giovedì, Agosto 13, 2020
DOMESTICIRUBRICHE

Capire l’ansia nel cane

Quali sono i comportamenti legati all'ansia più comuni, come si combinano tra loro e quanto sono legati alla razza: uno studio su quasi 14.000 cani.

Sensibilità al rumore, spiccata tendenza alla paura, disattenzione/iperattività/impulsività, paura di superfici e altezze, comportamenti compulsivi, comportamenti legati all’ansia da separazione, aggressività. Sono i sette tratti riguardanti cosiddetti “comportamenti indesiderati legati all’ansia” dei cani, che sono stati presi in esame in uno studio condotto dall’Università di Helsinki su un enorme campione di soggetti maschi e femmine (51,5%) in un’età tra le 10 settimane e i 17 anni, che ha compreso 264 razze oltre ad un campione notevole di meticci.

Nel set di dati di quasi 14.000 cani che abbiamo compilato, uno dei più grandi al mondo, si è verificato un comportamento indesiderato nel 73% dei cani – scrive il professor Hannes Lohi, che ha guidato il team di ricerca – Uno di questi tratti di comportamento è la sensibilità al rumore, che è stato riscontrato in un terzo dei cani”. Come spiega Lohi, lo studio si è concentrato sulla prevalenza dei sette tratti di comportamento indesiderato, sulla comorbilità – la possibilità che alcuni siano coesistenti e in qualche modo legati tra loro – e sulla presenza nelle diverse razze. Il team ha scoperto che alcuni di questi comportamenti tendono a essere associati tra loro, che determinati tratti si trovano più spesso in alcune razze e che ci sono consistenti diversità legate alla genetica, al genere, all’età.

Riassumendo – spiega a OggiScienza la dottoressa Milla Salonen, uno degli otto autori della ricerca – abbiamo confrontato le prevalenze dei tratti comportamentali tra le razze più comuni all’interno del set di dati (più di 200 risposte ai questionari dei proprietari di cani). In alcuni tratti, le differenze erano più modeste. Ad esempio, la prevalenza più bassa per paura delle superfici/altezze è stata del 15,3% (Border Collie) e del 38,7% più alto (Rough Collie; quindi 2,5 volte più alto). In molti tratti, tuttavia, le differenze tra la prevalenza più alta e quella più bassa erano anche più consistenti. Alcune delle maggiori differenze riguardavano la paura di persone estranee (minimo: 1,5%, Staffordshire Bull Terrier; massimo: 27,5%, Perro de Agua spagnolo) e aggressività verso persone estranee (minimo: 0,4%, Labrador Retriever; massimo: 10,6%, Miniature Schnauzer)”.

I comportamenti legati all’ansia più comuni

Il 72,5% dei 13.700 cani dello studio ha mostrato avere uno o più comportamenti indesiderati. Il primo posto spetta alla sensibilità ai rumori, con una prevalenza del 32%. In studi precedenti, ma con campioni più ristretti, si era riscontrata a una variabilità tra il 20 e il 50%. Secondo altri interessanti studi condotti negli ultimi anni, confermati ora da questa indagine, la sensibilità ai rumori più comunemente indicata è la paura dei fuochi d’artificio.

Il secondo posto nei comportamenti legati all’ansia va, appunto, alla paura, un tratto che ha mostrato una prevalenza del 29%. Nel dettaglio: il 17% dei cani ha paura di dei conspecifici, il 15% di esseri umani sconosciuti, l’11% delle nuove situazioni. La paura di superfici e altezze sembra essere piuttosto rilevante all’interno di questo campione: almeno il 23% dei proprietari ha riportato come questo tratto sia presente, con diverse gradualità, nei loro cani. Un cane su cinque mostra alti livelli di incapacità di concentrazione, mentre il 15% alti livelli di iperattività/impulsività.

Tipologia di comportamenti compulsivi sono stati osservati nel 16% dei cani, in accordo con ciò che aveva già indicato un recente studio del 2019, che aveva anche indicato come comportamento compulsivo più comune l’autolesionismo. Meno diffusi, invece, i comportamenti legati alla separazione e l’aggressività, rispettivamente al 5 e al 14%.

Un’ansia tira l’altra

Uno degli aspetti su cui si è focalizzata questa indagine è la comorbilità tra i sette tratti analizzati: è risultato chiaro che spesso le ansie si presentano insieme ed è più probabile che alcune vadano a braccetto con altre specifiche. Insomma, che si combinino in maniera non casuale.

