martedì, Gennaio 18, 2022

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CRONACASPECIALI

Premio Nobel per la chimica ai modelli molecolari

Hanno portato “gli esperimenti chimici nel cyberspazio”: li hanno presentati così alla cerimonia di proclamazione dei Nobel per la Chimica 2013, che si è tenuta ieri a Stoccolma. Sono Martin Karplus, professore all’Université de Strasbourg e alla Harvard University, Michael Levitt della Stanford University e Arieh Warshel, della University of Southern California, a Los Angeles, i vincitori del titolo.

Dove archiviare i dati digitali? Nel Dna!

NOTIZIE - Un gruppo di bioingegneri della Stanford University, California, ha recentemente messo a punto un sistema per codificare, archiviare e cancellare dati digitali all'interno del Dna di cellule viventi. Jérôme Bonnet, bioingegnere francese trapiantato negli Stati Uniti, alla guida del gruppo, ha usato degli enzimi naturali, adattati da batteri, per capovolgere delle sequenze di Dna in un senso o nell'altro. "Ci sono voluti tre anni e 750 tentativi per far funzionare il procedimento, ma alla fine ce l'abbiamo fatta", afferma Bonnet, che ha lavorato al progetto insieme Drew Endy e Pakpoom Subsoontorn, del dipartimento di bioingegneria dell'ateneo statunitense. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista PNAS. Nella pratica, i ricercatori hanno creato l'equivalente genetico di una cifra binaria, il bit. Essenzialmente, se una sezione di Dna punta in una direzione, corrisponde a uno zero; se punta nell'altra, a un uno. "L'archiviazione di dati all'interno del Dna di cellule viventi ha ottime potenzialità per lo studio di cancro, invecchiamento, e non solo", ha dichiarato Endy. I ricercatori, per esempio, potranno ora contare il numero di divisioni di una cellula, e ciò potrebbe in futuro dare la possibilità di 'spegnere' le cellule prima che queste diventino cancerose.

Non soddisfatti, non rimborsati

L PARCO DELLE BUFALE - A febbraio alcuni matematici lanciavano un boicottaggio dell'editore Elsevier, contrario alle normative per la pubblicazione in open access di articoli di ricerca, sei o dodici mesi dopo l'uscita su riviste. L'editore ha fatto marcia indietro, ma è tuttora restio a rimborsare l'acquisto dei suoi prodotti difettosi. Nel gennaio 2010, su Computers & Mathematics with Applications usciva"A computer application in mathematics", una paginetta in fondo alla quale M. Sivasubramanian e S. Kalimuthu (email presso budweiser com) scrivevano

GreenJobs: l’informatica sostenibile

AMBIENTE - Come fare a meno di computer, e-mail, rete internet e sistemi automatizzati? Le applicazioni informatiche rivestono un ruolo fondamentale in gran parte delle attività umane e potrebbero rivelarsi altrettanto importanti per risolvere diverse problematiche ambientali. Ne parliamo con Marco Fioretti, ingegnere elettronico, che si occupa di "informatica sostenibile".

Verso l’Intelligenza Artificiale, giocando

Anche se un po' datato il Test di Turing è ancora un caposaldo (quasi un monito) nel campo dell'Intelligenza Artificiale: avremo una macchina davvero pensante quando questa sarà in grado di parlare con noi, cioè quando costruiremo un complesso hardware-software capace di padroneggiare il linguaggio simbolico. Pochi mesi fa ha fatto notizia a questo proposito l'impresa di Watson, il supercomputer della IBM che a Jeopardy! (un gioco televisivo popolare in USA) ha battuto due campioni in carne e ossa: non si può ancora affermare che la macchina comprendesse le domande nel modo in cui le intendiamo noi, non più di quanto un chatterbot possa capire quello che gli chiediamo, per quanto, in entrambi i casi, la risposta ci possa soddisfare o meno. Watson ha però dimostrato che, sia per gli uomini che per le macchine, per estrarre informazione non c'è niente di meglio del linguaggio.
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