CRONACA

8 marzo: Enciclopedia delle donne

Donne e Scienza 2010. L’Italia e il contesto internazionale, elaborazione Observa su dati della Commissione Europea, She Figures 2009. Statistics and Indicators on Gender Equality in Science, Luxembourg, Pubblications Office of the European Union, 2009.

Non poteva nascere in un giorno migliore e ovviamente la data non è casuale. Il progetto che vede oggi la luce è il frutto di un lavoro durato più di un anno e che da oggi si svilupperà con il contributo di tutti coloro che lo vorranno.

NOTIZIE – L’Enciclopedia delle donne è stata presentata fra le iniziative del Presidente della Repubblica per l’8 marzo e alcune enciclopediste oggi sono state invitate al Quirinale.
Le prime cento voci dedicate a cento donne della storia della scienza, della letteratura, della filosofia e della musica sono da oggi online sul sito dell’Enciclopedia delle donne. Ci sono pacifiste, maestre filantrope e operaie, mondine, regine, teologhe… e migliaia di altre donne sono in attesa di essere raccontate e ricordate sulle pagine dell’Enciclopedia delle donne.“Emerge, dal lavoro che abbiamo fatto, una grande questione, il punto cruciale: quello della libertà di cui le donne sono state capaci e che hanno reso possibile: — ci racconta Rossana Di Fazio, curatrice del progetto insieme a Margherita Marcheselli.— Non senza morti e ferite, ma nell’encilopedia non ci sono “modelli” da seguire, è l’enciclopedia nel suo insieme, nella sua coralità, che propone un meraviglioso modello di libertà; e non vogliamo essere “edificanti”: ci sono le donne che hanno dato contributi immensi alla società e donne che hanno dato il loro piccolo contributo quotidiano, fatica di ogni giorno del lavoro di balie, operaie, badanti… Ma anche donne che fanno qualcosa che “non piace”, come le torere. Bene, chi avrebbe pensato che esistessero torere? Alle ragazze di oggi e di domani vogliamo dire: non ci sono modelli, ci sono tante persone che hanno fatto tante cose diverse, spesso incredibili, e tenuto insieme famiglia, bambini, bambini di altre donne… E hanno parlato di felicità. Una parola che non si trova facilmente nel lessico degli intelletuali maschi…”

Ma perché un’enciclopedia delle donne? Perché le storie devono essere raccontate per entrare nella memoria, per far parte della nostra storia comune. Se le storie non vengono raccontate, la memoria si perde e con essa si perdono anche le protagoniste delle storie, come troppo spesso è capitato e tuttora capita. Perché è importante rendere consapevoli le donne delle loro potenzialità, e proporre dei modelli positivi alternativi a quelli che ci vengono  propinati quotidianamente. È importante soprattutto per le ragazze (e i ragazzi).
Per quanto riguarda la scienza, è appena uscito il rapporto di Observa sulla scienza e gli italiani, dal quale emerge, tra le altre cose, un quadro ancora abbastanza scoraggiante: le donne sono la maggioranza delle studentesse e delle laureate (quasi il 60%)… ma solo un terzo delle ricercatrici. Man man che si sale nella gerarchia, le donne diminuiscono progressivamente fino a diventare un misero 11% a livello di professore ordinario o equivalente, contro un 89% di maschi. I grafici sono a disposizione qui.
C’è quindi ancora molto da fare affinché tutte le donne abbiano la possibilità di realizzare pienamente le loro potenzialità. L’Enciclopedia delle donne è un contributo piccolo, ma pieno di intelligenza e volontà, in questo senso.
È un progetto partecipativo: tutti possono proporre le loro candidate e tutti, se se la sentono, possono scrivere dei pezzi che andranno ad arricchire l’archivio. Il blog Specchio delle dame che accompagna l’Enciclopedia raccoglie fin d’ora commenti e suggerimenti. La redazione (redazione@enciclopediadelledonne.it) è a disposizione per informazioni, suggerimenti, aiuti.

4 Commenti

  1. Secondo un recente studio americano, la presenza di notizie che riguardano le donne come protagoniste nei media è molto molto inferiore a quella degli uomini, e la percentuale cala: nel 1995, negli USA, le donne rappresentavano il 17% delle notize contro un 82-83% degli uomini, nel 2000 erano solo l’1% e nel 2010 la situazione si è stabilizzata. Fonte: ISSNAF News (http://www.issnaf.org/web/index.php?option=com_content&view=article&id=939:a-wrinkle-in-time-&catid=38:issnaf-news&Itemid=82). Ecco perché serve l’Enciclopedia delle Donne.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: