CRONACA

Mississippi burning

NOTIZIE –  Il 20 aprile scorso è esplosa la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, della British Petroleum, al largo delle coste della Louisiana, sul delta del fiume Mississippi, negli Stati Uniti. Da quel momento l’inarrestabile fuoriuscita di greggio sta provocando uno dei più grandi disastri ecologici a memoria d’uomo. Il Golfo del Messico, un tempo area di pesca e di turismo, ci metterà decenni a riprendersi. OggiScienza ha raccolto una selezione di immagini satellitari e di fotografie da Flickr

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

6 Commenti

  1. Tanto per restare in tema di onestà culturale.
    Adesso chi rapara i danni del disastro della fuoriuscita di greggio che sta provocando uno dei più grandi disastri ecologici a memoria d’uomo?
    Dove sono i saccenti conoscitori della Natura e delle sue leggi? Dove sono gli esperti che prevedono quasi tutto? Per non parlare di coloro che sono capaci di vedere nel futuro e poi sono incapaci di dirci se domani piove. Sia chiaro, crediamo nel progresso della scienza, ma non commettiamo il peccato di idolatria. E’ finito il tempo di adorare scienza e scienziati!
    Diciamo semplicemente che si poteva prevedere la tragedia ecologica e preparare in anticipo i mezzi per risolvere e tamponare il disastro.
    Si ha la netta l’impressione che stia capitando quello che avviene in certe strade pericolose; fino a quando non ci scappa il morto o la strage, non si allargano le carregiate e non si mettono le rotatorie.

  2. Mio caro ” Siamoseri”, vorrei sapere cosa centrano ” … i saccenti conoscitori della Natura e delle sue leggi …”.
    Cerchiamo di essere seri per davvero. Quella è una piattaforma di estrazione del greggio di una ditta privata, la BP.
    Casomai è stato un problema tecnologico, di cattiva manutenzione o di incapacità di gestire un problema tecnico o anche di una casualità non prevista.
    Grazie alla Scienza e di chi “conosce le sue leggi..” sarà, casomai , possibile porvi rimedio.
    Che le grandi multinazionali del petrolio gestiscano a modo loro le risorse naturali e condizionino il potere politico a loro favore, questo è un dato di fatto.
    Lasci perdere la Scienza e gli Scienziati….
    Da quanto Lei scrive si evince una malcelata antipatia verso che si interessa di scienza ed il fatto di cui stiamo discutendo mi pare sia un pretesto per manifestare questo suo stato d’animo.
    Mi stupisce ancor più il fatto che ci troviamo ad argomentare su di un sito di pura informazione scientifica ed i frequentatori dovrebbero, a pare mio, credere nella Scienza.
    Crederci non in maniera acritica, certamente !
    Non me ne voglia ma ho l’impressione che la Scienza non Le sia compagna di vita.
    Giordano Ettore

    1. Gentile Giordano Ettore,
      non volevo rispondere alla sua replica perchè ritengo tempo quasi perso dialogare con chi crede nella scienza come ad una forma di ideologia. Lo faccio perchè altri possano riflettere.
      Visto che la scienza è sua compagna di vita, lo dico senza vena polemica, come facciamo
      adesso a rimediare al danno delle migliaia di tonnellate di greggio che continuamente fuoriescono e che stanno ” provocando uno dei più grandi disastri ecologici a memoria d’uomo.
      Il Golfo del Messico, un tempo area di pesca e di turismo, ci metterà decenni a riprendersi.”
      Non mi dica che “Casomai è stato un problema tecnologico, di cattiva manutenzione o di incapacità di gestire un problema tecnico o anche di una casualità non prevista”.
      Prevenire è meglio che curare. La soluzione non è certo quella messa in atto da Obama che con un centesimo di tassa ( che pagheremo noi decuplicata ) si risolverà il problema ma che semplicemente tenta di far fronte alle critiche. Mentre noi discutiamo il petrolio continua impunemete a farci la festa. Insomma prima di fare un buco su una cisterna devo preparami alla falla che provoco, altrimenti faccio a meno di usare il trapano.
      Credo che un pò di umiltà da parte degli scienziati e dei tecnici e una seria previsione degli eventi avrebbe avitato, almeno in parte, la catastrofe.
      Cordiali saluti

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