine online OggiScienza. Ho una laurea in biotecnologie mediche e un master in giornalismo scientifico digitale.

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