sabato, Agosto 24, 2019
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Hertha Sponer, una vita fra pregiudizi e successi

La storia di Hertha Sponer, dagli inizi in Germania alle ricerche compiute negli Stati Uniti

Una sola persona, a volte, può fare la differenza. Se fosse nata in un’epoca diversa, Hertha Sponer – fisica e chimica tedesca – avrebbe potuto intraprendere una carriera accademica di primo piano nella sua Germania. Invece, come tanti altri scienziati e intellettuali vissuti tra le due guerre, fu costretta a lasciare il suo Paese e a ricominciare da capo dall’altra parte dell’oceano. In quanto donna, però, anche negli Stati Uniti avrebbe avuto non poche difficoltà. Le cose andarono diversamente grazie all’intelligenza del rettore della Duke University, il quale – ignorando i pregiudizi e il sessismo di alcuni colleghi – decise di offrirle una cattedra da professoressa ordinaria.

Hertha Sponer

Oggi Sponer è ricordata per aver condotto importanti ricerche nell’ambito della fisica molecolare, per aver ottenuto più di una conferma sperimentale di molte previsioni teoriche della meccanica quantistica e per essere stata tra le prime persone a cogliere il valore della spettroscopia nella comprensione di problemi di natura chimica.

I primi anni

Hertha Dorothea Elisabeth Sponer nasce nella cittadina di Neisse, parte dell’Impero Tedesco (oggi Nysa, in Polonia), nel 1895. Figlia di un negoziante e di una casalinga, cresce in un ambiente in cui ha l’opportunità di studiare e coltivare i propri interessi. Nel 1917, dopo aver conseguito un diploma che le consentirebbe di insegnare nella scuola primaria, decide di proseguire gli studi. Per un anno segue i corsi di fisica, chimica e matematica dell’Università di Tubinga, poi si trasferisce presso l’Università di Gottinga, dove nel 1920 – sotto la supervisione del chimico e fisico olandese Peter Debye – ottiene il dottorato con una tesi innovativa in cui usa i metodi della fisica quantistica per analizzare le variazioni spettroscopiche causate dalle rotazioni delle molecole. Per questo lavoro ottiene il massimo dei voti e la lode. Diventa così, con Lise Meitner ed Hedwig Kohn, una delle sole tre donne tedesche a conseguire un dottorato in fisica prima della seconda guerra mondiale. Successivamente ottiene un incarico come assistente di James Franck, futuro premio Nobel per la fisica, prima presso il Kaiser Wilhelm Institut di Berlino e poi a Gottinga.

Nel 1925, presentando un altro lavoro innovativo di spettroscopia molecolare, Sponer è tra le prime donne in assoluto a ottenere l’abilitazione all’insegnamento di discipline scientifiche nelle università tedesche. Lo stesso anno riceve una borsa di studio da parte della Fondazione Rockefeller, organizzazione filantropica statunitense, e ha l’opportunità di lavorare per alcuni mesi presso l’Università della California, a Berkeley. In questo periodo collabora con Raymond Thayer Birge, uno dei più importanti fisici del tempo. Insieme, i due scienziati sviluppano un metodo per calcolare l’energia di dissociazione di una molecola dal suo spettro vibrazionale, oggi conosciuto come metodo Birge-Sponer.

Hitler al potere

Nel 1932, Sponer ottiene un incarico come professoressa associata di fisica presso l’Università di Gottinga. Con più di venti articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali del calibro di Nature e Physical Review, avrebbe le carte in regola per essere nominata subito professoressa ordinaria, ma le leggi tedesche dell’epoca non consentono a una donna di raggiungere quel livello.

Nel 1933, dopo la salita al potere di Hitler, tutti i professori e i ricercatori ebrei vengono cacciati dalle università. James Franck, di origini ebraiche, si dimette in segno di protesta e si trasferisce in Danimarca, dove inizia una collaborazione con Niels Bohr. Sponer non è ebrea, ma in quanto ex assistente di Franck la sua posizione è a rischio. In molti, inoltre, non vedono di buon occhio la presenza femminile nel mondo accademico; Robert Wichard Pohl, uno dei più eminenti fisici dell’Università di Gottinga, fa di tutto per ostacolarla. Sponer ha le mani legate: presto o tardi, se resta in Germania, dovrà lasciare l’università. Decide così di anticipare i tempi e lasciare subito il Paese.

