SALUTE

Sclerosi multipla: assolte le vaccinazioni

SALUTE – Chi ha ancora paura che le vaccinazioni possano favorire l’insorgenza di malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, leggerà in un articolo appena pubblicato sul Journal of Neurology un’ulteriore, confortante smentita. I due autori, gli argentini Mauricio Farez e Jorge Correale, hanno pubblicato una revisione generale di studi clinici condotti in passato sul rischio di sviluppare sclerosi multipla (o, in caso fosse già presente, di ricadere nella malattia) dopo essersi vaccinati contro alcuni batteri e virus patogeni. Risultato: nessun rischio in molti casi e – pare – addirittura diminuzione del rischio per le vaccinazioni contro tetano e difterite. Dunque, la paura di vaccinarsi  è proprio ingiustificata .

Farez e Correale sono partiti identificando, sui più comuni database di ricerche mediche, 1342 studi sul tema in questione. Di questi, ne hanno inclusi nella loro analisi un centinaio, che rispondevano a criteri di qualità molto rigorosi e in cui si seguiva il destino di persone sane o già ammalate di sclerosi multipla dopo vaccinazione. Nei vari studi, le informazioni sui pazienti potevano essere raccolte sia tramite interviste telefoniche ai diretti interessati, sia attraverso la revisione dei registri sanitari.

Diverse le vaccinazioni prese in considerazione, a partire da quella antinfluenzale (sono stati analizzati in tutto quasi 25.000 soggetti), rispetto alla quale non si è osservato né un aumento del rischio di malattia né di quello di ricadute. Da precisare, tuttavia, che non sono stati presi in considerazione dati relativi al recente vaccino contro l’influenza H1N1.

E poi vaccinazione contro epatite B, morbillo e poliomielite: in tutti questi casi gli autori hanno concluso che la vaccinazione non si associa al rischio di contrarre la sclerosi, mentre i dati non sono sufficienti per confermare o escludere il rischio di ricadute. Anche l’immunizazione contro  le malattie infantili –  varicella, parotite, rosolia e pertosse – non ha dato prove sufficienti per stabilire un aumento del rischio.

Situazione più sfumata per quanto riguarda tetano e difterite: le conclusioni tratte dalla revisione sembrano indicare una diminuzione del rischio di ammalarsi di sclerosi, ma i casi analizzati sono pochi e non sempre di qualità adeguata: troppe incertezze per una conclusione così importante.

La revisione di Farez e Correale, comunque, non è definitiva: gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori approfondimenti, evidenziando alcuni limiti del loro lavoro, legati a limiti degli studi analizzati. Il problema principale è che questi fanno riferimento a soggetti vaccinati nel corso di quasi 20 anni, durante i quali i sierotipi stessi dei vaccini, rendendo i dati tutto sommato disomogenei. I  due neurologi, comunque, concludono ricordando come la vaccinazione di massa sia stato uno degli interventi di maggior successo per la salute pubblica.

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