domenica, Febbraio 28, 2021

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Sesso dopo la morte

Vivere solo tre-quattro mesi ma riprodursi dopo un anno e mezzo dalla nascita? Non è il contenuto di un film di fantascienza, ma l'ennesima stranezza che giunge dalla straordinarietà della realtà naturale: la scoperta riguarda un piccolo e coloratissimo pesce che viene comunemente allevato dagli appassionati di acquariofilia di tutto il mondo, il guppy (Poecilia reticulata), e porta la firma di David Reznick, professore di biologia presso la University of California, che da anni conduce ricerche su questa specie nel 'laboratorio naturale' costituito dalla fitta rete di fiumi e torrenti dell'isola di Trinidad.

Di pancia o di testa?

CRONACA - Un cervello grande si accompagna a una riduzione di dimensioni dell'apparato digerente. Il fenomeno è stato osservato per la prima volta in maniera diretta nei pesciolini della specie Poecila reticulata (comuni negli acquari casalinghi). L'ipotesi del "tessuto costoso" dice più o meno che un cervello grande ha innegabili vantaggi (abilità cognitive più sviluppate, dunque aumentate capacità di sopravvivenza, sia dal punto di vista del procacciarsi il cibo che da quello di sfuggire ai predatori ) ma ha un costo energetico enorme (nell'essere umano la massa del cervello corrisponde a solo il 2% dell'intero corpo ma succhia il 20% delle energia spesa complessivamente). Dunque una specie che via via incrementa atraverso la selezione naturale il volume cerebrale (ammettendo un "assetto" energetico stabile) deve togliere altrove, ma dove? L'ipotesi più accreditata è che l'organo più colpito sia il tratto digerente (cervello e tratto digestivo sono i due tessuti energeticamente più costosi in assoluto) ma finora le uniche prove a favore di quest'ipotesi si sono ottenute solo attraverso correlazioni e la comparazione di specie diverse. Manca una verifica sperimentale diretta, ma un nuovo studio pubblicato su Current Biology prova per la prima volta a colmare la lacuna