CRONACA

Phobos sotto i riflettori di Mars Express

La sonda Mars Express sta sorvolando di nuovo il più grande dei satelliti di Marte. Il culmine delle operazioni si avrà all’inizio di marzo, quando la sonda arriverà a soli 50 chilometri di distanza.

NOTIZIE – La campagna di osservazione di Phobos è iniziata il 16 febbraio e si concluderà il 26 marzo prossimo, e offrirà la possibilità di approfondire le conoscenze sul satellite di Marte, in particolare sulla sua origine tuttora misteriosa.
Phobos, un oggetto abbastanza piccolo e di forma irregolare, orbita intorno al pianeta rosso a soli 9377 chilometri dal centro del pianeta, in compagnia dell’altro satellite Deimos, che segue invece un’orbita più in periferica.
La sonda Mars Express è stata progettata appositamente per studiare il pianeta, piuttosto che le sue lune; tuttavia, passa periodicamente vicino a Phobos e sfrutta queste occasioni per raccogliere qualche dato e qualche bella immagine. Quando nel 2009, i tecnici e gli scienziati dell’European Space Operations a Darmstadt in Germania, hanno dovuto riaggiustare la rotta di Mars Express per evitare che finisse nascosto dietro il pianeta, tra le ipotesi possibili hanno scelto proprio quella che avrebbe portato a soli 50 chilometri da Phobos.
Durante il passaggio Mars Express misurerà il campo gravitazionale di Phobos in modo da poter capire come sia fatta la sua struttura interna. Dalla massa e dal volume, già noti, gli scienziati hanno calcolato la densità e hanno avuto una sorpresa: sembra infatti che Phobos possa essere parzialmente vuoto.
Si tratta ora di verificare quanto questi dati siano veritieri, cercando di capire la struttura interna del satellite: sapendo come è fatto sarà forse possibile capire anche come si è formato, cosa tuttora controversa. Le ipotesi principali sono tre. Phobos è in realtà un asteroide proveniente dalla cintura degli asteroidi che è stato catturato dal campo gravitazionale del pianeta? O si è invece formato per accrescimento insieme al pianeta? Oppure è solo ciò che rimane dalla collisione tra un grande meteorite e Marte stesso? Questa campagna di osservazioni potrà contribuire a discriminare fra di loro.

6 Commenti

    1. Francamente appare come un artefatto e vorrei aggiungere che è un pò troppo regolare.
      Non avevo mai visto questa foto dove si notano così marcatamente dei canali paralleli (se lo sono) che avrebbero fatto la felicità di Schiapparelli e contemporanei. Come spieghiamo il fatto che i crateri meteoritici sembrano sovrapporsi ad una struttura sottostante la cui genesi direi che è meno che chiara: fenomeni mareali o gravitazionali ?
      Erosione ? Lo escluderei. Residui dell’azione erosiva di cosa ? Sul nostro ed altri satelliti ci sono tante stranezze ma il fatto che Phobos possa avere una densità piuttosto bassa (quanto poi ? <1?)non chiarisce nulla semmai peggiora le cose.
      Chiedo scusa non ho dato neanche passabili spiegazioni.
      Beh,risentiamoci.
      Cordialità.

  1. Certo che quei canali, tra l’altro solo dalla parte sx, al di là di Schiapparelli & C., sono alquanto “strani”.

    Da cosa sono scaturiti, e perchè solo da quella parte, se sono l’effetto dell’impatto di un meteroritre allora sotto la superfice del satellite cosa (c’è) o c’era…?

    Grazie

    1. Mi sono andato a rivedere su Internet “vecchie” foto di Phobos riprese dalle missioni Viking in B/N;faclmente si desume che il grande cratere
      è stato generato da una collisione con un oggetto di discreta massa che ora dovrebbe in gran parte trovarsi “all’interno” di Phobos. Fin qui niente di nuovo,ed inoltre i canali sono con buona probabilità tracce di scorrimento di materiale dopo l’urto in direzione opposta al moto, sia materiale liquido che solido. L’urto mi pare sia stato piuttosto centrato, inoltre in queste foto datate non si intravedono i ricami visibili nelle più recenti foto a colori. Il mistero se tale è, resta. Pero ho capito da cosa si sono fatti ispirare gli autori della Morte Nera di Guerre Stellari.
      Cordialità.
      Giuliano Landi

  2. Gli ornamenti sono un’ artefatto
    derivante dal fatto che questa
    immagine è a falsi colori.
    Il colore grigio dovrebbe
    corrispondere ad una certa
    sostanza chimica. Peccato che
    nel testo non venga spiegato
    quale.

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