giovedì, Aprile 9, 2020

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C’eravamo tanto amati?

CRONACA - Sul Journal of Human Evolution, Fabio De Vincenzo e Giorgio Manzi, paleoantropologi dell'università La Sapienza, e Steve Churchill dell'università Duke, North Carolina, aggiungono nuovi particolari alla storia dei rapporti tra Neanderthal e H. sapiens. Non so se ne eravate informati, ma a lungo gli studiosi dell’evoluzione umana si sono interessati alla morfologia della fossa glenoidea della scapola, una cavità dell'articolazione della spalla nella quale poggia la testa dell'omero. A interessare i tre ricercatori è quella di un Neanderthal di circa 38 mila anni fa, ritrovata nella grotta di Vindija, in Croazia. Forse l'avete già sentita nominare: nel genoma di Neanderthal in parte sequenziato a partire dal Dna ricavato da reperti di quella grotta, ci sarebbero - al condizionale, in attesa di conferme - geni sapiens acquisiti con incontri ravvicinati circa centomila anni fa.