sabato, Marzo 6, 2021

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Tira una brutta aria

Aeroporto, scuole e autostrade chiusi per smog. È successo a Harbin, un città di oltre 11 milioni di abitanti nel nord est della Cina, paralizzata da una densa cappa di smog che per giorni ha reso l'aria irrespirabile e ridotto la visibilità a soli 10 metri. La concentrazione di polveri sottili ha raggiunto livelli superiori ai 900 microgrammi per metro cubo, circa 40 volte la soglia fissata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’aria buona dell’Ultima cena

ARTE, MUSICA E SPETTACOLI - C'è un'oasi pulita nella nuvola nera di smog che avvolge la città di Milano. Sta nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie, la "casa" dell'Ultima cena, uno dei dipinti più famosi di Leonardo da Vinci. Rispetto all'esterno il livello di polveri sottili nel refettorio è decisamente più basso: meno 94% per il particolato un po' più grossolano (PM2,5-10) e meno 88% per quello più fine (PM2,5). Insomma, i milanesi purtroppo continueranno a tossire e ad ammalarsi, ma almeno il Cenacolo non corre il rischio di venire danneggiato dall'inquinamento

Sempre più smog in città

AMBIENTE - Roma ci prova con le targhe alterne, Milano e Firenze con il divieto di circolazione per i veicoli più inquinati. Sono queste le misure con cui i sindaci delle tre città sperano di abbassare le emissioni di polveri sottili nell’atmosfera, dopo l’ennesimo superamento dei limiti consentiti. Lo smog, ormai, è una peculiarità delle città italiane. Secondo i dati del monitoraggio di Legambiente a fine novembre ben 44 città hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di Pm10 oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. In testa c’è Torino con 118 giorni di sforamento, seguita da Milano (106), Verona (98) e Monza (87). La regione messa peggio è la Lombardia, con 11 città fuori limite. E la zona più critica si conferma, ancora volta, la Pianura Padana, come già rilevato nel rapporto dell’Agenzia Europea dell’ambiente.

L’inquinamento dell’aria

AMBIENTE - Il Paese più inquinato al mondo? È la Mongolia, con una concentrazione media annuale di Pm10 pari a 279 microgrammi per metro cubo, quasi 15 volte maggiore rispetto alla soglia fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E la città? Il triste primato spetta alla città iraniana di Ahwaz (372 µg/m3). E in Italia? Torino con “solo” 47 microgrammi al metro cubo. Sono alcuni dei dati diffusi dall’ente di Ginevra, che ha fotografato l'inquinamento atmosferico di 1.100 città di 91 Paesi, misurando la presenza di particelle PM10 di dimensioni pari o inferiori a 10 micrometri. Queste particelle fini, che inquinano l'aria, provengono spesso da fonti di combustione come le centrali elettriche a carbone e i veicoli a motore. E, sempre secondo l’Oms, sono responsabili di 1,34 milioni di decessi prematuri, di cui 253mila in Europa. Possono infatti penetrare nei polmoni, entrare nella circolazione del sangue e provocare cardiopatie, tumori ai polmoni, casi d'asma e infezioni delle vie respiratorie inferiori. Almeno un milione di questi decessi potrebbero essere evitati se fossero rispettati i valori di Pm10 fissati dall’Oms (20 µg/m3). Purtroppo, però, sono ancora poche le città in linea con le indicazioni dell’Oms e i decessi attribuibili all’inquinamento continuano ad aumentare: nel 2004 erano circa un milione. Se le emissioni annuali di Pm10 scendessero da 70 µg/m3 a 20 µg/m3, si avrebbe una diminuzione del 15% della mortalità causata dallo smog

Smog ed epigenetica: dove colpisce l’aria inquinata

Si cominciano a scoprire gli effetti molecolari e cellulari delle polveri sottili, con la speranza di identificare nuove strategie di protezione. OggiScienza ne parla con l'epidemiologo Andrea Baccarelli, pioniere degli studi su inquinamento atmosferico, epigenetica e salute.