CRONACA

Macchine molecolari

Una nuova tecnologia migliore la nostre conoscenze sul funzionamento delle molecole funzionali

NOTIZIE – Il futuro vedrà le nano-macchine utilizzate nei più svariati campi. Per fare questo però è necessario conoscere a fondo struttura e funzionamento di quello che gli scienziati chiamano molecole funzionali.
Una famiglia di molecole funzionali sono i rotaxani, strutture a forma di manubrio, il cui asse centrale è circondato da un anello. Se stimolate chimicamente o attraverso la luce, l’anello si muove avanti e indietro, e il rotaxano si comporta come una macchina molecolare.

Finora nessuno era riuscito a studiare il comportamento di una di queste molecole prese singolarmente, perché la loro flessibilità e mobilità rendeva necessario raggrupparle attaccandole a una superficie.

Paul weiss dell’Università della California di Los Angeles e colleghi provenienti da altri istituti hanno usato una nuova tecnica, descritta nell’articolo pubblicato sulla rivista ACS Nano. Le molecole vengo attaccate una a una a una superficie e poi vengono scannerizzate con un microscopio “scanneling tunnelling”. Con questa tecnica i ricercatori hanno registrato i cambiamenti di posizione degli anelli lungo l’asse in risposta a segnali elettrochimici.

La tecnica potrà in futuro essere usata per comprendere a fondo il funzionamento di molte altre molecole funzionali

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

4 Commenti

  1. Segnalo un errore in questo passaggio:
    “Finora nessuno era riuscito a studiare il comportamento di una di queste cellule prese singolarmente, perché la loro flessibilità e mobilità rendeva necessario raggrupparle attaccandole a una superficie.”
    Si parla di molecole, non di cellule.

  2. Affascinante, un ringraziamento agli autori di questo spettacolo: ovviamente ai ricercatori…

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