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Dettagli sugli errori di misurazione (di nuovo neutrini)

CRONACA - Doveva esserci un errore. Questa è stata la reazione 'di pancia' di un gran numero di fisici alla notizia, nel settembre scorso, che delle particelle subatomiche, i neutrini, sembrassero viaggiare più veloci della luce, in violazione della teoria della relatività di Einstein. La maggior parte dei fisici delle particelle sospettò che questa anomala velocità dei neutrini fosse il prodotto di errori nell'apparato sperimentale, ma suggerì che questo errore fosse difficilente percettibile, e nascosto nei dettagli della misura. Se un errore c'era, i fisici avvertirono, sarebbe potuto rimanere nascosto per sempre. Del resto, la storia della scienza non è nuova a risultati anomali che, rigettati dopo la mancata replicazione in esperimenti successivi, non sono però mai stati spiegati. L'errore ci sarebbe. Uno, secondo quanto riporta il sito web Science Insider, che fa capo all'American Association for the Advancement of Science (AAAS); due, secondo quanto riporta il comunicato stampa appena pubblicato dal gruppo dell'esperimento Opera del Cern (una collaborazione del centro ginevrino di cui fa parte anche l'Istituto nazionale di fisica nucleare italiano) e ripreso dalla rivista Nature. I punti significativi dei comunicati si possono trovare, in italiano, su OggiScienza (qui quello di Science Insider, e qui quello del Cern).

OggiScienza TV – Antonio Ereditato alla Sissa

OGGISCIENZA TV - Oggi alla Scuola Internzionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste Antonio Ereditato, direttore del Laboratorio di fisica delle alte energie e dell'Albert Einstein Center for Fundamental Physics di Berna e responsabile dell’esperimento OPERA, ha tenuto una lectio magistralis (“Another neutrino mystery?”). Ereditato e colleghi hanno di recente scosso l'opinione pubblica con i risultati dello loro osservazioni. Le registrazioni del team di OPERA infatti hanno trovato che le particelle, dal CERN ai laboratori del Gran Sasso, sono arrivate con sessanta nanosecondi di anticipo rispetto a quanto previsto dalle leggi fisiche.

Nuovi dati rafforzano i neutrini supeveloci

CRONACA - Eccoli, sono arrivati: nuovi test ai Laboratori Nazionali dell’INFN del Gran Sasso dalla Collaborazione OPERA conermano i risultati eclatanti resi noti lo scorso settembre (e cioè l'osservazione di nuetrini che superano la velocità della luce, limite teoricamente invalicabile). Gli scienziati hanno usato dei particolari fasci di neutrini (molto più brevi nel tempo e distanziati) inviati dal CERN e i nuovi test sembrano escludere una parte dei potenziali errori sistematici che avrebbero potuto essere addebitati alla misura precedente. I risultati sono presentati alla rivista JHEP e si possono leggere su Arxiv.
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Neutrini in gara contro il tempo

FUTURO - Tic, tac, tic, tac, tic … è già scaduto il tempo per i neutrini superveloci? Sembra un paradosso ma le critiche più consistenti finora sollevate ai dati dell’esperimento OPERA evidenziano un problema di sincronizzazione degli orologi. Al momento della pubblicazione del paper, gli stessi membri della Collaborazione hanno chiesto alla comunità scientifica di aiutarli a capire dove avessero sbagliato o come, eventualmente, potesse essere spiegata quella osservazione così inaspettata. Qualcuno ha messo in moto la macchina delle nuove idee, qualcun altro è andato in cerca dell’errore. Un particolare non spiegato accuratamente nello studio di OPERA riguarda il modo di regolare i due diversi orologi che misurano il tempo di partenza e di arrivo dei neutrini. Un’operazione apparentemente banale ma che nasconderebbe numerose insidie, analizzate da Carlo Contaldi dell'Imperial College di Londra in un articolo pubblicato qualche giorno fa sugli Archivi e ripreso anche da Nature. Il fascio di neutrini prodotto al CERN su cui è stata effettuata la misura della velocità viene emesso in un solo senso, dunque il tempo all'arrivo non può essere misurato con lo stesso starter. Occorrono per forza due orologi, uno al CERN e uno al Gran Sasso che, trovandosi a causa della rotazione terrestre in due sistemi di riferimento non equivalenti, vanno sincronizzati, con una precisione almeno del nanosecondo.
CRONACA

Neutrinomania, in teoria

CRONACA - Passata la sbornia? A dieci giorni dalla notizia dei neutrini superveloci, in un momento di riflessione scientifica e mediatica, abbiamo deciso di fare un giro negli ipercliccati Archivi, dove dopo solo due giorni dalla pubblicazione dei risultati dell’esperimento OPERA, sono apparsi i primi articoli di natura teorica.

Notizie dal Sole

NOTIZIE - Sono stati osservati i neutrini a bassissima energia provenienti dal centro della nostra stella. I risultati confermano i modelli di funzionamento e di produzione di energia termonucleare.

Gli antichi romani e i neutrini

Il piombo di 120 lingotti ritrovati in un’antica nave romana saranno utilizzati dall’INFN nei suoi laboratori del Gran Sasso per la caccia ai neutrini.

Osservatorio sottomarino per inafferrabili particelle

Pochi giorni fa si è conclusa la seconda fase del progetto Nemo per la costruzione del telescopio sottomarino Chilometro Cubo, a 2000 metri di profondità al largo delle coste della Sicilia. Scopo: rintracciare i neutrini emessi da eventi violenti provenienti dagli angoli più remoti dell’Universo.
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