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Fermare il mercato nero dell’avorio, una manciata di elefanti alla volta

Negli anni l’interesse degli esseri umani per l’avorio ha abbondantemente superato gli sforzi per impedire l’assassinio degli elefanti: zanne strappate per fabbricare gioielli, tasti di pianoforti, oggetti religiosi, souvenir, amuleti, manici di pugnali o pezzi d’arte. Un materiale pregiato e pagato a caro prezzo, quello del sangue, e a peso d’oro: solo nel 2012 infatti la stima è stata di 96 elefanti cacciati di frodo ogni giorno, per rispondere alla crescente richiesta d’avorio, in particolare modo da parte dell’Asia.

Gli elefanti ci capiscono

Se indichi un oggetto interessante a un bambino piccolo, più o meno nel 70% dei casi sarà in grado di capire il gesto e raggiungere il giocattolo. Succede più o meno lo stesso con gli elefanti. Un gatto, invece di seguire il tuo dito puntato, ti guarderà con faccia interrogativa.

Ritorno in paradiso

Randall Moore, proprietario insieme a Paul Allen dell'Elephant Back Safaris, in Botswana, ha co-finanziato una ricerca sul reinserimento in natura di tre maschi adolescenti otto anni dopo averli fatti adottare, da orfani, dal branco con i quali porta turisti nel delta dell'Okavango. Risultati su PLoS ONE.

La prossima volta, i droni?

CRONACA (NERA) - In Camerun, nel parco nazionale di Bouba N’djida vicino alla frontiera con il Sudan, soltanto nei primi due mesi di quest'anno sono stati uccisi da 200 a 300 elefanti, oltre metà della popolazione, e il conteggio non è terminato. Giovedì scorso, il WWF aveva organizzato una conferenza stampa telefonica per un aggiornamento, dopo l'arrivo il 1 marzo di 150 soldati dell'esercito camerunese. Natasha Kofoworola, responsabile del WWF per l'Africa Centrale, ha detto che da allora nessun altro elefante sembra essere stato ucciso. I militari sono arrivati "troppo tardi", ha aggiunto, infatti le denunce si susseguono da due anni, e sono "troppo pochi" per contrastare a lungo il centinaio di guerriglieri venuti dal Sudan e dal Ciad, che uccidono gli elefanti e ne rivendono le zanne al mercato nero e con il denaro ottenuto, comprare armi

With a little help…

NOTIZIE - Gli elefanti sanno quando è il caso di chiedere una mano. Uno studio sugli elefanti asiatici dimostra che questi animali sono in grado di capire quando falliranno in un compito, a meno di non essere aiutati da un compagno. Pubblicata su PNAS la ricerca dimostra che i pachidermi, come gli scimpanzé, le iene e le cornacchie sono animali in grado di cooperare. Nell’esperimento è stato usato un procedimento classicamente utilizzato per gli scimpanzé e adattato agli elefanti, dove la ricompensa viene vinta solo se due animali cooperano, altrimenti non ottengono nulla.

Gli elefanti preferiscono le bombe

CRONACA - Atterrato in Africa Centrale nella Repubblica del Gabon (tra la Guinea Equatoriale, il Camerun e il Congo) per documentare l'importanza dell'esportazione del petrolio per l'economia dello Stato, il giornalista Mitch Smith del New York Times, si è immediatamente accorto che sul lato del terminale dell'aeroporto una bandiera della Shell svolazzava nell'aria insieme a quella gabonese e, scrive nel suo articolo “Oil or elephants”, “nella città di circa 8.000 residenti, costruita quasi interamente dalla Shell, praticamente ogni essere vivente è legato direttamente o indirettamente al campo del petrolio”. Ma il Gabon possiede un'altra ricchezza: gli elefanti delle foreste (Loxodonta cyclotis) che, numerosi, vivono liberamente spesso accanto ai siti di trivellazione. Ecco perché Peter Wrege e collaboratori hanno deciso di monitorare questa specie unica di elefanti (ben più rara dei comuni elefanti della savana) per capire quanto queste attività umane così rumorose possano disturbare gli enormi mammiferi
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