AMBIENTE

Amazzonia: culla per 1.220 nuove specie

Si chiama “Amazon alive” il report che il Wwf ha redatto per il grande pubblico e che ripercorre 10 anni di scoperte di nuove specie animali e vegetali. Tra queste il delfino rosa, due nuove specie di piraña vegetariani e coloratissime rane tossiche.

AMBIENTE – Il Wwf ha reso pubblico il suo report sulle nuove specie rinvenute in Amazzonia in aree ad alta biodiversità, come il Borneo o il Congo, nel decennio tra il 1999 e il 2009. Sono esattamente 1.220. A conferma del fatto che, nonostante la presenza invadente dell’uomo, quella amazzonica è ancora la foresta pluviale più grande del pianeta, un meraviglioso esempio di biodiversità e un’incubatrice di nuove, miracolose nascite.

Le 1.220 specie descritte sono state scoperte dai ricercatori negli ultimi 10 anni e includono 637 piante, 257 pesci, 216 anfibi, 55 rettili, 16 uccelli, 39 mammiferi e migliaia di nuovi invertebrati che non è stato possibile nemmeno classificare vista la loro enorme varietà.

Nonostante sia stata distrutta per il 17%, la foresta amazzonica continua a supportare la più alta diversità di specie di piante di tutto il mondo: a seconda dell’area nella quale ci si trova, si possono riconoscere tre le 150 e le 900 piante o alberi per ettaro. E di chilometri quadrati la più grande foresta pluviale della Terra ne ha ancora ben 6,7 milioni, in un territorio che si estende tra Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guiana francese, Perù, Suriname e Venezuela; contiene il più grande bacino fluviale del mondo che porta acqua dolce alle città del Sudamerica: con una portata di più di 200 mila metri cubi d’acqua al secondo, rappresenta il 16% dello scarico d’acqua totale negli oceani. In due ore coprirebbe l’intero fabbisogno d’acqua dei residenti di New York per un anno intero. Tutte caratteristiche, queste, che hanno permesso nel passato e permettono tuttora alla foresta amazzonica di essere un bacino del tutto speciale per la fioritura di ogni genere di forma di vita. Proprio lì vive il maggior numero di specie di primati che in qualsiasi altra zona della terra e, ad oggi, vi sono state rinvenute oltre 40.000 specie di piante, per il 75% endemiche. Dalla notte dei tempi l’Amazzonia è l’habitat del più ampio numero di specie di pesci d’acqua dolce del mondo e lo stesso può di certo essere affermato anche degli invertebrati. In circa cinque ettari di foresta sono state trovate 365 specie di formiche di 68 generi diversi. E spesso gli animali che vi si incontrano sono spettacolari.

Non sono certo da meno le nuove specie che sono state trovate nell’arco degli ultimi dieci anni di ricerca. Tra questi i 216 anfibi, di solito dai colori e disegni meravigliosi. In dieci anni sono state trovate ben 240 rane velenose, molte delle quali hanno solo un centimetro e mezzo e possono raggiungere al massimo i 6. Ma sono coloratissime e oltremodo tossiche. Tra le più affascinanti la Ranitomeya amazonica, che si presenta con una fiammata di colore sul torace e sulla testa, mentre le zampe azzurre hanno un pattern a bolle. Anche i nuovi rettili sono per lo più coloratissimi e non manca una nuova tartaruga, ritrovata in alcune zone del sud del Venezuela, in Brasile, nel nord-est del Perù, in Ecuador orientale e nel sud-est della Colombia. La nuova tartaruga d’acqua (Batrachemys heliostemma) è stata scoperta nel 2011 e ha un testone largo e rotondo; ha delle bande laterali giallo-arancioni sul muso e sulla testa.

Nella lista c’è anche una nuova anaconda, descritta nel 2002 in Bolivia; gli esemplari che sono stati rinvenuti dai ricercatori raggiungevano i 4 metri di lunghezza, ma ciò non toglie che possano crescere ancora. Tra gli uccelli – “solo” 16 nuovi nati – i pappagalli sono i più spettacolari per i loro colori, come il Pinopsitta aurantiocephala: arancio intenso la testa, verdi e blu le ali, giallo il corpo, arancio le zamepette. Curiosi sono i due nuovi piraña: vegetariani!

Tra i 503 invertebrati, invece, quelli che impressionano di più sono i ragni. Diverse le nuove specie, alla moda di quest’anno: viola, blu e porpora. Tra queste c’è chi ama particolarmente saltare, come l’Avicularia geroldi, un ragno blu metallizzato particolarmente veloce, ma, stando ai ricercatori, per nulla aggressivo. Quando si spaventa difficilmente attacca: preferisce volare e saltare da un ramo all’altro e, occasionalmente, lanciare un getto di escrementi al soggetto che li ha spaventati ad una distanza che può raggiungere anche il metro.

E poi ci sono i mammiferi: 39 specie, inclusi un delfino rosa, sette scimmie, due porcospini, otto topi, nove pipistrelli, sei opossum, cinque ratti e un maialino della Guinea.

I 1.008 esemplari di delfino rosa dei fiumi della Bolivia sono stati trovati tutti in buono stato durante le spedizioni effettuate fin dall’anno in cui sono stati scoperti e, visto che costituiscono un buon indicatore dell’inquinamento delle acque, la loro salute ci dice che la situazione dei fiumi boliviani è ottima.

Le due specie di porcospino sono state trovate nel 2001; sono assolutamente uniche al mondo perché con la loro lunghezza di 8 centimetri e un peso di 600 grammi potrebbero essere gli esemplari adulti più piccoli sulla faccia della Terra. Per ultima, una mascotte: la Mico acariensi, la specie di scimmietta scoperta nel 2000 endemica del Brasile. Altezza 24 cm, peso 420 grammi, lunghezza totale 35 cm.

4 Commenti

    1. Grazie della segnalazione, Bernardo. In realtà, però, il porcospino, parola che tutti noi comunemente usiamo impropriamente per definire il riccio comune, è invece sinonimo di istrice. E l’istrice può essere grande circa 60-80 cm compresa la coda e pesare tra i 13 e i 30Kg! Quindi per un istrice pesare 600 grammi è veramente una stranezza! E, infin, concordo: ci sono delle vere meraviglie nascostre lì…

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