IL PARCO DELLE BUFALE

L’adulatore

IL PARCO DELLE BUFALE – L’imitazione è la forma più sincera dell’adulazione, diceva il reverendo Colton. Il collega Stefano Dalla Casa annovera tra i propri adulatori Alberto Magnetti, omeopata e professore a contratto di omeopatia all’università di Torino.

Il 29 giugno 2010 su Oggi Scienza, il dottor Dalla Casa scriveva

Recentemente, come riporta TG Leonardo, il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier (a sx) ha affermato di avere le prove sperimentali che conferirebbero basi scientifiche all’omeopatia.

L’omeopatia è una disciplina per la quale certe sostanze, se estremamente diluite e successivamente sottoposte a “dinamizzazione” (le fiale contenenti la diluizione devono essere agitate con un procedimento detto “succussione”) sono efficaci nel trattamento di un ampio spettro di patologie.

Ma dal punto di vista chimico, la diluizione è talmente alta che alla fine del processo non rimane nessuna molecola. Da un certo punto in avanti, non si fa altro che diluire acqua con acqua. Per dare un’idea delle proporzioni una diluizione omeopatica tra le meno estreme equivale a una goccia nell’Oceano Atlantico: un paradosso che sarebbe però spiegato dall’ipotesi della memoria dell’acqua, secondo la quale l’acqua sarebbe in grado di conservare il ricordo delle sostanze da cui è attraversata.

L’8 gennaio 2011 sulla Stampa, il professor Magnetti copiava

Luc Montagnier aveva recentemente affermato di avere le prove sperimentali che conferirebbero basi scientifiche all’omeopatia. L’omeopatia è una disciplina per la quale certe sostanze, se estremamente diluite e successivamente sottoposte a “dinamizzazione” (le fiale contenenti la diluizione devono essere agitate con un procedimento detto “succussione”) sono efficaci nel trattamento di un ampio spettro di patologie. Ma dal punto di vista chimico, la diluizione è talmente alta che alla fine del processo non rimane nessuna molecola. Da un certo punto in avanti, non si fa altro che diluire acqua con acqua. Per dare un’idea delle proporzioni una diluizione omeopatica tra le meno estreme equivale a una goccia nell’Oceano Atlantico: un paradosso che sarebbe però spiegato dall’ipotesi della memoria dell’acqua, secondo la quale l’acqua sarebbe in grado di conservare il ricordo delle sostanze da cui è attraversata.

 

senza paragrafi né diluizione.

19 Commenti

  1. sono spiacente per l’inconveniente e mi scuso per aver turbato l’orgoglio letterario del dott. Della Casa. Ho ricevuto quei dati senza origine, li ho trovati una spiegazione adeguata e, visto che non esprimeva rivelazioni particolarmente personali ma una descrizione di fatti che conosco bene in quanto li insegno da più di 20 anni, l’ho inserito direttamente. Non si preoccupino il dott. Della Casa o Sylvie Coyaud correggerò a più presto l’articolo sul blog.
    Cordialità
    Alberto Magnetti

    1. Lei firma “i dati che riceve”? Grazie dell’informazione, e non si preoccupi per l’orgoglio del dott. Della Casa: è un Coltoniano anche lui.

    2. Caro Dottore, pubblicare dati “senza origine” nell’era di Internet è a dir poco una grossa ingenuità. Ma Lei è un dilettante o un professionista?

  2. Nessun orgoglio ferito, è anzi un vero e proprio onore vedere come qualcuno che insegna omeopatia da vent’anni si sia ispirato, nel momento in cui ha avuto bisogno di descrivere succintamente ed esaurientemente i principi della disciplina che insegna, proprio a me.

    Per quanto, ora che Lei parla di “dati ricevuti” e “senza fonte” mi pare di capire che la Sua selezione sia stata di seconda mano e questo, ahimè, ridimensiona un po’ la mia iniziale soddisfazione, anche se non dubito che chi le ha passato il materiale sia, a sua volta, un grande esperto di omeopatia.

    1. Commento per gli addetti ai lavori che può non essere pubblicato.
      Gentile Dott. Della Casa ,come ho già scritto ho provveduto a correggere l’articolo sul mio blog inserendo il suo nome e la rivista tutelando i suoi diritti. Penso però che se, come rivista, siete costretti a pubblicare notizie di questa portata quali piccoli errori che in questo rutilante mondo della comunicazione odierna possono capitare, non siete messi molto bene!!! Lo dico in modo scherzoso, affettuoso e senza rancore. L’errore è mio e me ne assumo tutte le responsabilità. cordiali saluti e buon 2011. Alberto Magnetti

      1. Gentile Alberto Magnetti, in questo caso rispondo io come direttore.
        Non si tratta in effetti come dice lei di un articolo che riporta “piccoli errori”, ma di un pezzo che rientra nella nostra categoria “antibufala”, un servizio che offriamo al pubblico di OggiScienza. L’articolo in questione poi ha ricevuto parecchia attenzione dai nostri lettori (è stato il più letto di oggi). Dunque anche se a lei paiono sciocchezze, sembra che il pubblico di Oggiscienza l’abbia trovato interessante.

        Cordialmente,
        Federica Sgorbissa

  3. Sono un fisico e conosco “un po’ ” la chimica. Ho lavorato come ricercatore al “Silicon department” di una multinazionale.
    La “memoria dell’acqua” mi appare da molto tempo una colossale montatura.
    Quando leggo sulle etichette dei prodotti omeopatici “concentrazione hahnemaniana” seguita da valori assurdamente inesistenti, penso che le persone siano troppo facilmente influenzabili.
    Ho frequentato i siti delle aziende che fabbricano prodotti omeopatici e ho visto le “famose” succussioni e dinamizzazioni” !!
    Ho letto molto su Samuel Hahnemann per andare a fondo sull’argomento.
    Sono sempre più convinta del fatto che, in caso di autentici malanni, occorrano farmaci ben diversi dai prodotti della reclamizzata omeopatia.
    Grazie per l’attenzione.

  4. non sono in grado di commentare nulla non conoscendo bene l accaduto ,gradirei invece notizie sui prodotti omeopatici.Sono sempre stata molto perplessa sul loro utilizzo.Non ho afferrato bene il concetto del fisico (memoria dell acqua) colossale montatura.ma allora l utilizzo di questi preparati non è un effetto placebo…… Ma!!!!

    1. @Elisabetta
      tutti gli esperimenti clinici in doppio cieco hanno trovato un’efficacia pari a quella del placebo. Sulla memoria dell’acqua aspetto la dimostrazione che non conserva quella di altre molecole, oltre a quella presunta terapeutica.
      Quindi le uniche notizie che posso dare riguardano i vari prezzi ai quali le multinazionali vendono l’acqua distillata o il saccarosio industriale e sulla creatività degli omeopati nel fare diagnosi e prescrizioni.

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