martedì, Maggio 21, 2019
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Europee 2019: sanità e bioetica nei programmi dei partiti

Nei programmi dei 18 partiti italiani ammessi alle elezioni del 26 maggio si parla molto di allevamenti intensivi come pericolo per la salute umana, di aborto e fine vita.

Spesso le tematiche legate al mondo della salute, della sanità pubblica e della bioetica passano in secondo piano all’interno del dibattito politico che precede le elezioni, ma le posizioni dei vari partiti a riguardo ci dicono molto della concezione che le stesse forze politiche hanno dei cittadini e delle cittadine a cui stanno chiedendo il voto. Vediamo dunque, in ordine alfabetico, le posizioni espresse dai partiti ammessi alle prossime elezioni europee che si terranno il 26 maggio 2019.

Autonomie per l’Europa, lista costituita in occasione delle elezioni e sostenuta dagli autonomisti valdostani Uv, Uvp , Alpe , Stella Alpina e Epav, ha presentato come programma politico una nota (pubblicata sulla pagina Facebook del candidato Marco Gheller), in cui non sono presenti riferimenti alla sanità e alla bioetica.

Anche per capire le posizioni di Casapound Italia bisogna fare riferimento, in assenza di un programma esplicitamente dedicato alle elezioni europee, al programma politico del 2018. È forte e più volte ribadita la volontà di difendere l’assistenza medica gratuita (con la proposta di abolizione del ticket), con particolare riferimento alle cure di donne in stato di gravidanza, neonati e neomamme. Scorrendo il programma ci si imbatte infatti nella proposta di “creare un ente Maternità e Infanzia strutturato in maniera capillare e locale che si occupi della salvaguardia della madre e dei nascituri, che assista in ogni sua fase la gravidanza, garantendo il giusto numero di ecografie, una assistenza ginecologica gratuita e di alta qualità”, nonché una “difesa a oltranza dell’assistenza pediatrica gratuita per tutti”. Il movimento guidato da Simone di Stefano ricordava poi la necessità di un “forte controllo del ministero della Salute sulle politiche delle case farmaceutiche”, al fine di limitarne il potere decisionale, e di una “contrapposizione alla cultura degli allevamenti intensivi, che rappresentano un pericolo per la salute”.

Si parla di salute nel programma di Europa Verde, alleanza che riunisce i partiti ecologisti europei. Tuttavia il riferimento è solo in termini di riduzione dell’inquinamento e della produzione di rifiuti plastici e, per quanto riguarda il sistema del welfare, un accenno alla necessità di “congedi per malattia retribuiti equamente”.

Non ci sono riferimenti alle tematiche sanitarie nel programma in 12 punti per le elezioni europee di Forza Italia. Scorrendo il programma per le politiche del 2018 della coalizione Centrodestra Condiviso (pubblicato sul sito di Forza Italia, ma a cui afferivano anche Lega-Salvini  Premier, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia) si legge invece un riferimento all’ “estensione delle prestazioni sanitarie”, alla “centralità del rapporto medico-paziente nel circuito dell’assistenza sanitaria”, nonché la volontà di intraprendere “un progressivo azzeramento del precariato” all’interno del mondo della Sanità pubblica.

Forza Nuova non ha pubblicato un programma per le elezioni europee. Tuttavia, sul sito ufficiale del partito di estrema destra è presente un programma politico in 8 punti, di cui il primo è incentrato sul delicato tema dell’aborto: “Forza Nuova si batte per l’abolizione immediata di tutte le leggi e le pratiche abortive […] aderendo al principio che la vita comincia dal concepimento”. Poco sopra agli 8 punti è presente anche un programma politico più dettagliato – gli 8 punti sono un riassunto? Un’emanazione? Difficile dirlo – in cui si sottolinea questo concetto, arrivando all’ipotesi di aiuti, di natura psicologica e/o materiale, alla donna che abbia deciso di abortire “determinandola alla nascita del figlio e provvedendo poi, eventualmente, ad affidarlo ad altra famiglia”.

Si sottolinea la “proibizione di pratiche non rispettose della sacralità della vita umana: quali l’eutanasia, la sperimentazione sull’uomo, l’espianto di organi a cuore battenti”[punteggiatura da documento originale]. Per quanto riguarda le politiche sanitarie il partito di Roberto Fiore – secondo quanto riportato sul sito – mira alla libertà di accesso anche alle cure “cosiddette alternative” (il riferimento esplicito è all’ormai famigerato caso Di Bella), al “ridimensionamento del ‘personale non produttivo’ (ossia: né medico né infermieristico)”, alla “regolamentazione del pagamento delle prestazione mediche da parte degli extracomunitari”, e suggerisce poi una serie di misure volte a razionalizzare la spesa pubblica in ambito sanitario, riducendone gli sprechi.

