mercoledì, Aprile 8, 2020
VIDEO

Che cosa vuol dire attaccamento?

Sempre più spesso usiamo parole importate dalla psicologia, ma qual è esattamente il loro significato? Scopriamolo con Bates Corner, il glossario minimo di psicologia

La capacità di creare relazioni è uno dei principali oggetti di studio della psicologia dello sviluppo. Il primo legame affettivo del bambino viene definito attaccamento e viene descritto come un legame di lunga durata, emotivamente significativo, con una persona specifica, che è la figura predisposta all’accudimento, il caregiver. Con questa persona il bambino ricerca la vicinanza fisica per avere protezione e sicurezza. Se questo legame viene interrotto, si produce uno stato di angoscia da separazione.

I legami emozionali tra bambino e genitore sono presenti in tutte le specie di animali superiori: il cucciolo indifeso ha bisogno di cura e protezione. Nella maggior parte dei casi la figura di attaccamento coincide con la madre, ma non c’è esclusività: questo ruolo appartiene a chi si prende maggiormente cura del bambino e quindi può essere anche il padre, il nonno o la tata.

Quali sono le tipologie di attaccamento?

L’importanza di sviluppare un attaccamento sicuro con il proprio caregiver si riflette sulle future capacità del bambino di instaurare relazioni, sulle sue capacità cognitive, sullo sviluppo cerebrale e sulla sua salute mentale. Secondo la classificazione derivante dalla Strange Situation Procedure (come si vede nel video), il legame sicuro identifica il caso di una figura di attaccamento reattiva alle esigenze del bambino e supportiva negli episodi di stress. Il bambino, in presenza o assenza del caregiver, esplora l’ambiente e può manifestare anche segni di sconforto. Quando la figura di attaccamento rientra nella stanza, il bambino le va incontro e, se ha sofferto per la sua assenza, si fa prendere in braccio e poi ritorna a giocare.

Il legame insicuro di tipo ansioso-ambivalente si caratterizza per le risposte imprevedibili del caregiver, che può essere affettuoso o rifiutante. Il bambino in sua presenza si tiene stretto a lei/lui, mentre in sua assenza mostra sconforto e non esplora l’ambiente esterno. Quando il caregiver ritorna nella stanza e cerca di consolarlo, il bambino lo rifiuta, mostrando rabbia e frustrazione.

Il legame insicuro di tipo ansioso-evitante, infine, si costituisce quando la figura di attaccamento rifiuta il contatto con il bambino, anche in situazioni di stress. Quando esce dalla stanza, il bambino è indifferente alla sua assenza. Quando rientra, il bambino non la considera e continua a giocare.

Ricerche successive hanno descritto un altro tipo di attaccamento insicuro, definito ansioso-disorganizzato. In questi casi, nella Strange Situation, il bambino ha comportamenti strani: si dondola o rimane immobile e si copre gli occhi alla vista del caregiver. Di solito questa tipologia di attaccamento è associata a casi di abuso o di maltrattamento, oppure a traumi irrisolti nella figura di attaccamento.


Leggi anche: Che cos’è la dislessia?

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Giulia Rocco
Pensa e produce oggetti multimediali per il giornalismo e l’editoria. L’hanno definita “sperimentatrice seriale”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: