Il fondamentalista

La fama della psicologia evoluzionista deriva anche da ricercatori che selezionano i dati per conformarli ai propri pregiudizi. Usque tandem? si chiede la custode presa da un altro accesso di latinorum.

Il PARCO DELLE BUFALE – Fino al 17 maggio sul sito Psychology Today c’era un articolo di Satoshi Kanazawa, titolare della rubrica “The Scientific Fundamentalist”  e ricercatore in management della prestigiosa – sopratutto in partibus infidelium – London School of Economics. Il testo, rimosso ma preservato a futura memoria, s’intitola:

Perché le donne nere sono fisicamente meno attraenti delle altre?

Che lo siano meno, Kanazawa lo ha dedotto dai risultati dei sondaggi di Add Health, uno studio longitudinale dell’università del North Carolina:

Add Health misura l’avvenenza fisica dei sondati, sia oggettivamente che soggettivamente. Alla fine di ogni intervista, l’intervistatore la indica oggettivamente su una scala da 1 a 5. L’avvenenza fisica di ogni sondato è poi misurata tre volte da altri intervistatori nell’arco di sette anni.

Con l’analisi fattoriale, dai punteggi ottiene per le donne

e per gli uomini, precisa la custode ai lettori daltonici :

Senza nemmeno un dato su intervistati, intervistatori, dimensione del campione, composizione sociale ed economica degli abitanti del North Carolina ecc., conclude:

L’unica cosa cui posso pensare che può potenzialmente spiegare il livello mediamente inferiore di avvenenza fisica delle donne nere è il testosterone. In media, gli africani hanno livelli di testosterone superiori a quelli delle altre razze e il testosterone, essendo un ormone androgeno, influisce diversamente sull’avvenenza fisica di uomini e donne. (…) La differenza razziale nel livello di testosterone può quindi potenzialmente spiegare perché le donne nere sono meno avvenenti fisicamente delle donne di altre razze, mentre i neri (al netto dell’intelligenza) sono più avvenenti fisicamente degli uomini di altre razze.

Al netto dell’intelligenza, in quanto Satoshi Kanazawa aveva già spiegato sul British Journal of Health Psychology che gli africani hanno un QI molto inferiore a quello delle altre razze, ragion per cui sono più poveri, stanno peggio di salute e muoiono prima.

Tesi smentita, correlazione infondata e causalità ribaltata ad captendum vulgum pecus, compresa la London School of Economics che ha invocato la libertà accademica. Satoshi Kanazawa se n’è avvalso ad nauseam con il motto: “se la verità offende, il nostro mestiere è quello di offendere”. , ma ai suoi articoli mancano sia la verità che la parte accademica. Lo ha notato pure il Senato della University of London Union che rappresenta più di 120.000 studenti e il 18 maggio ha approvato all’unanimità una campagna per ottenere le dimissioni Kanazawa, motivate tra l’altro da “ricerche scadenti” e da “fanatismo ascientifico”.

Bene, s’è detta la custode, stupiditas acerba esse debet. 

***

Si ringrazia il prof. Claudio Della Volpe per il contributo.

2 Commenti

  1. Boh, a me piacciono tanto! 🙂

    Ma se un mega scienziato lo si fa vivere nell’Africa più nera, a vivere con gli stessi mezzi delle popolazioni locali, si dimostrerà più o meno intelligente di un autoctono nel tirare a campare?

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