mercoledì, Dicembre 19, 2018
LA VOCE DEL MASTER

Internet: io uso la testa

Facebook, Skype, Msn, Netlog: in questo modo comunicano le nuove generazioni. Spesso i siti di social network sono presi di mira da specialisti dell’infanzia, etichettando Internet come un luogo pubblico non adatto ai bambini, in cui si corrono moltissimi rischi, e dove una chiacchierata intelligente e costruttiva si può trasformare in una comunicazione pericolosa. Dalle testimonianze dei bambini della scuola elementare e media italiana di Buie (Croazia), intervistati per OggiScienza, sembra, però, che i giovanissimi conoscano bene i potenziali rischi e le precauzioni da prendere. In questo complesso contenitore di informazioni e persone, dove si pubblicano immagini, condividono video con gli amici e fanno nuove conoscenze, i bambini rendono partecipi mamma e papà, riducendo così i rischi di fare qualche brutto incontro.

Una cosa quindi è certa: di Internet i bambini ne sanno più dei grandi.



Nataša Stuper
Hello. I'm Natasa Stuper, a Science Communicator and Digital Journalist from Croatia living in England.

1 Commento

  1. Bah… anche questa mi sembra mitologia metropolitana. Dipende da che bambino e da che adulto.
    E’ probabile che le nuove generazioni abbiano più facilità nell’utilizzo della tecnologia. Bisogna però tenere conto che l’ambiente conta molto, perché se in una casa non c’è il computer (anche se magari c’è la TV e i cellulari) come ancora spesso capita in molte famiglie italiane, non vedo come un ragazzino possa farsi una cultura informatica e imparare a navigare in Internet. Sulla maggior parte delle scuole stendiamo un velo pietoso.
    Una conclusione che si può affernare con un buon margine di certezza è che *L’Italia* è senz’altro molto indietro rispetto agli altri paesi Europei più avanzati, sia come penetrazione del computer sia come penetrazione della Rete.

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