lunedì, Ottobre 25, 2021

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La CO2 fa bene alle rape

Crediti immagine: Daniel CDIL PARCO DELLE BUFALE - A conclusione di una ricerca FACE sugli storaci americani, Colleen Iversen et al. scrivono su Global Change Biology che gli alberi cresciuti con aggiunta di CO2 nell’aria avevano radici più lunghe profonde che fissavano più carbonio nel suolo. Con la profondità, tuttavia, diminuivano i microbi buoni e l’azoto a disposizione. Di conseguenza diminuiva la “produttività”: i rami, il fogliame e la fotosintesi. Grazie a quelle radici, il saldo della CO2 sequestrata era comunque positivo. I dati confermano quelli di precedente esperimento FACE condotto in Italia da Franco Miglietta e dai suoi colleghi sui pioppi. In parte è una buona notizia. Ma dall'analisi di Richard Norby e Donald Zak è chiaro che serviranno più dati per calcolare la CO2 assorbita dalle foreste, via via che la sua concentrazione in atmosfera cresce insieme alle temperature. Su Climate Monitor, il ten. col. Guido Guidi cita la nuova ricerca e ripete una vecchia tesi americana

L’acidificazione degli oceani

LA VOCE DEL MASTER - Fino a dieci anni fa l’acidificazione degli oceani era un fenomeno conosciuto solo da un piccolo gruppo di oceanografi. Oggi viene considerato un problema urgente e strettamente collegato al tema del cambiamento climatico: entro il 2100 gli oceani potrebbero infatti diventare più acidi del 150%.

Quando il global warming tenta il suicidio

Le conseguenze negative del riscaldamento globale sono sotto gli occhi di tutti, ma il fenomeno potrebbe riservare anche una conseguenza inaspettata, che potrebbero contribuire, paradossalmente, a mitigare l'immissione di CO2 nell'ambiente: una super crescita delle foreste.
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