Il cielo sopra Manhattan

magennmachine“Macchine del vento” posizionate sopra città come New York potrebbero, in teoria, risolverne i problemi energetici


Grandissimi aquiloni e palloni, alti nel cielo sopra le nostre metropoli, energia pulita e rinnovabile: sembra un sogno ma potrebbe anche essere questo il futuro dell’energia. Il primo studio rigoroso che valuta la potenza delle correnti aeree in quota dimostra che il movimento delle masse d’aria ad altezze comprese fra 500 metri e 12 chilometri è in grado di fornire grandi quantità di energia.

La tecnologia eolica a terra, la migliore attualmente disponibile, è in grado di produrre al massimo 1 kilowatt per metro quadrato, ma le correnti d’aria sopra New York possono raggiungere i 16 kilowatt per metro quadrato. Se si riusciranno a superare i problemi di intermittenza. Queste correnti potrebbero diventare in futuro un’enorme riserva energetica. Buona notizia è anche il fatto che le correnti più intense scorrono proprio sopra le aree più densamente popolate dagli esseri umani, come la costa est del Nord America e quella cinese.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Energies, un giornale scientifico online ad accesso libero. “C’è molta energia lassù, ma non costante come credevamo,” spiega Christine Archer della Cal State University-Chico, fra gli autori della ricerca. “Non risolverà tutti i nostri problemi energetici, ma potrà avere un ruolo importante.”

Il problema con l’energia eolica, soprattutto a terra – ma in misura minore anche in quota -, è che il vento non è costate e anche a grandi altitudini e nei posti migliori è troppo debole almeno il 5% delle volte. Questo pone un problema se si vuole usare questo tipo di energia per alimentare una città per esempio. Per risolvere questa scarsa costanza “ci sarebbe bisogno di energia di backup, grandi quantità di energia immagazzinata o una rete elettrica continentale – o addirittura globale – ,” sostiene Ken Caldeira, ecologo della Stanford University, anche lui fra gli autori dello studio. “Se i venti di quota daranno prova di essere una fonte energetica importante, serviranno comunque importanti infrastrutture.”

Secondo Roberto Fieschi, professore emerito di Fisica dell’Università di Parma – non fra gli autori dello studio –  “è difficile installare gli impianti in prossimità dei centri abitati, perché interferirebbero con i voli di linea e degli elicotteri.”

“L’impressione generale è che altre soluzioni di energie rinnovabili siano più facilmente realizzabili, ” spiega Fieschi per OggiScienza. “Oltre alle più note, in primo luogo lo sfruttamento dell’energia solare termica alle medie temperature,  anche lo sfruttamento delle correnti marine. La prima strada da intraprendere resta comunque il risparmio energetico e l’efficienza energetica. Ricordiamo infatti che l’energia elettrica è solo una frazione dell’energia che si impiega.”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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