Bussole chimiche

Crediti: Fergal OPIl sistema con cui gli uccelli si orientano durante le migrazioni potrebbe basarsi su segnali chimici

CRONACA – Uccelli, (ma anche farfalle, tartarughe e altri animali) compiono migrazioni enormi e per orientarsi usano il campo magnetico terrestre. Gli scienziati da lungo tempo si interrogano su come queste specie facciano a percepire il campo magnetico. Una delle ipotesi è che cristalli ferrosi microscopici nel becco degli uccelli si comportino come l’ago di una bussola biologica. Un’ipotesi alternativa invece si basa sulla chimica: il citocromo, una molecola nella retina degli animali ,quando colpita dalla luce modifica la sua forma in uno di due stati possibili. Il rapporto fra quante molecole sono in uno stato e quante nell’altro dipende dall’orientamento del campo magnetico in cui è immerso l’animale.

Secondo questa ipotesi gli uccelli navigherebbero usando sia indizi magnetici, grazie al citocromo, sia visivi, come la posizione del Sole e delle stelle. Due nuovi studi, uno su Nature e l’altro sul Journal of the Royal Society Interface, hanno studiato  la plausibilità della teoria chimica. Nel primo, condotto da Henrik Mouritsen, biologo dell’Università di Oldenburg in Germania, il cervello di alcuni esemplari di pettirosso è stato alterato. In un gruppo di uccelli è stato interrotta la connessione nervosa del becco, in un secondo gruppo invece è stata lesionata l’area cerebrale che si pensa responsabile dell’analisi del campo magnetico da parte delle cellule visive. Gli scienziati hanno osservato che gli uccelli continuano a percepire correttamente il campo magnetico quando viene interrotta la connessione del becco ma non dopo aver subito la lesione cerebrale.

Nel secondo studio Erin Hill e Thorsten Ritz, biofisici dell’Università della California, di Irvine, hanno risposto a un critica che normalmente viene posta alla teoria chimica: in pratica secondo i detrattori, il citocromo sarebbe disposto in maniera troppo caotica nella retina perché il cervello dell’uccello possa ricostruire l’orientamento del campo magnetico terrestre in base alla disposizione dei due stati della molecola. Hill e Ritz però hanno mostrato che è sufficiente anche solo il citocromo di una singola cellula per ricostruire il campo magnetico.

Questi due studi offrono entrambi supporto alla teoria chimica, anche se molto scienziati pensano che non necessariamente le due possibilità si escludano: gli uccelli per navigare nell’ambiente potrebbero benissimo usare entrambi i metodi di rilevamento del campo magnetico.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

1 Commento

  1. Cari amici , il problema dell’ uso delle bussole chimiche nel volo degli uccelli , deve necessariamente prendere in coniderazione come il rilevamento del campo elettromagnetico terrestre metta in risonanza attraverso i neuroni il DNA mitocondriale . Suggerisco di leggere l’ articolo http://www.sciencegate.it/ricerca.html che tratta della comunicazione tra DNA nucleare e mitocondriale come fattore di interazione epigenetica che puo dare origine a molte spiegazioni per ora recondite. Un caro saluto paolo manzelli veddi http://www.sciencegate.it/ricerca.html.

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