domenica, Novembre 17, 2019
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Campanaro bianco, il canto più potente del mondo

Questo uccello della Guiana ha il canto più rumoroso al mondo: più di 120 decibel per attirare le femmine, più che consapevoli che riceveranno un corteggiamento ad alto volume.

Gli uccelli sono noti per essere dei gran corteggiatori. Le strategia per attirare una compagna vanno dalla creazione delle opere d’arte degli uccelli giardiniere alle danze, aeree e non (a volte “barando” un po’), fino a, naturalmente, il canto. Come quello del piha urlante o Lipaugus vociferans: già il nome, sia quello comune sia quello scientifico, è indicativo della potenza del richiamo d’amore. Tanto che, fino a pochi giorni fa, il piha urlante deteneva il record del richiamo più potente mai documentato. Ma ora, come i ricercatori riportano in un articolo pubblicato su Current Biology, il primato passa al campanaro bianco (Procnias albus). Anche qui, nomen omen (qui potete vedere un video del suo canto).

campanaro bianco

Battere un record

Il campanaro bianco è un passeriforme sudamericano, che abita la regione del Guiana, piccola parte del Venezuela e del nord del Brasile, e presenta un marcato dimorfismo sessuale. La femmina è infatti di colore olivastro, mentre il colore candido del maschio spiega parte del nome scientifico della specie; il maschio, inoltre, presenta sul becco una lunga appendice. E poi, appunto, il maschio canta. Sebbene fosse noto che si tratta di un canto potente, tale potenza non era mai stata quantificata.

Le registrazioni raccolte dai ricercatori Jeffrey Podos, dell’Università del Massachussets, e Mario Cohn-Haft, dell’Istituto Nacional de Pesquisas da Amazônia hanno permesso di scoprire che il campanaro bianco canta ad almeno 9 decibel più forte rispetto al piha urlante, appartenente alla stessa famiglia (Cotingidae) ed ormai ex detentore del primato di richiamo più forte del mondo. Dei vocalizzi analizzati dai ricercatori, uno in particolare raggiunge i 125 decibel (la voce umana si aggira di norma intorno ai 60 decibel): è così potente che gli autori del recente articolo si chiedono come le femmine possano star vicine al maschio senza subire danni all’apparato uditivo, che potrebbero verificarsi già a quattro metri di distanza.

Un corteggiamento che si fa sentire

«Siamo stati abbastanza fortunati da riuscire a osservare le femmine quando si avvicinavano al maschio durante il suo canto; in questi casi, il maschio si esibiva nel suo vocalizzo più potente. E non solo: si girava sul ramo in modo da emettere la nota finale direttamente verso la femmina», spiega in un comunicato Podos, primo autore dello studio. Al momento, scrivono gli autori, non è nota un’altra specie con segnali vocali così forti diretti ai riceventi altrettanto da vicino.

Durante queste interazioni, le femmine si ritraggono nel mentre o subito prima che il maschio canti, ma si trovano comunque estremamente vicine, a quattro metri di distanza o anche meno. «Ci piacerebbe davvero capire come mai le femmine vogliano stare vicine al maschio quando canta così forte. Forse cercano di valutarlo da vicino, a discapito del rischio di danno all’apparato uditivo», spiega Podos.

Forte ma breve

L’incredibile potenza del canto del campanaro bianco, comunque, paga in qualche modo il suo prezzo. I ricercatori si sono infatti accorti che, tanto nel campanaro bianco quanto nel piha urlatore, all’aumentare dell’ampiezza del canto diminuisce la sua durata. Ciò potrebbe dipendere, scrivono, dal fatto che all’aumentare dell’inspirazione per incrementare l’ampiezza del suono (da cui dipende l’intensità del canto), il volume dell’aria espirata diminuisce più velocemente, determinando così una minor durata del canto.

Ora gli autori vorrebbero dedicare le prossime ricerche a una miglior comprensione delle strutture fisiche e anatomiche che consentono al campanaro bianco di emettere un canto così forte.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Immagine: Anselmo d’Affonseca

Anna Romano
Biologa molecolare e comunicatrice della scienza, amo scrivere (ma anche parlare) di tutto ciò che riguarda il mondo della ricerca.

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