CRONACA

Ghiaccio tiepido

Una nuova (e semplicissima) metodologia per visualizzare la struttura delle molecole svela come l’acqua aderisce alla superfici solide

NOTIZIE – L’acqua è davvero dappertutto, copre con un velo ogni oggetto che vediamo intorno a noi, ma poiché le sue molecole stanno sempre in movimento non è facile scoprire i dettagli microscopici di questa adesione. Un team di scienziati del California Institute of Technology, quasi per un colpo di fortuna, ha scoperto una tecnica per bloccare in una sorta di istantanea le molecole d’acqua su una superficie.

Il segreto sta nel grafene. Il grafene è un sottilissimo (spesso un solo atomo) strato di carbonio organizzato in una struttura a nido d’ape. Quando uno strato di grafene viene disteso sopra una superficie piatta diventa completamente piatto anch’esso. James Heat e colleghi hanno osservato che quando viene disteso per esempio su una superficie di mica, il grafene intrappola delle “isole di acqua”. La cosa singolare è che il grafene quando ricopre l’acqua si comporta (ovviamente a un livello “nano”) come la pellicola alimentare quando ci avvolgiamo del cibo, ne assume cioè la forma superficiale nel dettaglio.

Osservando il grafene con un microscopio a forza atomica (che usa una sonda meccanica per “sentire” la superficie degli oggetti) gli scienziati (i risultati sono pubblicati nell’edizione del 3 settembre sulla rivista Science) hanno osservato in che modo l’acqua ricopre solitamente la superficie degli oggetti (in questo caso della mica). Il primo strato è spesso solo due atomi e ha una struttura simile a quella del ghiaccio (a temperatura ambiente però). Stessa cosa per il secondo strato sul quale poi vanno a formarsi delle minuscole goccioline.

Queste osservazioni sono importanti per comprendere le proprietà di superficie dei solidi (adesione, lubrificazione, corrosione…). Gli scienziati pensano ora di poter sviluppare la tecnica per ottenere delle immagini tridimensionali di molecole biologiche come le proteine.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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