Nel novembre del 1934 si trasferisce in Norvegia e per un anno – grazie all’aiuto del chimico Viktor Moritz Goldschmidt – insegna come visiting professor presso l’Università di Oslo. In questo periodo non ha la possibilità di portare avanti le sue ricerche, così si concentra sulla stesura di un libro in due volumi, “Gli spettri molecolari e la loro applicazione nella risoluzione dei problemi chimici”. Pubblicato nel 1936, dopo la seconda guerra mondiale il testo conoscerà una grande diffusione in ambito accademico. Il nome in copertina è “H. Sponer” e per anni in molti consulteranno il libro senza sapere che è stato scritto da una donna.

Alla Duke University

Dal 1933 la Fondazione Rockefeller porta avanti un programma di aiuti per ricercatori tedeschi rifugiati negli Stati Uniti. Quell’anno uno dei funzionari della Fondazione comunica a William Preston Few, rettore della Duke University di Durham, nella Carolina del Nord, la disponibilità di Hertha Sponer a trasferirsi negli Stati Uniti. Few, che vuole rilanciare il dipartimento di fisica dell’università, chiede quindi consiglio a Robert Millikan – importante scienziato del California Institute of Technology, premio Nobel per la fisica nel 1923 –  che in una lettera gli suggerisce di non contattare Sponer e di affidare il dipartimento a “pochi uomini selezionati”. Alla base di questo parere vi è, banalmente, il pregiudizio di Millikan nei confronti delle donne. Per fortuna, però, non tutti la pensano così. Nel 1936, Few decide di ignorare le opinioni di Millikan e offre alla donna un incarico da professoressa ordinaria presso il dipartimento. Sponer diventa così la prima donna a ottenere una cattedra in fisica alla Duke University.

Alla Duke, Sponer allestisce un laboratorio di spettroscopia in cui conduce importanti ricerche sugli spettri di assorbimento nel vicino ultravioletto. Le osservazioni spettroscopiche vengono applicate alla chimica e utilizzate per ottenere conferme sperimentali di molte previsioni teoriche elaborate nell’ambito della meccanica quantistica. Le sue ricerche si sviluppano lungo la linea di confine fra fisica e chimica e spesso fanno da ponte fra queste due discipline. In questo periodo pubblica articoli su numerose riviste scientifiche, tra cui il Journal of Chemical Physics, di cui per anni sarà direttrice associata. Alcuni degli scienziati con cui collabora provengono come lei dalla Germania; tra questi c’è anche Hedwig Kohn, emigrata negli Stati Uniti nel 1941.

Il trasferimento negli USA consente a Hertha Sponer di tornare in contatto col suo vecchio mentore, James Franck, che nel frattempo aveva ottenuto una cattedra presso l’Università di Chicago. I due si sposano nel 1946, ma continuano a vivere separati: Franck a Chicago, Sponer a Durham. La donna resterà alla Duke University sino alla fine della sua carriera. Nel 1965 l’università americana le conferisce il titolo di professoressa emerita; l’anno dopo, ormai vedova, lascia definitivamente l’università e rientra in Germania, dove muore nel 1968.

Nel 2001, la Deutsche Physikalische Gesellschaft – la più grande e importante organizzazione internazionale di fisici – ha istituito l’Hertha-Sponer-Preis, premio assegnato ogni anno a una giovane scienziata distintasi per aver condotto ricerche innovative nel campo della fisica. Dal 2007 la Duke University organizza l’Hertha Sponer Presidential Lectureship, evento ideato con lo scopo di dare spazio alle donne che contribuiscono al progresso scientifico.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia. Fotografia Duke University Archives

Simone Petralia
Giornalista freelance. Amo attraversare generi, discipline e ambiti del pensiero – dalla scienza alla fantascienza, dalla paleontologia ai gender studies, dalla cartografia all’ermeneutica – alla ricerca di punti di contatto e contaminazioni. Ho scritto e scrivo per Vice Italia, Scienza in Rete, Micron e altre testate. Per OggiScienza curo Ipazia, rubrica in cui affronto il tema dell'uguaglianza di genere in ambito scientifico attraverso le storie di scienziate del passato e del presente.

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