Anche nel programma di Fratelli d’Italia è esplicito il riferimento ad alcune discussioni di natura bioetica che hanno animato, e continuano ad animare, il panorama politico italiano. Si legge infatti (punto 8) la volontà del partito guidato da Giorgia Meloni di “tutelare la vita fin dal concepimento” e “contrastare l’inaccettabile pratica dell’utero in affitto, che la burocrazia europea vorrebbe imporre a tutti gli Stati”. Per quanto riguarda invece la sanità pubblica si propone (punto 10) un “Patto per la Salute tra Stato e cittadini con forme di incentivi, anche fiscali” per chi si sottopone a controlli sanitari periodici a scopo preventivo. Nel manifesto si sottolinea inoltre la volontà del partito di “garantire diritto alla salute con il miglioramento e l’estensione delle prestazioni sanitarie anche in ambito odontoiatrico”, ma anche grazie alla “diffusione capillare di centri ospedalieri, il contrasto a tutte le droghe, il riconoscimento dello sport come strumento essenziale di benessere fisico e mentale e il contrasto alle devianze giovanili”.

La Sinistra, lista nata da un accordo tra Sinistra Italiana e Rifondazione comunista per queste elezioni europee, ha pubblicato un programma in 11 punti in cui si sottolinea l’importanza della  “definizione di standard sanitari” per la creazione “di un welfare europeo, che non solo blocchi le privatizzazioni in corso, ma riaffermi la responsabilità pubblica”. Nel manifesto si legge poi l’impegno “per l’autodeterminazione e la libertà delle persone”, con particolare riferimento al “pieno diritto alla salute sessuale e riproduttiva, all’interruzione volontaria di gravidanza, l’accesso alla fecondazione assistita, anche eterologa, la promozione della contraccezione”.

Nessun programma ufficiale neanche per uno dei partiti politici più rappresentati a livello nazionale, Lega – Salvini Premier. La ricerca si è quindi fermata sulla pagina dedicata alle elezioni europee sul sito di partito, senza trovare però alcun riferimento ai temi della sanità e della bioetica. Nella pagina Facebook ufficiale, nella sezione “temi”, si legge invece una nota che sottolinea l’importanza della “preservazione e ottimizzazione dell’attuale modello di gestione del Servizio Sanitario Nazionale italiano, uno dei più efficienti al mondo”.

Il Movimento 5 Stelle ha pubblicato, sul suo blog ufficiale, diversi post che delineano il programma in occasione delle elezioni europee. I 10 punti programmatici, raggruppati in questo post di “presentazione generale”, accennano alle tematiche della salute umana soprattutto per quanto riguarda il forte contrasto all’utilizzo di pesticidi nocivi per la salute, e per il “divieto agli OGM” (punto 8). Secondo i pentastellati “Juncker ha autorizzato ben 34 prodotti transgenici alimentari e mangimi, per animali, principalmente soia e mais, ma anche cotone e barbabietola”, e la richiesta del Movimento è quindi che “il principio di precauzione venga applicato senza se e senza ma, e che tutte le informazioni importanti per l’ambiente e la salute dei cittadini diventino pubbliche”. Nel punto 10 del programma si sottolinea poi l’intenzione di togliere “i vincoli di bilancio dell’Unione Europea sull’istruzione, la sanità e le infrastrutture”. In due post dedicati si sottolinea poi l’attenzione del M5S al tema della disabilità e a quello degli allevamenti intensivi, considerati un pericolo per la salute umana.

Il Partito animalista (afferente a una coalizione, la Animal Politics EU, che riunisce 11 partiti nazionali omologhi)  ha pubblicato un programma dettagliato, in cui sono diversi gli spunti legati al mondo della salute. Innanzitutto si dichiara la contrarietà agli allevamenti intensivi, “inaccettabili non solo dal punto di vista morale ma anche sanitario” in quanto possibili focolai di pandemie, nei quali antibiotici e steroidi sono somministrati al bestiame in maniera a volte incontrollata. Il Partito si scaglia poi contro la sperimentazione animale a fini di ricerca scientifica, ritenuta dai promotori “immorale, inutile, dannosa per gli stessi esseri umani”. l’obiettivo esplicito è “l’immediata riduzione e poi sostituzione della sperimentazione animale, combinata con incentivi ai metodi sostitutivi di sperimentazione che già esistono e sono efficaci”.

Nell’appello del Partito Comunista per le europee del 26 maggio si legge solo – in termini di politiche sanitarie – che i partiti firmatari (36 in totale in tutta Europa) “esigono assistenza sanitaria e Istruzione pubbliche e gratuite”.

Pochi i riferimenti presenti anche nel programma del Partito Democratico riguardo a salute, bioetica e sanità pubblica, se non nella misura di garantire “a tutti i bambini a rischio povertà accesso gratuito all’assistenza sanitaria, all’istruzione, all’assistenza per l’infanzia”.

