martedì, Dicembre 1, 2020

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Meglio la ruggine

Le celle solari continuano a diventare più efficienti, grazie a nanomateriali a volte inattesi. L'ultimo progresso è dovuto anche a Francesco Stellacci, un ricercatore italiano che vorremmo segnalare anche perché ha "fatto la cosa giusta".

Calabroni a energia solare

NOTIZE – l’ ingegneria genetica non c’entra: il calabrone col pannello solare incorporato è un prodotto (o meglio potrebbe essere) tutto naturale. Il calabrone orientale ha una striscia chiara che gli cinge l’addome, e secondo uno studio pubblicato nella rivista scientifica Naturwissenschaften, il pigmento e la microstruttura di questa banda gialla permetterebbero all’animale di raccogliere energia dalla luce solare. In generale i calabroni e le vespe sono animali massimamente attivi nelle prime ore del giorno. Il calabrone orientale invece ha il picco di attività nelle ore centrali quando la luce solare è al suo massimo. Insospettiti da Questa anomalia Maria Plotkin e colleghi dell’Università di Tel Aviv hanno analizzato l’addome dei calabroni con un microscopio a forza atomica. La struttura microscopica è risultata formata da tantissime creste e avvallamenti: quando la luce li colpisce si riflette in tantissime direzioni permettendo alla superficie di assorbirne la maggior quantità possibile.