sabato, Ottobre 31, 2020

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Boicottare Science, Nature e Cell?

Un mese fa hanno fatto scalpore le dichiarazioni del neo-premio Nobel per la medicina Randy W. Schekman sulle riviste scientifiche attualmente leader del settore, cioè Nature, Science e Cell. Secondo Schekman queste infatti danneggiano la scienza perché, nonostante l'impact factor di un giornale sia inadeguato a definire la qualità dei singoli lavori di ricerca, una pubblicazione nei top journals rimane un riconoscimento influente. Da parte loro, inoltre, i grandi editori seguono logiche squisitamente commerciali, privilegiando i lavori più "accattivanti" e non necessariamente i più meritevoli, come dimostrerebbe la grande quantità di studi ritrattati (per non parlare di quelli che non sono ancora stati ritrattati ma che lo meriterebbero, come il famoso studio sui batteri all'arsenico pubblicato su Science).

Peer-review: ricercata, viva o morta.

Giusto una settimana fa una serie di articoli pubblicati sulla rivista Science, guidati dalla massiva indagine condotta da John Bohannon, ha portato di nuovo l'attenzione, tanto del grande pubblico come anche degli scienziati, su un argomento che da parecchio tempo è in discussione: come valutare la scienza?

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