APPROFONDIMENTOCRONACA

La costa che sparisce

L’aumento della temperatura e le condizioni atmosferiche più severe mettono a rischio la linea costiera dell’Alaska

NOTIZIE – A causa del riscaldamento globale il mare si sta letteralmene mangiando dei tratti di costa in Alaska. Il fenomeno oltre a mettere in pericolo alcune specie di uccelli che qui nidificano, rischia di prosciugare alcuni laghi e stagni nelle vicinanze e mettere in pericolo infrastrutture militari e siti petroliferi nella zona. Robert Anderson e colleghi dell’Università del Colorado di Boulder da alcuni anni sta monitorando un tratto di costa nel nord dell’Alaska. Lo scienziato riporta ritmi impressionanti di erosione: da 9 a 14 metri all’anno.

Il tratto di costa in questione è formato da grossi blocchi di fango e torba congelati, che sono seriamente minacciati da una serie di fattori: da un lato il riscaldamento dell’acqua che scioglie la base dei blocchi e dall’altra (sempre in conseguenza del riscaldamento) l’aumento dell’intesità e dell’altezza delle onde che battono questo tratto di costa e che erodono la parte superiore delle rocce. Questi fenomeni, spiega Anderson, sono determinati da una combianzione di fattori, non ultimo l’allungamento dei periodi estivi in cui il mare è libero dai ghiacci.

Il team dello scienziato ha usato diverse fonti di informazione per stabilire il declino dela costa: una serie di telecamere poste lungo la linea costiera che raccoglievano fotografie ogni sei ore, sistemi di posizionamento globale, misure metereoligiche, sensori subacquei per misurare le correnti marine.

“Visto che il ghiaccio artico continua a diminuire e la temperatura dell’aria e del mare continuano ad aumentare, non vediamo alcuna possibilità che questo processo si possa fermare,” ha commentato Anderson al meeting annuale dell’America Geophysical Union.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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