Da dove viene l’acqua

La TerraMari e oceani avrebbero un’origine extraterrestre


Il pianeta blu, la nostra Terra che brilla come uno zaffiro o un opale nel bel mezzo del Sistema Solare, in tempi molto antichi potrebbe aver ricevuto in dono tutta la sua acqua dallo spazio. Così sostiene Francis Albarede in una recente review pubblicata su Nature. Un’analisi approfondita degli studi sulla formazione del nostro pianeta infatti dimostrerebbe che la teoria secondo cui gli oceani si sarebbero formati dalle emissioni gassose dei vulcani che ricoprivano la giovane Terra non è corretta.

Secondo Albarede infatti la Terra e la Luna al tempo della loro formazione erano essenzialmente asciutte. I pianeti del Sistema Solare si sono formati dal condensamento della nebulosa planetaria che ruotava intorno al giovane Sole. A un certo punto in alcuni punti della nebulosa avrebbero cominciato a condensarsi dei “noccioli” – i futuri pianeti -, formati inizialmente dai materiali più pesanti. Man mano che il tempo passava hanno iniziato a precipitare anche i materiali più leggeri. Questo processo però a un certo punto si è bruscamente interrotto perché la radiazione di energia elettromagnetica emessa dal Sole ha spazzato via questi elementi volatili, fra i quali anche l’acqua. Per questo motivo la Terra ai suoi albori sarebbe stata particolarmente povera di questa molecola. L’acqua dunque sarebbe arrivata dall’esterno e più precisamente da materiale umido (come asteroidi e comete) proveniente dallo spazio al di fuori della cintura degli asteroidi.

Albarede inoltre dimostra che questo processo è fallito su Marte, mentre sembra aver interessato Venere per un periodo limitato. L’introduzione dell’acqua nel mantello terrestre infatti avrebbe dato il via alla tettonica a placche del nostro pianeta, fenomeno che che per ora mostra poche prove tangibili su Marte e Venere – anche se recenti osservazioni su quest’ultimo spingono alcuni scienziati a ipotizzare che sul pianeta via sia stata in effetti qualche attività tettonica anche se molto diversa da quella che si osserva sulla Terra.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. Concordo senza prove su quanto detto.
    Una cosa mi sembra da evidenziare.
    La terra non è una palla.
    Senza acqua sembrerebbe una mela mangiata (oceaono pacifico).
    Perchè nell’oceano pacifico deve essere caduta una grossa meteorite forse piena d’acqua ed altro.

  2. Non sarebbe improbabile che l’acqua sia stata portata sulla Terra dallo stesso corpo celeste, proveniente dal sistema solare esterno, delle dimensioni di Marte e probabilmente assai ricco di materiale volatile, che ha spazzato via l’opprimente atmosfera primordiale e originato la Luna, arricchendo nel contempo il nostro mantello di materiale volatile ? Questo spiegherebbe la grande diversita con Venere, che non ha avuto la stessa “fortuna” e che è un pianeta infernale per via dell’effetto serra pur essendo ancora dentro la fascia di abitabilità del sistema solare. Ricordo che Venere ha un albedo molto più alto della Terra e l’energia solare che rende infernale la sua superficie è assai minore di quella che raggiunge la superficie terrestre, malgrado la distanza. Il problema è che il calore non ha alcuna possibilità di essere irradiato nello spazio.

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