sabato, Dicembre 7, 2019
ATTUALITÀESTERI

Ecco chi è il nuovo consulente scientifico di Donald Trump

Pochi giorni fa la nomina ufficiale di Kelvin Droegemeier, un meteorologo controcorrente rispetto al negazionismo di Trump sui cambiamenti climatici. Ma lo ascolterà davvero?

Il Senato americano ha confermato il 3 gennaio scorso che sarà il meteorologo sessantenne Kelvin Droegemeier il nuovo Consulente scientifico della Casa Bianca dell’Amministrazione Trump, carica istituita nel 1976 per consigliare il Presidente su tutto quello che ha a che vedere con il mondo della scienza e delle sue conseguenze: disastri nucleari, epidemie, tecnologie emergenti, cambiamenti climatici e altro ancora. La conferma arriva a 5 mesi dall’annuncio dello stesso Trump di voler proporre proprio Droegmeier.

Crediti immagine: Wikimedia Commons

Chi è Kelvin Droegemeier

La nomina ha sicuramente sorpreso. Dal 2009 fino all’agosto 2018, Droegemeier è stato vicepresidente per la ricerca presso l’Università dell’Oklahoma in Norman. Ha anche lavorato brevemente come segretario della scienza e della tecnologia dell’Oklahoma ed è stato membro del National Science Board, che sovrintende alla National Science Foundation, durante le amministrazioni dei presidenti George W. Bush e Barack Obama. Insomma, certamente non si tratta di un negazionista dei cambiamenti climatici.
La politica di Donald Trump in materia di scienza, in particolare in riferimento al tema ambientale è ben nota: in questi 19 mesi la sua amministrazione ha abbandonato l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, ha invertito o rinviato un certo numero di regolamenti ambientali e ha tentato di tagliare significativamente il budget di molte agenzie scientifiche in due successive proposte di bilancio.

Proprio lo scorso novembre, quindi quando era già resa nota la candidatura di Droegmeier, Trump aveva risposto a un rapporto sugli effetti del cambiamento climatico: “Non ci credo”.

Un lavoro impossibile?

All’indomani della nomina il mondo scientifico americano ha applaudito alla notizia, interpretandola come un segno di buon senso da parte dell’Amministrazione Trump. Tuttavia, il neo eletto si ritroverà a lavorare con uno staff decisamente sottodimensionato rispetto alle amministrazioni precedenti. Trump ha ridotto infatti il numero di membri dello White House Office of Science and Technology Policy (OSTP) a circa 50 persone, contro le 130 impiegate da Obama.

In ogni caso – riporta il Washington Post – nonostante la precedente assenza di un amministratore, l’OSTP negli ultimi due anni ha portato avanti un programma completo: ha cercato di far avanzare la ricerca del settore privato in settori come l’intelligenza artificiale, convocando giganti tecnologici e altri esperti del settore per una nuova task force incentrata sulla politica nel 2018. Ha contribuito a guidare i primi lavori della Casa Bianca per mettere più droni nei cieli degli Stati Uniti e ampliare l’accesso a Internet nelle aree rurali.

Si tratta davvero di un segnale di cambiamento o è soltanto una mossa politica?

Secondo The Atlantic Droegemeier sarà difficilmente in grado di mitigare le posizioni negative sempre più nette di Trump nei confronti del valore delle prove scientifiche sul cambiamento climatico. “Il suo atteggiamento è passato dal disprezzo casuale alla totale antipatia” scrive The Atlantic. Inoltre, vale la pena ricordare che il Presidente non ha l’obbligo di ascoltare i suggerimenti del suo consigliere, né di consultarlo. “Speriamo che il presidente e gli amministratori senior lo consultino spesso, ha dichiarato al Washington Post l’ex membro del Congresso Rush Holt, amministratore delegato dell’Associazione americana per l’avanzamento della scienza. “In alcune amministrazioni, il capo dell’OCS ha avuto un ruolo formale come consigliere del presidente, ha avuto accesso diretto all’Ovale Ufficio, responsabilità nel Consiglio di sicurezza nazionale e nel Consiglio di politica interna. In altre amministrazioni, non è stato così.”

La scelta di Droegmeier va controcorrente anche rispetto alle precedenti discusse nomine di Trump per cariche scientifiche. Come amministratore dell’Agenzia per la protezione ambientale scelse Scott Pruitt, un uomo che aveva ripetutamente citato in giudizio l’agenzia. Scelse Rick Perry come capo del Dipartimento dell’Energia, che Perry stesso si era impegnato ad abolire. Sam Clovis, ex ufficiale dell’aviazione e conduttore di talk show senza alcun background scientifico, era stato scelto da Trump come capo ricercatore presso il Dipartimento dell’Agricoltura, mentre Brenda Fitzgerald era stata selezionata per dirigere l’CDC, ma fu poi costretta a dimettersi dopo che i giornalisti hanno rivelato che aveva comprato azioni di compagnie di tabacco.

Droegemeier è stata una delle oltre 60 conferme di questo inizio 2019. Insieme a lui James W. Carroll come direttore della politica nazionale sul controllo delle droghe, Mary Neumayr come presidente del Consiglio sulla qualità ambientale e Alexandra Dunn e William McIntosh come vice amministratori per l’Agenzia di protezione dell’ambiente.


Segui Cristina Da Rold su Twitter

Leggi anche: Trump e l’offensiva deregulation: quanto indietro si può tornare?

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

2 Commenti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: