Fioriture invernali

MODIS Rapid Response Team, NASA GSFC
MODIS Rapid Response Team, NASA GSFC

Dai dati satellitari presi in un decennio di osservazioni, gli scienziati della NASA sostengono che la fioritura di fitoplancton, quei microrganismi fotosintetici alla base della catena alimentare, comincia già in inverno e non in primavera come per molto tempo si era pensato.

Quello che capita è che il fitoplancton comincia a riprodursi in gennaio invece che solo in primavera avanzata come precedentemente ipotizzato. I singoli organismi di fitoplancton sono tropo piccoli per essere visti a occhio nudo, ma quando sono presenti in grandi quantià si presentano come una distesa verde o marrone, che colora l’acqua. Conoscere bene il ciclo vitale del fitoplancton è vitale sia per la biologia che per la climatologia. Gli organismi del fitoplancton, essendo produttori primari, sono il primo anello della catena alimentare. Producono O2 e fissano CO2. Sono fondamentali per gli studi climatologici: determinano infatti le dimensioni del reservoir di carbonio contenuto negli oceani.
Il fatto che i recenti dati della NASA confutino la tesi secondo la quale la fioritura di fitoplancton avvenga in primavera, rimette in discussione l’intero modello e le cause che provocano la fioritura. Secondo gli scienziati della NASA il fitoplancton comincia a diventare più abbondante in gennaio, quando le condizioni non sono favorevoli alla crescita perché l’acqua è troppo fredda, semplicemente perché diventa per i predatori più difficile mangiarli. I moti convettivi innescati dal vento freddo che spira sulla superficie mescolano l’acqua e il fitoplancton contenuto viene disperso sfuggendo così ai predatori.
“Questi dati non sono nuovissimi. Il problema — dice Alfred Beran, biologo del Dipartimento di Oceanografia Biologica dell’OGS di Trieste al quale abbiamo chiesto un commento — è che la NASA con i satelliti riesce soltanto a osservare quello che capita in una striscia sottilissima sulla superficie dell’oceano, non più di qualche centimetro.”
“Anche nei mari meno profondi, come per esempio l’alto Adriatico, abbiamo registrato  fioriture algali già in gennaio, che potrebbero confermare quello che è stato trovato nei mari aperti dalla NASA, — continua Beran. — A Napoli, la Stazione biologica Anton Dorn registra da anni una variazione delle condizioni del mare: il Tirreno si sta trasformando, diventando sempre più simile a un mare subtropicale.”
Il riscaldamento globale ha sicuramente degli effetti sul plancton e sulle fioriture. Ma che cosa capiti veramente al fitoplancton, e quindi a tutta la vita nel mare e in generale agli equilibri biologici e climatici del pianeta, è ancora da scoprire.

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