venerdì, Ottobre 18, 2019
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Analisi del sangue di routine? Non servono a nulla

"Una persona che non ha alcuna familiarità con malattie particolari ed è sana non dovrebbe fare alcuna analisi del sangue di routine non prescritta dal medico". Ne parliamo con Elena Costa, dottoressa del Policlinico San Donato di Milano.

Quante volte ci è capitato di incontrare qualcuno che ci chiedesse “da quanto è che non fai le analisi?” e sentirci subito dopo in difetto per aver lasciato passare anche più di un anno? “In realtà dobbiamo metterci in testa che fare analisi del sangue ‘come controllo’ non è prevenzione. Gli unici modi per prendere una malattia per tempo sono da una parte sottoporsi agli screening, dall’altra vaccinarsi”. La dottoressa Elena Costa, responsabile del laboratorio analisi del Policlinico San Donato di Milano, è lapidaria: le analisi del sangue a tappeto non servono a molto, se non sono prescritte dal medico a fronte di sintomi ben precisi o in caso di riconosciuti fattori di rischio o per una familiarità con malattie genetiche.

“Le persone sono convinte che le analisi del sangue siano la cartina tornasole incontrovertibile del nostro stato di salute, ma non è così”, spiega Costa a OggiScienza. Ci dicono ciò che abbiamo bisogno di sapere, ma solo se abbiamo delle domande precise. Difficilmente sono la spia di qualcosa che non aveva dato alcun sintomo. Non a caso la Regione Lombardia da qualche tempo non rimborsa più per esempio le analisi sul colesterolo in assenza di fattori di rischio specifici”.

Dai globuli bianchi al Sistema Sanitario

Pensiamo ai noti globuli bianchi. Tutti sappiamo che avere alti livelli (molte volte il valore soglia, altrimenti si parla di valori mossi, neanche alterati) di globuli bianchi può indicare un’infezione in corso, o una neoplasia, ma è impossibile che queste condizioni non abbiano dato sintomi. In altre parole – spiega Costa – “se c’è un’infezione in corso ce ne accorgiamo ben prima di fare le analisi. Queste ultime servono per inquadrare meglio il problema, e per questo il medico in presenza di sintomi le prescrive”.

Non inondare i laboratori analisi di fiale del nostro sangue è anche un bel risparmio per le nostre tasche, sia perché una parte le paghiamo di tasca nostra, ma anche perché l’altra parte la paga il servizio sanitario nazionale con le nostre tasse.

“Le uniche analisi che è davvero utile fare periodicamente sono la misurazione della creatinina per la funzionalità renale e quella della glicemia, per capire se il nostro metabolismo del glucosio funziona correttamente. Attraverso le analisi – consigliate dopo i 45-50 anni – si può individuare una persona non ancora ufficialmente diabetica ma che forse sta per sviluppare il diabete di tipo 2, se il valore di glucosio supera 125 mg/dl”.

Niente fai-da-te: analisi solo se prescritte dal medico

Una seconda considerazione da fare è che i valori delle analisi del sangue non sono uguali per tutti: a seconda del sesso e dell’età un valore può essere più o meno frequentemente alto o basso, e per questo motivo leggere le analisi per conto proprio, magari cercando in internet il significato di un valore appena oltre la soglia minima o massima indicata, è controproducente. I valori dell’emocromo, per esempio (globuli rossi, emoglobina e globuli bianchi), cambiano con l’età e in particolare l’emoglobina presenta valori diversi anche da uomo a donna.

“Mi sento di concludere con un messaggio chiaro e forte: una persona che non ha alcuna familiarità con malattie particolari ed è sana non dovrebbe fare alcuna analisi del sangue di routine non prescritta dal medico, se non la misurazione della glicemia dopo i 45 anni – conclude Costa. “L’unica attenzione è per i pre adolescenti che si devono sottoporre a vaccinazione per la rosolia, fortemente raccomandata nelle ragazze prima della prima gravidanza. Un’analisi può essere importante per escludere che la persona sia immunodepressa e dosare eventualmente gli anticorpi”.


Leggi anche: Sistemi ibridi per il controllo della glicemia nel diabete di tipo 1

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.    Immagine: Pixabay

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

4 Commenti

  1. Che possa esserci un eccesso di prescrizioni di esami del sangue sarà pur vero, ma che si debba avere una prescrizione medica per fare un esame del sangue mi sembra solo un tentativo di burocratizzazione inutile e controproducente o un tentativo di assumere il controllo del corpo da parte della classe medica o di parte di essa. Io mi faccio controllare glicemia, trigliceridi ed elettroliti ogni anno solo per verificare se le mie abitudini alimentari sono ancora adeguate alla diminuzione della mia attività fisica e al mutamento del metabolismo con il passare degli anni. Solo in caso di risultati anomali ne parlo col mio medico, non vedo il motivo di passare un’ora in una stanza magari piena di persone con l’influenza solo per risparmiare qualche decina di €.

  2. Nel 2003 mio padre fece un emocromo di routine, in quanto il nuovo medico curante, subentrato al precedente andato in pensione, prescriveva le analisi a tutti i nuovi pazienti. Mio padre era completamente asintomatico. L’esame è stato fondamentale per diagnosticare, a seguito di altri accertamenti, un linfoma non-Hodgkin bello tosto, divenuto poi cronico e contro il quale ha lottato per 15 anni e sta ancora tenendo sotto controllo con successo. Eccezione che conferma la regola? Non saprei, non ci può mai essere la controprova.

  3. Gerardo ma lei è un terrapiattista? Che tristezza, da medico, leggere tante stupidaggini da parte sua. Se le paghi di tasca sua le analisi degli elettroliti e quelle per vedere i cambiamenti del metabolismo. Perchè le mie tasse devono coprire la sua ignorante follia? Più pazzo il medico che la asseconda.

  4. Caro Marco, mi spiace che lei sia medico, o almeno tale si proclami, visto che non è in grado di leggere e comprendere il mio commento, spero che lei ascolti i suoi pazienti con un poco più di attenzione di quanta ne ha riservata al mio scritto, da cui chiaramente si evince che le mie analisi le pago di tasca mia.
    Provi a rileggere, magari ci arriva.

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