sabato, Gennaio 29, 2022

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«Vi restituirò il Dodo»

CRONACA - Lo scorso venerdì a Washington D.C. si è tenuto il meeting TEDx DeExtinction. Organizzato sul modello delle celebri TED conferences con la collaborazione del National Geographic questo evento era dedicato alla possibilità di riportare in vita organismi estinti. Impossibile non pensare subito a Jurassic Park, la cui versione cinematografica tornerà di nuovo nelle sale in versione 3D: come riconosce anche Carl Zimmer, al quale è affidata l'introduzione, il tema della de-estinzione (questo il neologismo coniato per l'occasione) è stato reso per la prima volta familiare al pubblico grazie all'opera di Michael Crichton. Ma le cose ora sono un po' più complicate: in particolare ora abbiamo davvero tecnologie in grado di resuscitare delle specie, ed è probabile che nel prossimo decennio e in quelli a venire potremo realmente toccarne con mano alcune. Il dibattito sul tema non solleva solo problemi prettamente scientifici, ma va a toccare anche le corde dell'etica e della filosofia: sappiamo farlo, ma dovremmo farlo?

Non esistono pasti gratis

IL PARCO DELLE BUFALE -Energia pulita, semplice da ottenere, per tutti: una completa emancipazione dai combustibili fossili come fonte di elettricità. Troppo bello per essere vero. E infatti non lo è. Eppure su Youtube imperversano dei video dove si spiega come, con dei semplici magneti, si può ottenere una specie di motore con cui prodursi la propria energia, gratis e per sempre.

Datemi uno sciame e vi conquisterò il mondo

FUTURO - Nel suo libro Preda (Garzanti, 2003), il "profeta" Michael Crichton immaginò uno scenario in cui, amalgamando biologia, nanotecnologia e informatica, la nostra concezione di Vita sarebbe stata messa in discussione dall'emergere di creature artificiali. Queste creature, postulava Crichton, per sopravvivere e evolversi non avrebbero avuto bisogno di grandi capacità analitiche, ma piuttosto la loro intelligenza sarebbe stata basata su poche, essenziali istruzioni, identiche per tutti gli individui, che permettessero loro una forma di cooperazione totalmente inconscia: è quella che si definisce "Intelligenza di sciame".