CRONACA

Basta un po’ di raggi UV

Il vapore acqueo caldo trovato  intorno a una gigante rossa sarebbe prodotto dai raggi ultravioletti delle stelle vicine. È quanto scoperto dagli astronomi dell’ESA con le osservazioni del satellite Herschel.

Il satellite Herschel dell’European Space Agency (ESA) e NASA scandaglia lo spazio osservando le emissioni infrarosse delle stelle, cioè i raggi prodotti da oggetti poco caldi. Nel 2001, gli astronomi avevano scoperto una nuvola di vapore acqueo caldo intorno a una stella vecchia, la gigante rossa IRC+10216, a circa 500 anniluce da noi. Una scoperta assolutamente inaspettata.

La stella, pur essendo molto calda, si osserva bene solo all’infrarosso perché è mascherata da un alone di polvere che assorbe quasi tutta la sua luce emessa e la riemette sotto forma di raggi infrarossi. È proprio in questo alone che è stato trovato il vapore acqueo.

Per quasi dieci anni si sono cercate le spiegazioni più fantasiose: sarà il calore della stessa che fa evaporare l’acqua contenuta in comete che passano nei dintorni? oppure proviene da pianeti nani in orbita intorno alla stella?

Ma il vapore è troppo caldo per essere stato prodotto dall’evaporazione di oggetti come pianeti o comete. Herschel è andato a scandagliare l’interno della nuvola di polvere. Ha scoperto che la luce ultravioletta emessa dalle stelle vicine riesce a intrufolarsi all’interno dell’alone e a rompere con la sua energia le molecole di monossido di carbonio e monossido di silicio, liberando così atomi di ossigeno. Questi poi si legano con le molecole di idrogeno già presenti e formano acqua.

Questo sembra l’unico meccanismo in grado di spiegare la presenza di vapore a temperatura così elevata intorno a questa stella. Gli astronomi che hanno compiuto la scoperta sperano che Herschel troverà altre stelle con una simile conformazione.

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