Vista l’altissima prevalenza di sensibilità ai rumori e paura, queste due si sono dimostrate anche la coppia più affiatata. Ma confrontando il rischio relativo, la percentuale di “accompagnamento” tra tratti si è dimostrata più alta per iperattività/disattenzione, ansia da separazione e compulsioni, e tra paura e aggressività. I dati precisano che i cani impauriti hanno tre volte la probabilità di mostrare atteggiamenti aggressivi rispetto a cani non spaventati e che, di conseguenza, l’aggressione è un comportamento motivato principalmente dalla paura.

La connessione tra impulsività, comportamento compulsivo e comportamento correlato alla separazione si è rivelata una scoperta così interessante da richiedere – come affermano gli autori – ulteriori ricerche: “In uno studio precedente si era scoperto che i cani eccitabili avevano una probabilità 9,8 volte maggiore di provare stress da separazione e nel corso di un’altra indagine è emersa una connessione tra comportamento compulsivo e iperattività. Curiosamente, l’impulsività e la compulsione sono costrutti correlati, dato che si ritiene che entrambi siano causati da un fallimento del controllo della risposta e mediati dai gangli della base“.

I ricercatori hanno osservato molte connessioni tra i tratti, le stesse rilevate anche nelle passate ricerche, inclusa la comorbilità tra paura e sensibilità al rumore, tra paura e comportamento relativo alla separazione, tra comportamento legato alla separazione e aggressività e tra paura e comportamento compulsivo”. “Tuttavia – ci racconta ancora Milla Salonen – la scoperta più interessante non in linea con gli studi precedenti è stata che l’ansia da separazione e la sensibilità al rumore non erano così fortemente correlate come indicavano quelle ricerche. Mentre le precedenti analisi hanno rilevato una comorbilità tra ansia da separazione e sensibilità al rumore, noi abbiamo scoperto che il comportamento legato alla separazione era 1,4 volte più frequente nei cani sensibili al rumore, ma non era vero il contrario, poiché i cani che mostravano un comportamento correlato alla separazione non avevano paura dei rumori più spesso dei cani che non mostravano un comportamento correlato alla separazione”.

Quanto contano sesso ed età?

Maschi e femmine sono diversi, anche nella prevalenza dei problemi comportamentali.
In questa indagine i maschi si sono distinti per aggressività, ansia da separazione e iperattività, mentre nelle femmine si è misurato un livello di paura più alto. Al contrario sensibilità al rumore, comportamenti compulsivi e paura di superfici e altezze non hanno indicato differenze di genere rilevanti.

Anche l’età sembra avere un peso nella presenza di specifici comportamenti legati all’ansia. Sembra, infatti, che i cani più giovani siano più portati ad avere difficoltà di concentrazione, all’impulsività, a comportamenti distruttivi o a minzione inappropriata quando lasciati soli, ai comportamenti compulsivi come mordersi o rincorrersi la coda. Comportamenti compulsivi diversi, come la vocalizzazione o la salivazione eccessiva nei momenti di separazione si sono dimostrati atteggiamenti presenti in tutte le fasce d’età. Al contrario i cani più il là con gli anni sembrano essere più tendenti all’aggressività, alla sensibilità ai rumori e a provare paura per superfici e altezze.

Dimmi che ansia hai e ti dirò che di che razza sei. E viceversa.

I risultati più interessanti e nuovi del gruppo sono stati quelli che hanno indicato sensibili differenze in questi tratti comportamentali tra le varie razze analizzate, in particolare nelle primarie 14 dell’indagine (che costituiscono insieme ai meticci il 35% del campione totale di dati): Bernese, Border Collie, Finnish Lapponian Dog, Pastore Tedesco, Labrador Retriever, Lagotto Romagnolo, Lapponian Herder, Miniature Schnauzer, Collie a pelo lungo, Shetland Sheepdog, Collie a pelo raso, Soft Coated Wheaten Terrier, Perro de Agua spagnolo, Staffordshire Bull Terrier.

> Sensibilità ai rumori, paure, comportamenti aggressivi, ansia da separazione.

