domenica, 29 Marzo, 2020

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Un appello da Città della Scienza (è dolo)

CRONACA (NERA) - Noi di OggiScienza come altri riteniamo che certe importanti opere di educazione e comunicazione delle scienza debbano essere finanziate pubblicamente, che partecipare pesantemente alla ricorstruzione di Città della Scienza, distrutta ieri sera da un rogo, sia cioè un dovere imprescindibile da parte dello Stato. Detto questo capiamo l'affanno, la disperazione di chi questo progetto lo manda avanti giorno per giorno dalla metà degli anni Novamnta, e delle persone che ci lavorano. Per questo motivo rimbalziamo l'appello di CdS. che chiede un contributo a chi volesse donare. Qui trovate tutte le informazioni e l'IBAN di CdS, che non è un fake (come spiegano voci autorevoli, come quella di Marco Cattaneo, direttore delle riviste Le Scienze, Mente&Cervello e NAtional Geographic Italia). Aggiorniamo anche la notizia. Ci giungono voci (che dobbiamo ancora verificare) che abbiano accertato che l'incendio è di origine dolosa

Appello INFN

POLITICA - Riportiamo qui il testo e linkiamo l'appello appena diramato dal personale INFN su DL 95/2012 (spending review) - c'è anche una petizione: Il rappresentante dei ricercatori dell'INFN propone il presente documento - elaborato sulla base della mozione approvata dall'assemblea della Sezione di Napoli - riguardo al Decreto Legge del 6 luglio 2012 n.95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica) e invita tutto il personale a sottoscriverlo. Solidali con il presidente dell'INFN Prof. Fernando Ferroni, sosteniamo il suo impegno nel difendere e garantire l'eccellenza dell'attività di ricerca di tutte le componenti dell'Ente.

Per un genetista e migliaia di dalit

POLITICA - Partho Sarothi Ray dell'Indian Institute of Science and Education, pluripremiato per le ricerche sul ruolo degli RNA nella regolazione genica e sul virus dell'epatite C, è stato fermato a Kolkata l'8 aprile durante una dimostrazione pacifica. Accusato di cospirazione contro il governo del West Bengala, è tuttora detenuto insieme ad altri sei militanti per i diritti umani. P.S. Ray - fondatore di Sanhati insieme ad altri ricercatori - chiedeva la ricollocazione come da leggi statali dei dalit espulsi il 30 marzo dallo slum di Nonadanga, all'origine destinato dall'amministrazione ad espulsi e rifugiati da altre zone della città. I capi d'accusa riferiti dal Times of India, un quotidiano moderato, sono inquietanti legami con la guerriglia maoista, detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. In attesa di giudizio, gli imputati i restano in carcere per "assembramento illegale" e "attacco alla polizia", due fatti smentiti da reportage televisivi. In sostanza Il Pubblico Ministero ha ritenuto che ogni forma di dissenso democratica e pacifica costituisce una cospirazione a scopi sovversivi.