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Oggiscienza TV – Intevista a Kip Thorne, astrofisico fra scienza a fantascienza

OGGISCIENZA TV – Uno scienziato straordinario col pallino della fantascienza: così si potrebbe descrivere Kip Thorne, fisico statunitense del California Institute of Technology (Caltech), ospite ieri della SISSA di Trieste in occasione dell’annuale Dennis Sciama memorial lecture, un incontro che da sette anni si tiene in memoria di Dennis Sciama, astrofisico e professore di astrofisica alla SISSA, scomparso nel 1999.
  “La ricerca dei buchi neri: una nuova età dell’oro”, questo il titolo dell’intervento del il cosmologo statunitense che racconta come  in questi ultimi anni le ricerche sui buchi neri si stanno intensificando, grazie anche alla realizzazione di  nuovi osservatori in tutto il mondo, anche in Italia, allo scopo di individuare le onde gravitazionali. Queste increspature dello spazio tempo infatti secondo la teoria si dovrebbero formare quando due buchi neri si scontrano fondendosi, ma ancora non sono state mai osservate direttamente. Se gli interferometri come LIGO dovessero riuscire a individuare finalmente delle onde gravitazionali si potrebbe avere quella prova diretta dei buchi neri che ancora manca. Ora “stiamo vivendo una nuova età dell’oro nella quale si cerca di migliorare le conoscenze legate a eventi violenti come scontri tra questi colossi galattici in grado di curvare lo spazio tempo” afferma Thorne che recentemente ha simulato, insieme ai colleghi del Caltech di Pasadena, proprio lo scontro di due buchi neri e valutato il segnale prodotto da questo evento.

Thorne è famoso anche per aver teorizzato i possibili effetti che questi “vortici cosmici” possano avere sullo spazio tempo, nel quale sono immersi, e sulla materia circostante. Questi studi sono sfociati nella teoria dei wormhole, tunnel spaziotemporali in grado di collegare punti molto distanti nel cosmo, che renderebbero possibili viaggi attraverso lo spazio e il tempo a velocità superiori a quelle della luce.
Una teoria che ha suscitato la fantasia di scrittori e sceneggiatori di fantascienza che hanno subito sfruttato questa soluzione per immaginare viaggi impossibili. Lo stesso Thorne ammette, durante la conferenza, che lo slancio iniziale a studiare la possibilità teorica di viaggiare nel tempo attraverso questi wormhole l’ha avuto proprio da Carl Sagan, celebre divulgatore e autore di romanzi di fantascienza. Grazie all’esperienza accademica e alla visione proiettata a realtà fantascientifiche Thorne ha infatti collaborato nella stesura di Contact  il romanzo di grande successo dell’amico Sagan e dato consulenza alla trasposizione cinematografica del libro diretta da Robert Zemeckis. Nel film il premio Oscar Jodie Foster è protagonista proprio di un viaggio nell’Universo attraverso un wormhole per incontrare una civiltà aliena desiderosa di entrare in contatto con l’umanità.

Thorne, ora in pensione, si può ora dedicare (pur continuando la ricerca sulle onde gravitazionali) con più dedizione alla fantascienza, sua grande passione fin dalla giovane età. È noto ormai che recentemente è stato chiamato come consulente scientifico da Steven Spielberg per un nuovo progetto cinematografico ancora top secret dal nome “Interstellar” previsto nei cinema non prima dell’inverno 2014.

3 Commenti

  1. Scusate…potrei avere un chiarimento? Che mi risulti le onde gravitazionali son sempre presenti ovunque vi sia campo gravitazionale, essendo l’analogo dell’onde fotoniche nei campi elettromagnetici…ed eventuali loro rilevanti increspature si devono a un sacco di fenomeni dipendenti dalla massa dei corpi, mica solo agli eventi eccezionali come scontro e fusioni di black-hole. Forse qui s’intendeva…ch’essendo difficilissimo percepire tali onde, anche per progetti sofisticati come LIGO, causa la scarsa potenza della gravità e ovviamente l’interferenza sovrastante dovuta a quella terrestre, ora si punta a percepirne qualcuna da eventi straordinariamente energetici come quelli qui teorizzati… A me pare che LIGO fu strutturata coll’intento semplicemente di “catturare” le onde gravitazionali, a prescindere da qual fenomeno provengano…anche per acquisire prova diretta e sperimentale della loro esistenza: secondo quanto previsto da Relatività Generale. Cosa che finora purtroppo è fallita… Nel modo summenzionato magari si prenderebbero due piccioni con una fava: ovvero conferma del gravitone e prova diretta pure dell’esistenza dei buchi neri e dei fenomeni estremi connessi. Infatti, che mi risulti…e correggetemi se sbaglio, sia d’onde gravitazionali sia di tal masse concentrate a livello estremo tendente all’infinito si registrano finora solo prove indirette, indizi osservativi pesanti e coerenti con la teoria ma non ancora definibili quali elementi accertati con validazione scientificamente inconfutabile.

  2. Precisazione: questa mia domanda di chiarimento si riferisce solo a quanto deduco dall’articolo scritto e non da quanto esposto nell’audio dell’intervista, poiché ho il sonoro del computer temporaneamente fuori uso. Parto dal presupposto che la scrittura dell’articolo qui ripeta più o meno quanto asserito nel parlato. Se diversamente chiedo scusa e declino la richiesta…

  3. Caro Virgilio,

    in merito alla tua osservazione ci tengo a precisare che le onde gravitazionali sono emesse ogni volta che ci sono campi gravitazionali variabili ovvero masse in movimento, ma appunto a causa della bassissima intensità della forza gravitazionale la speranza di osservarla è limitata solo a eventi gravitazionalmente intensi come la fusione di buchi neri o i sistemi come la pulsar doppia scoperta nel 2006 da un gruppo di astronomi italiani http://www.inaf.it/ufficio-stampa/comunicati-stampa-del-2006/CS21_140906/ .

    spero di esserti stato d’aiuto, a presto Matteo

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