In particolare è stato osservato che i cani meticci, il Lagotto Romagnolo e il Wheaten sono più portati ad avere problemi di ipersensibilità ai rumori. Tra tutti, gli Staffordshire e i Miniature Schnauzer sono, invece, quelli meno sensibili ai rumori. I più “paurosi” sarebbero i Perro de Agua e gli Shetland, oltre che i meticci, al contrario dei Labrador e degli Staffordshire, i più “spavaldi” tra le razze. La paura delle superfici e delle altezze risulta, infine, un tratto abbastanza comune nei meticci e nei Collie a pelo lungo.

I meticci e i Miniature Schanuzer sarebbero quelli più portati ai comportamenti aggressivi, i secondi in particolare sia verso gli estranei che verso membri della famiglia, comportamento, invece, a bassissima prevalenza nei Labrador dell’indagine. Ecco ricomparire i Wheaten Terrier e nuovamente i meticci nei dati riguardanti l’ansia da separazione, con una differenza: mentre i meticci sembrano più portati a distruggere, urinare o defecare in luoghi inappropriati se lasciati soli, i Wheaten sono portati a vocalizzazioni, salivazione e ad ansimare nei momenti di solitudine.

Nel caso dei meticci è molto probabile che la prevalenza dell’ansia da separazione (e comportamenti correlati) sia causata, come riscontrato anche in uno studio sul tema, dalle precedenti esperienze di vita in strada o canile o dalle privazioni vissute, dato che la maggior parte dei meticci dell’indagine era effettivamente stato adottato, salvato da situazioni spiacevoli o ignote.

> Difficoltà di attenzione/iperattività, comportamenti compulsivi

La disattenzione è stata riportata molto frequentemente sia nei meticci che in entrambi i Lapponian e ben poco riscontrata in Border Collie e Perro de Agua, a conferma del fatto che i Lapponian sono considerate razze “difficili da addestrare”, perché in genere poco interessati al cibo e tendenzialmente disattenti. Al primo posto ancora una volta i meticci, insieme a pastore Tedesco, Perro de Agua e Staffordshire, per l’iperattività e l’impulsività.

I comportamenti compulsivi sono stati riportati molto spesso dai proprietari dei cani Pastore Tedesco, meticci e Staffordshire, ma con variabili notevoli di tipologia di compulsione tra le varie razze: gli Staffy, ad esempio, rincorrono la coda, i Border Collie inseguono luci e ombre e si fissano su oggetti. “È interessante notare – spiegano gli autori dello studio – che i Border Collie sono stati allevati per far muovere bestiame fissando mucche e pecore intensamente e anche se si tratta di un metodo che viene perfezionato con l’addestramento, questo comportamento sembra comunque essere innato.

Meticci e cani pastore Tedesco che mostrano compulsioni, tendono a camminare avanti e indietro senza sosta e a consumare eccessive quantità d’acqua. Tant’è che uno studio australiano del 2016 aveva già rilevato che i Pastori Tedeschi avevano alte probabilità di essere portati in clinica comportamentale per comportamenti ossessivi.

Nel cane come nell’essere umano

Come ci spiega la dottoressa Salonen, lo studio è promettente anche perché potrebbe avere un valore per l’essere umano. “La scoperta per noi più interessante è stata una forte comorbidità tra iperattività/impulsività, disattenzione, comportamento compulsivo e ansia da separazione. La comorbilità nei tratti comportamentali è stata ben poco studiata nei cani e l’associazione tra questi tratti non è mai stata esaminata prima. Nella psichiatria umana, d’altra parte, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD ) molto spesso è collegato al disturbo ossessivo-compulsivo (OCD). Ecco perché questo risultato potrebbe, quindi, indicare che i cani potrebbero essere modelli adatti a studiare ADHD e OCD nell’uomo”.


Leggi anche: Se mi lasci non vale, l’ansia da separazione nel cane

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Fotografia: Pixabay 

Sara Stulle
Libera professionista dal 2000, sono scrittrice, copywriter, esperta di scrittura per i social media, content manager e giornalista. Seriamente. Progettista grafica, meno seriamente, e progettista di allestimenti per esposizioni, solo se un po' sopra le righe. Scrivo sempre. Scrivo di tutto. Amo la scrittura di mente aperta. Pratico il refuso come stile di vita (ma solo nel tempo libero). Oggi, insieme a mio marito, gestisco Sblab, il nostro strambo studio di comunicazione, progettazione architettonica e visual design. Vivo felicemente con Beppe, otto gatti, due cani, quattro tartarughe, due conigli e la gallina Moira.

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