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OggiScienza TV – Fukushima: riflessioni a sei mesi di distanza

Il Bullettin of Atomic Scientist ha messo in linea un numero speciale dedicato all’impatto dell’incidente nucleare di sei mesi fa. Che cosa poteva essere fatto per prevenire o impedire la catastrofe? Cosa si può fare per prevenirne (non solo in giappone) altre in futuro? Molte risposte le potete trovare nello speciale all’indirizzo www.thebulletin.org

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. Grazie del link!
    In particolare ho trovato interessante l’articolo The radiological and psychological consequences of the Fukushima Daiichi accident
    http://bos.sagepub.com/content/67/5/27.full

    Lo stress psicologico farà probabilmente più vittime delle radiazioni, le cui conseguenze potrebbero essere stimate nell’ordine dei 1000 decessi per tumori.
    Sarà difficile anche verificare questa previsione, dato che nelle popolazioni dei paesi sviluppati come il Giappone i tumori causano circa il 27% dei decessi, quindi si tratta di distinguere nei prossimi 50 anni o più tra i 270’000 previsti senza incidente ed i 271000 previsti con l’incidente.
    Questo ordine di grandezza ci da però modo di mettere un po’ in prospettiva la questione, dopo l’allarmismo diffuso a piene mani fin dai primi giorni.
    In particolare se i numeri sono questi vediamo che il disastroso incidente di Fukushima ha un impatto sulla popolazione molto inferiore rispetto a quello di una centrale a carbone nel suo normale funzionamento. Pare che la scelta tedesca di accendere nuove centrali a carbone non esprima il massimo della saggezza…

    “Out of the two million people who live within a 50-mile (80-kilometer) radius of the Fukushima plant, about one million live in areas contaminated with cesium-137 to levels greater than 1 curie per square kilometer.2 Scaling to the six million people in areas contaminated to similar levels by the Chernobyl accident, one might expect around 1,000 extra cancer deaths related to the Fukushima Daiichi accident, that is, a 0.1 percent incidence rate. This is much less than the direct toll—about 20,000—from the earthquake and tsunami that caused the accident (McCurry, 2011).
    More accurate estimates will be possible if national collective-dose estimates are pulled together, as they were after the Chernobyl accident. For now, in order to frame the discussion, it is useful to consider the problems of long-term land contamination, evacuation decisions, and thyroid cancers. Finally, it is important to note that, if not dealt with properly, the psychological consequences associated with accidents such as Chernobyl and Fukushima could damage many more lives than the cancer consequences.”

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