Nel suo programma, il Partito Pirata affronta le tematiche sanitarie innanzitutto per quanto riguarda la commercializzazione dei farmaci. Nel punto 3.4.4 si legge infatti: “I pirati si oppongono ai frequenti abusi dei privilegi brevettuali, come l’introduzione di modifiche spurie ai farmaci con protezione brevettuale in scadenza. Le pratiche anticoncorrenziali, come il pagamento dei concorrenti per ritardare la commercializzazione dei farmaci generici, dovrebbero essere attivamente impedite”. Nel punto 14 del programma si affronta poi nel dettaglio il tema della sanità pubblica, che secondo i Pirati dovrebbe essere incentrata sul principio della gratuità dell’assistenza sanitaria (“preventiva, curativa e palliativa”).  Da segnalare la volontà del partito di “Facilitare l’utilizzo delle cure transfrontaliere: migliorare le opportunità di utilizzare i sistemi sanitari all’estero per conto delle compagnie di assicurazione sanitaria nazionali” e di indirizzare le legislazioni riguardanti il consumo di sostanze stupefacenti verso un approccio più scientifico, al fine di istituire misure preventive evidence-based (Punto 14.3).

Popolari per l’Italia e Sudtiroler Volkspartei, afferenti alla coalizione del Partito Popolare Europeo, non hanno pubblicato un programma specifico per le europee. Consultando il sito ufficiale della coalizione è possibile leggere che si intende lavorare sull’efficienza dei sistemi sanitari, strumento cruciale per la coesione sociale dell’Europa in divenire (caratterizzata, tra le altre cosa, da un progressivo aumento dell’età media).

Il Popolo della Famiglia, afferente al Partito Popolare Europeo, non ha ad oggi presentato un programma dedicato alle elezioni europee. Per dovere di cronaca è giusto ricordare, tuttavia, che nel programma di partito per le elezioni politiche 2018 uno spazio preponderante era dato alle tematiche di natura bioetica; vi si può infatti leggere che la posizione del partito “è per il diritto universale a nascere e contro l’aborto, per la cura dei malati e deboli contro l’eutanasia, per l’abrogazione delle leggi sul […] biotestamento”. Nel programma sono presenti anche espliciti riferimenti al mondo della sanità pubblica, in un piano d’azione che prevede(va): “libertà di cura e abrogazione della Legge Lorenzin, costi [sanitari] standard, investimenti per una Sanità di qualità, risorse a favore di anziani e disabili, assistenza e cura dei malati terminali, investimento sulle cure palliative e sulla terapia del dolore, potenziamento dei fondi pubblici destinati alla ricerca scientifica delle malattie rare e patologie tumorali”.

Nel programma del Popolo delle Partite Iva si parla di sanità al punto 3 del capitolo dedicato alla spesa pubblica: “istituzione di un tesserino sanitario con le prescrizioni perenni dei farmaci per le malattie croniche per lo snellimento delle attività dei medici di base (la maggior parte del tempo scrivono ricette mediche) e degli esami di follow up”; la gestione della sanità pubblica è affrontata anche negli articoli 21 e 22 del capitolo riguardante la politica economica: “taglio totale dei finanziamenti alla scuola ed alla sanità privata. Niente più convenzionamenti. Incremento e potenziamento delle risorse sanitarie pubbliche con diretto controllo e ampio potere dei governatori delle Regioni e loro responsabilità personale di eventuali atti illeciti perpetuati ai danni delle Casse dello Stato”.

Infine la lista unica che riunisce +Europa,Italia in Comune e Partito Democratico Europeo ha redatto un programma , il cui terzo punto è dedicato alle politiche sanitarie; si sottolinea innanzitutto la necessità di una centralizzazione a livello europeo, in modo da favorire una mobilità sanitaria all’interno dell’Unione che sia il meno unidirezionale possibile, “ovvero dai paesi con servizi di minore qualità verso i paesi con i servizi migliori, senza alcuna reciprocità”. Secondo la lista unica va inoltre “promossa la cooperazione tra i diversi sistemi sanitari nazionali, al fine di distribuire con maggiore equilibrio geografico in tutto il territorio dell’Unione Europea i centri specialistici di eccellenza”.

Un accenno alle questioni bioetiche viene fatto nel punto 8 del programma in cui si parla delle legislazioni attuali di fine vita in termini di “decisioni dello stato che si oppongono alla libertà degli individui e delle formazioni sociali”; posizioni già espresse nel programma per le elezioni politiche del 2018 di +Europa, in cui si chiedeva la “valorizzazione della libertà e della responsabilità della persona in tutte le fasi che vanno dall’inizio alla fine della vita”, con un esplicito riferimento all’importanza della tutela esercitata, in tal senso, dalla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU).


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Marcello Turconi
Neuroscienziato votato alla divulgazione, strizzo l'occhio alla narrazione digitale di scienza e medicina.

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