LA VOCE DEL MASTER

Caro dentino, ti metto sotto il cuscino … o no?

Dentini da latte e cellule staminali sono i protagonisti del progetto di arte partecipatoria Palaces, lanciato dall’artista Gina Czarnecki con il contributo di una ricercatrice dell’Imperial College London.

LA VOCE DEL MASTER – Che sia il topolino, la fatina o un’altra creatura “acchiappadenti”, poco importa: è roba vecchia. Grazie al progetto Palaces dell’artista britannica Gina Czarnecki, oggi i bambini potranno scegliere di donare il loro prezioso dentino appena caduto alla ricerca scientifica.

Palaces avrà l’aspetto di un palazzo da favola. Alto un paio di metri e dotato di cinque torri, sarà costruito utilizzando una resina cristallina che incorpora granuli invisibili in grado di riflettere la luce ultravioletta, così che la struttura brillerà sotto il sole. E’ prevista anche una cupola in cui poter infilare la testa per vedere l’interno.

“Da una parte è un divertente esempio di arte”, spiega Sara Rankin, ricercatrice all’Imperial College London, che collabora con la Czarnecki al progetto, “dall’altra è un’occasione per parlare di cellule staminali e far sì che la gente rifletta su questo tema senza dire loro che cosa pensare in merito”. L’intera costruzione verrà infatti ricoperta da 12.000 denti da latte, un’importante risorsa di cellule staminali adulte o somatiche, ovvero cellule non specializzate dotate della singolare capacità di trasformarsi in diversi altri tipi di cellule del corpo andando così a sostituire quelle danneggiate. “Non possono generare qualsiasi tipo di cellula come fanno invece le cellule embrionali, ma si possono rivelare comunque molto utili”, continua la Ranking, “i trapianti di midollo osseo per rigenerare le cellule del sangue si eseguono da 30 anni ormai, tuttavia la gente non è consapevole del fatto che sempre di cellule staminali si tratta ma che sono diverse dalle cellule staminali embrionali di cui si sente tanto parlare”.

Essendo Palaces un progetto artistico che conta sulla partecipazione del pubblico, sul sito è possibile scaricare un modulo da compilare ed inviare insieme al proprio dentino; e per non rischiare che il topolino perda il posto, i bambini possono stampare un buono da mettere sotto il cuscino a testimonianza del gesto, così da ricevere comunque un regalo. Sorprendentemente, all’appello non rispondono solo i più piccoli: la Czarnecki racconta di un signore che ha mandato 13 dei suoi denti da latte dopo averli trovati tra gli averi della madre passata da poco a miglior vita.

Secondo l’artista britannica, che per i suoi film e le sue installazioni collabora abitualmente con biotecnologi, programmatori, ballerini e sound artists, il palazzo di Palaces è anche metafora della fiducia che la società ripone nelle istituzioni, come la scienza e la sua comunità, che godono di una certa autorità e che il pubblico ha l’esigenza di comprendere. Ed è qui che entra in gioco l’arte della Czarnecki. “Non vogliamo che il potenziamento degli studi sulle staminali embrionali si fermi, tuttavia desideriamo sottolineare le virtù di altri tipi di cellule”, puntualizza la Rankin, “questo progetto offrirà alla gente l’opportunità di farsi delle domande e cercare da soli le risposte”. Palaces sarà esposto il prossimo dicembre alla galleria Bluecoat, fulcro creativo in quel di Liverpool, mentre nel 2012 è prevista una tappa al Science Museum di Londra.

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