CRONACA

Mind games

Giochi collaborativi per innalzare le funzioni cognitive. Sarà vero?

NOTIZIE – Ma chi lo dice che la scienza non paga. C’è chi dei propri studi sulla neuroplasticità cerebrale ha fatto un business redditizio. Michael Merzenich è un neuroscienziato statunitense che da qualche anno ha fondato un’azienda privata nel settore del brain training (giochi, per lo più al computer, per esercitare il cervello). Posit Science, secondo Merzenich, offre al pubblico dei giochi in grado di innalzare le facoltà visive e uditive. Oggi Posit Science inaugura la sua ultima novità: Brain Odissey, un social network per migliorare le facoltà cognitive.

In Brain Odissey i giocatori collaborano esplorando delle città (sparse in tutto il mondo) e cercano di risolvere dei misteri storici. Dopo aver completato dei giochi ricevono in cambio dei nuovi “pezzi” per continuare a giocare.  Il gioco base è gratuito, ma ovviamente, per poter giocare in modo soddisfacente bisogna comprare degli oggetti (come tanti di questi giochi sulle piattaforme sociali).

Ho fatto un test per vedere un po’ come funziona… ma il gioco è in versione beta, e quando ho provato ad accedere alla parte partecipativa ho ottenuto solo questo messaggio: “ops… something went wrog”.

Per il resto, la parte pubblica e gratuita non sembra particolarmente innovativa. È vero che i giochini proposti si basano sulle capacità percettive dell’individuo, ma almeno nelle prime fasi di gioco sono un pochino noiosi. Mi riservo di dare un giudizio più completo quando riuscirò ad accedere.

L’impressione comunque, nonostante quanto Merzenich dichiara, è che qui la scienza c’entri pochino. E voglio ricordare lo studio britannico di qualche tempo fa, secondo il quale tutte questi giochini non hanno alcun effetto sulle funzioni cognitive.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. meno male…era l’ora che qualcuno pensase anche a qualche gioco un pochino più inteligente…speriamo che questo tipo di giochi possano crescere per il piacere di tanti!!!

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