CRONACA

Uva e arachidi contro l’angiogenesi

Un team di medici scopre i dettagli molecolari dell’azione benefica del resveratrolo

NOTIZIE – Il resveratrolo fa bene, e ora grazie al lavoro di un team di scienziati della Scuola di medicina dell’Università di Washington sappiamo come. Il resveratrolo è un composto naturale – contenuto in alcuni alimenti – che inibisce la crescita di nuovi vasi sanguigni. Aslam Khan e colleghi hanno scoperto il processo molecolare di questa azione benefica.

La crescita di nuovi vasi sanguigni  – angiogenesi – è un processo fisiologico vitale, ma in certi casi può diventare patologico. La proliferazione di nuovi vasi sanguigni ha infatti un ruolo importante in certe malattie, nell’occhio per esempio, ma anche nell’arteriosclerosi e in molti tipi di cancro (dove spesso segna il passaggio da tumore benigno a maligno). Il resveratrolo – contenuto specialmente nella buccia dell’uva, e dunque nel vino, ma anche nei mirtilli, nelle arachidi e in altri vegetali, dove previene le infezioni batteriche e da fungo – ha un’azione inibente nei confronti dell’angiogenesi. Molti studi avevano dimostrato l’efficacia nel contrastare gli effetti dell’invecchiamento e come agente anti-cancro attraverso l’azione della famiglia di proteine sirtuine, ma il nuovo lavoro – Khan e colleghi hanno esaminato l’effetto della sostanza sulla crescita patologica di vasi sanguigni nell’occhio – è completamente innovativo.

Gli scienziati hanno infatti osservato che il resveratrolo inibisce l’angiogenesi attraverso un processo mai osservato prima d’ora, assolutamente indipendente dalle sirtuine.  “Il resveratrolo regola l’angiogenesi patologica attraverso un processo regolato da una chinasi di fattore 2 di allungamento eucariotico” ha spiegato Khan. Il team è inoltre riuscito a invertire l’azione anti-angiogenica della sostanza con inibitori specifici.

Questi risultati potrebbero avere un’impatto importante sulla comprensione delle malattie angioproliferative, e per creare terapie per combatterle. Khan e colleghi infatti intendono nel futuro studiare a fondo le proprietà del resveratrolo nel trattamento della degenerazione maculare da invecchiamento, dell’arteriosclerosi e del cancro, tutte malattie in cui l’angiogenesi patologica ha un ruolo centrale.

Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista The American Journal of Pathology

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. Non voglio fare il guastafeste, ma su questo polifenolo ci sono ancora dei dubbi che limitano l’entusiasmo a scolarci una bottiglia di vino rosso senza rimorsi. Esistono, tra i tanti dati favorevoli, anche pubblicazioni che mettono in guardia dall’uso del resveratrolo in certe situazioni. Prima di tutto l’instabilità di questa molecola nei terreni di coltura in cui si saggia la crescita di cellule tumorali, potrebbe falsare alcuni risultati. Poi ci sono dei ricercatori che trovano che il resveratrolo aumenta addirittura il rischio di alcuni tumori (potenziando l’effetto cancerogeno dell’alcool) o interferisce negativamente con l’attività di alcuni chemioterapici.
    Il 90% dei lavori pubblicati è incoraggiante, per una serie di condizioni patologiche, dal danno epatico (e qui contrasterebbe l’effetto dell’alcool) all’invecchiamento cerebrale, ma rimane sempre un “minority report” che induce alla prudenza.
    Finchè la scienza non avrà dato una risposta certa sull’utilità di queste molecole, rimane utile il solito consiglio di non eccedere in nulla (almeno non tutti i giorni), e di diversificare la dieta per quanto possibile.

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